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Lavrov va a benedire la guerra di Erdogan

Lavrov va a benedire la guerra di Erdogan
Sergej Lavrov e Recep Tayyip Erdogan (Ansa)
  • Benché sostenga il regime di Assad, il ministro di Putin, ad Ankara, potrebbe dare l’ok alla campagna contro i curdi in Siria Si dovrebbe sbloccare anche l’operazione di sminamento dei porti per far partire l’export di grano. Kiev, però, ancora non si fida.
  • In città, milizie ammassate in una fabbrica come a Mariupol. Dove ora si teme il colera.

Lo speciale contiene due articoli

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La certezza della pena per i giudici: far uscire prima di cella chi delinque
Mauro Glorioso, vittima dell'episodio di violenza dei Murazzi, nel giorno della sua laurea (Ansa)
Una delle ragazze che ha partecipato al lancio della bici dai Murazzi e che ha reso paraplegico Mauro Glorioso è stata scarcerata a metà della condanna. Il Tar cancella il Daspo ai vandali pro Pal di Milano.

«Prego, accomodatevi». Quella del sistema giudiziario ai cittadini che chiedono sicurezza è una risposta deprimente. Incita all’esultanza da curva maranza e baby gang, vandali di periferia e campioni da centro sociale. Per chi commette reati, sfascia beni altrui e manda all’ospedale le forze dell’ordine, ieri era un giorno di festa per due motivi.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 22 gennaio

Ecco Edicola Verità, la rassegna stampa podcast del 22 gennaio con Flaminia Camilletti

Food Talk | Lunga vita al pandoro libero da Chiara Ferragni

Dopo la chiusura con il proscioglimento della vicenda giudiziaria che ha riguardato la nota influencer, di buono resta solo lo storico dolce.

«Davigo non aveva legittimazione per ergersi a paladino di legalità»
Piercamillo Davigo (Ansa)
Pubblicate le motivazioni della condanna a un anno e tre mesi per l’ex pm di Mani pulite.

«Piercamillo Davigo non poteva ergersi, senza alcuna legittimazione, a paladino della legalità». La frase non è un commento giornalistico né una valutazione polemica: è uno dei passaggi più netti delle motivazioni della sentenza d’appello-bis della Corte d’Appello di Brescia che ha confermato la condanna dell’ex magistrato simbolo di Mani pulite a un anno e tre mesi di reclusione, con pena sospesa, per rivelazione di segreto d’ufficio. Ed è una frase che fotografa, sin dall’inizio, il giudizio severo dei giudici su una condotta ritenuta incompatibile con il ruolo ricoperto e con la cultura della legalità che Davigo ha per decenni incarnato e sbandierato sin dai tempi di Tangentopoli

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