La Consulta decide sui bimbi con due madri - La Verità
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La Consulta decide sui bimbi con due madri

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Domani la Corte costituzionale stabilirà se l'accademica Giulia Geymonat e sua moglie possono essere registrate entrambe come genitrici del piccolo Paolo, concepito in Danimarca. Una sentenza positiva darebbe il via libera al mercato della vita.
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Brandi e Coghe: «In Umbria per la firma del manifesto in difesa dei valori della Vita e della Famiglia»

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«Come co-organizzatori domani, giovedì 17 ottobre, saremo a Perugia con Meloni, Salvini e Berlusconi, e chiederemo al candidato Presidente della Regione di sottoscrivere il Manifesto Valoriale per la famiglia. Poi toccherà ai consiglieri regionali, ma solo dopo l'adesione del candidato Presidente. Per noi di Pro Vita & Famiglia e del Congresso Mondiale delle Famiglie proteggere Famiglia e Vita sono priorità da cui dipende il nostro voto. Questi valori sono imprescindibili per il futuro della società. Riaffermare una visione della dignità della persona significa tornare a uno Stato che pensi al bene comune e non agli interessi o desideri dei singoli» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia prima dell'incontro di domani 17 ottobre a Perugia che verrà preceduto da una conferenza stampa.

«Il nostro candidato, come ha già detto il leader del Family Day Massimo Gandolfini, deve essere contro la legge omofobia, l'utero in affitto, il suicidio assistito e l'eutanasia e la legalizzazione delle droghe leggere. Dalla firma della legge regionale in Umbria sull'omofobia il centrosinistra si è posto contro i nostri valori e ormai è chiaro che non può rappresentare un'opzione da prendere in considerazione», hanno concluso Brandi e Coghe.

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Tutti gridano che Bibbiano è un bluff. Ma in Piemonte riesaminano gli affidi

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Da Pierfrancesco Majorino all'Huffington Post, le parole dei giudici minorili vengono usate per difendere i servizi sociali. Intanto, a Torino, il Garante nominato dalla sinistra chiede che siano passati al vaglio tutti gli allontanamenti.
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Via libera al matrimonio transgender

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Si sono sposati nel 2016, poi hanno deciso entrambi di cambiare sesso. Secondo il giudice le loro nozze sono ancora valide e i documenti vanno adeguati. Gli attivisti festeggiano: «Sentenza storica, ha vinto l'amore».
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Il tribunale minorile non assolve Bibbiano ma la politica fa finta che vada tutto bene

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Il presidente bolognese parla chiaro: il sistema degli assistenti sociali va rivisto. Però gli amministratori pensano solo a negare.
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Il giudice non stacca la spina: «Tafida viva»

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Per una volta la giustizia inglese decide che la morte non è il miglior interesse del malato. E la bambina di cinque anni in coma può curarsi a Genova. Non solo, l'alta Corte crea un precedente facendo riferimento «alla religione e alla santità della vita».
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Eutanasia selvaggia, Brandi e Coghe: «L’Italia già verso il primato degli abusi»

«Come volevasi dimostrare: l'Italia è già verso il primato degli abusi. Dopo il semaforo verde della Consulta sul caso Dj Fabo, c'è già chi spinge sull'acceleratore e cominciano i primi soprusi. Gli amministratori di sostegno potranno decretare la morte dei loro "assistiti" anche senza Dat e un giudice ha autorizzato lo stop alle cure per una donna in stato vegetativo anche senza biotestamento, ma dichiarando che la sua volontà è provata. Che la giungla abbia inizio, ma sia chiaro a tutti: nella giungla vige la legge del più forte che divora il più debole» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia e già organizzatori del Congresso Mondiale delle Famiglie lanciando l'allarme sul vulnus etico in corso in tema di tutela del diritto alla vita.

«Quello che è assurdo - hanno aggiunto Brandi e Coghe - è che in Belgio e in Olanda quando si è cominciato a praticare l'eutanasia era destinata solo ai malati terminali col loro consenso e in alcuni anni si è arrivati a uccidere persone depresse o in stato di fragilità, malati mentali, alcolizzati e persino bambini sotto i 12 anni. In Italia abbiamo fatto di più solo in pochi giorni: ora basterà che un amministratore di sostegno, magari per scopo di lucro, si inventi una nostra richiesta di fine vita espressa a lui senza verifiche e potranno ucciderci! Parole che non basterebbero per vendere un motorino perché serve l'esibizione del documento di proprietà, varranno per essere eliminati».

«Per fermare questa deriva vergognosa - hanno annunciato - insieme ad altre associazioni stiamo chiedendo al Presidente del Consiglio Conte e ai presidenti di Camera e Senato con una petizione (https://www.provitaefamiglia.it/petizione/firma-co...) di non estendere la possibilità di suicidio assistito o eutanasia con una legge, dopo che la Corte costituzionale ha depenalizzato in certi casi l'agevolazione del suicidio altrui. Questo perché il rischio del piano inclinato è reale e non riusciremmo a fermare l'intenzione dello Stato di risparmiare sulle cure».

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Lo Zero che non ti aspetti: smonta il sesso libero e canta contro le culle vuote

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Il grande cantante è stato il maestro del travestitismo e per primo ha giocato con i ruoli di genere. Eppure oggi è molto critico nei confronti del desiderio senza limiti e dell'interruzione di gravidanza. E lancia l'allarme sull'inverno demografico italiano.
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Eutanasia, Pro Vita & Famiglia contro Grillo: «Un canto del Grillo mortifero che vuole la fine della civiltà»

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«Fatevi soltanto gli affari vostri!» è il grido del guru para-religioso Beppe Grillo, un canto mortifero che può essere smontato in due righe. «Dunque se a un giovane stanno vendendo eroina fatevi i fatti vostri perché la vuole? Se qualcuno si vuole suicidare, giratevi dall'altra parte d'ora in poi? Che orrore, è la fine della civiltà e della società» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita & Famiglia e organizzatori del Congresso Mondiale delle Famiglie, ribattendo a quanto scritto da Beppe Grillo in un post del suo blog in cui racconta dell'incontro con un paziente in ospedale e invita a lasciare scegliere quello che si ritiene meglio in tema di fine vita. "Invitiamo le persone a non farsi i fatti propri quando si rendono conto che è a rischio la vita di qualcuno che si sente solo ed è in preda all'angoscia e alla sofferenza. Piuttosto lo Stato sia presente e offra opportunità e ogni tipo di cura. La ricerca venga sostenuta e il denaro investito per le persone e non per iniezioni letali" hanno concluso Brandi e Coghe.