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Elkann vuole rifare la Juve da zero. Il primo passo sarà sollevare Agnelli

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Andrea agnelli e il cugino John Elkann (Getty Images)
L’inchiesta plusvalenze che scuote il club è l’ultima macchia della presidenza di Andrea Agnelli dopo Superlega, caso Suarez e bilanci in rosso. John Elkann ha riunito gli avvocati e studia una strategia per sostituire il cugino.
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Iran, Trump: «Un mio ordine e oleodotti distrutti»
Donald Trump (Ansa)
  • Il presidente Usa minaccia la teocrazia: «Finora ho risparmiato gli impianti petroliferi». Poi fa un bilancio: «Armi del nemico decimate». E sui presunti aiuti di Putin: «Difficile recriminare, noi lo abbiamo fatto con Kiev». Witkoff apre un canale con il ministro iraniano.
  • Silenzio di Mosca su Khamenei jr. Da giorni, voci lo danno in Russia per ricevere cure. Teheran: «Non vogliamo tregue».

Lo speciale contiene due articoli.

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Forse le bombe svegliano Ursula: sostegni alle imprese e meno green
Ursula von der Leyen (Ansa)
La Commissione annuncia flessibilità sugli aiuti di Stato e una revisione della tassazione sul carbonio. Resta il no all’energia di Mosca. Il premier belga insiste: «In privato molti leader chiedono di riprendere i rapporti».

Ci volevano le bombe sull’Iran per svegliare Ursula von der Leyen. Il presidente della Commissione europea, ieri, da Bruxelles ha lanciato segnali di una svolta sulle politiche (suicide) della Ue relative all’energia. Dichiarazioni, quelle della Von der Leyen, contenute in una lettera inviata ai leader degli Stati membri in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo: «I Paesi Ue», scrive la Von der Leyen, «possono concedere un’immediata riduzione del prezzo dell’elettricità alle industrie ad alta intensità energetica più colpite attraverso il quadro vigente in materia di aiuti di Stato.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 17 marzo

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 17 marzo con Flaminia Camilletti

Turiamoci il naso, serve il gas russo
Il Belgio rompe il muro: aprire un dialogo con Putin. Senza idrocarburi da Mosca rischiamo la recessione. Il diesel sfiora i 2,1 euro al litro, il governo studia sconti selettivi. Ursula apre all’abolizione delle tasse sulle bollette, però a spese nostre. Intanto rincara l’acqua.

Urge una decisione. Ormai è chiaro che i prezzi di gas e petrolio non torneranno presto alla normalità. Per quanto sia auspicabile il contrario, la guerra in Iran è destinata a durare mesi e di conseguenza anche l’instabilità politica dell’intera regione da essa generata. Per altro, comunque vada, ovvero sia che le bombe americane e israeliane vincano la resistenza di Pasdaran e ayatollah, sia che Trump e Netanyahu decidano di fermare il conflitto, lo stretto di Hormuz non sarà liberato in poche settimane.

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