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2019-03-17
L'eccellenza della cosmetica italiana vale 4,8 miliardi
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Ansa
Un viaggio nel tempo all'interno dell'universo beauty, dalle scoperte del passato che hanno posto le basi per la nascita dell'industria cosmetica, alle tecnologie all'avanguardia utilizzate oggi dalle aziende leader del mercato per le formulazioni, i materiali e i processi di produzione più innovativi e, al contempo, sostenibili per l'ambiente: questo è Cosmoprof Worldwide Bologna 2019 ((fino al 18 marzo)., la manifestazione B2B per l'industria cosmetica leader a livello mondiale. «Cosmoprof Worldwide Bologna, fiore all'occhiello di Bologna Fiere, anche per il 2019 registra risultati in crescita – dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere– Con 3.033 espositori da oltre 70 Paesi – e una crescita complessiva della manifestazione dell'8,2% - e più di 265.000 operatori professionali da 152 paesi, la manifestazione si conferma l'appuntamento chiave per l'intera industria cosmetica. Forte delle consolidate presenze nei 5 continenti (Europa, Asia, America, Sud America, India), dallo scorso ottobre, con l'acquisizione del gruppo tedesco Health and Beauty, il network Cosmoprof ha rivolto l'attenzione allo sviluppo in Europa. Sarà questo il nuovo terreno di crescita della nostra piattaforma». Oltre 30 le sessioni convegno in programma all'interno del format CosmoTalks, con la partecipazione di 200 speaker internazionali. Sono questi i numeri che fanno di Cosmoprof Worldwide Bologna l'osservatorio dell'eccellenza dell'universo beauty, il luogo in cui le tendenze del futuro prendono forma, rimodellando le tradizioni e le scoperte del passato.
«L'industria cosmetica italiana è un'eccellenza sia per la qualità manifatturiera dei suoi prodotti sia per l'innovazione tecnologica che esprime. Grazie alla partnership storica con BolognaFiere Cosmoprof, in occasione dell'edizione 2019 dell'evento di riferimento per il nostro settore valorizzeremo il comparto, formato da aziende orientate al miglioramento continuo>, commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, «La solidità della nostra industria è testimoniata dai dati: nel 2018, anche a fronte di una contrazione del PIL, il fatturato globale del settore ha mantenuto un trend positivo (+2,1%) superando gli 11,2 miliardi di euro; all'estero i cosmetici made in Italy sono sempre più richiesti come segnalano le esportazioni in crescita del 3,6% con un valore di 4,8 miliardi di euro. Cosmoprof Worldwide Bologna permetterà di confermare, ancora una volta, la competitività del sistema italiano della cosmetica, richiedendone il giusto riconoscimento alle istituzioni».
Al centro servizi, cuore pulsante del quartiere fieristico di Bologna, è stata allestita una mostra inedita dedicata alle innovazioni portate dal genio di Leonardo da Vinci in ambito cosmetico. L'installazione, dal titolo «Leonardo Genio e Bellezza», nasce dalla collaborazione tra Cosmoprof, Cosmetica Italia, associazione nazionale delle imprese cosmetiche, e Accademia del Profumo, in occasione della celebrazione dei 500 anni dalla scomparsa dell'artista. In mostra una selezione delle riproduzioni dei codici con gli studi di Leonardo da Vinci sulle tecniche di estrazione più avanzate, in uso ancora oggi nel settore delle fragranze, sulle piante e i fiori più indicati per la colorazione dei capelli, e sulle acconciature più originali consigliate alle dame rinascimentali e visibili in molti dipinti del maestro.
Le fashion week si fanno spazio tra i giganti
Non c'è dubbio che la formula delle week sia quella vincente. Ce n'è per tutti i gusti: libri, tecnologia, arte, mobile, musica. E non certo ultima quella della moda. Al punto che del sistema settimanale (anche se a volte non sono proprio sette giorni) se ne sono appropriate le più svariate città del mondo oltre a quelle canoniche come New York, Londra, Milano e Parigi, esattamente posizionate in ordine di calendario. Se a tenere occupati i giornali sulle ultime cronache modaiole è Tom Ford, mitico stilista che resuscitò Gucci, il più gettonato a capitanare la settimana della moda americana (sarà il board di Cfda - Council of fashion designers of America - il prossimo 19 marzo a deciderlo dopo 13 anni di presidenza di Diane von Furstenberg), si guarda con interesse anche a quelle fashion week che si stanno facendo strada tra i giganti.
Parliamo di Montecarlo, che dal 15 al 19 maggio ospiterà la Monte-Carlo Fashion Week, l'evento ufficiale della moda del Principato di Monaco. La settima edizione della rassegna, nata nel 2013 e organizzata dalla Chambre Monégasque de la Mode, porterà on stage le proposte resort, le cruise e le capsule collection della primavera-estate 2020, attraverso un carnet di eventi, show di brand iconici ed emergenti in programma all'Espace Fontvieille, alle fashion conference e agli happening social, come la Fashion awards ceremony del 17 maggio. Ospite d'onore della manifestazione sarà Alberta Ferretti, che sabato 18 maggio svelerà la collezione Resort 2020 con una sfilata al Musée Océanographique de Monaco. Per l'occasione la designer riceverà anche il made in Italy fashion award.
L'edizione 2019 della fashion week del Principato coincide anche con un altro traguardo: il decimo anniversario della Chambre Monégasque de la mode. Fondata nell'aprile 2009 da Federica Nardoni Spinetta, ha una duplice finalità: rappresentare e diffondere i valori della moda locale, promuovendo a livello internazionale la creatività made in Monaco anche grazie a brand emergenti, e dall'altro proiettare il Principato nei contesti chiave della moda worldwide. Durante l'ultimo appuntamento del 2018, la Monte-Carlo fashion week ha visto sfilare oltre 40 brand internazionali e monegaschi provenienti da 16 Paesi. Primario anche l'impegno in ottica charity, con il supporto offerto negli ultimi tre anni alla Princess Charlene of Monaco Foundation, che come obiettivi ha salvare vite mettendo fine alle morti per annegamento, sensibilizzando l'opinione pubblica sui pericoli dell'acqua e insegnando ai bambini le misure preventive e a nuotare. Sotto l'alto patrocinio della principessa Charlene di Monaco, la Monte-Carlo fashion week, anno dopo anno, acquisisce prestigio, anche grazie all'adesione al calendario internazionale delle fashion week. La kermesse è sempre più attesa da buyer e addetti ai lavori worldwide, vista la partecipazione di nomi di spicco dell'arena fashion e delle celebrities che frequentano il principato.
Certo, prima di Monte-Carlo sono parecchi gli appuntamenti delle fashion week. Los Angeles, Tokyo Seoul, Shanghai. Ma anche la Modest fashion week partita da Jakarta per passare a Londra, Istanbul e ora Dubai. Sulla piattaforma dell'evento, giunto alla quinta edizione grazie a Franka Soeria e Ozlem Sahin, per il 2019 sono stati selezionati più di 30 brand provenienti da Paesi come gli Emirati Arabi, Australia, Singapore, Stati Uniti, Canada, India, Russia, Giordania, Maldive, Paesi Bassi, Indonesia, Kuwait, Turchia, Azerbaijan, Malesia e Estonia. A fine marzo è prevista a Milano la terza edizione dell'International roundtable on sustainability by Cnmi, con il supporto della Camera della moda e con la partecipazione di Borsa italiana come institutional partner e di Brandart come official partner. Il convegno, che si aprirà con il discorso del presidente di Cnmi, Carlo Capasa, vedrà il contributo tra gli altri di Kerry Kennedy, presidente della Foundation Robert F. Kennedy Human Rights; Raffaele Jerusalmi, ceo di Borsa Italiana; Arthur Huang, architetto e antesignano delle soluzioni dell'economia circolare; Livia Firth, fondatrice di Eco-age. Comunque tutti a fare i conti con la Brexit. L'impatto sul settore moda sarebbe molto pesante: come emerge da una ricerca di Walpole-lobby group con 250 membri tra i marchi dell'alto di gamma - riportata da Reuters, il prezzo che il lusso inglese potrebbe pagare in caso di un mancato accordo sarebbe di 6,8 miliardi di sterline (circa 8 miliardi di euro), visto che oltre un quinto delle esportazioni sarebbe a rischio, in un settore decisamente export oriented: circa l'80% dei beni di lusso britannici prende infatti la via dell'estero e in particolare dell'Europa. I danni, sostiene Walpole, scaturirebbero soprattutto da modifiche all'accesso ai mercati, legate a misure tariffarie e non tariffarie, regolamenti relativi a salute e sicurezza, standard ambientali. «Occorre rafforzare il Paese, non indebolirlo», ha commentato Helen Brocklebank, ceo di Walpole. «Sollecitiamo il governo a evitare l'uscita dall'Ue senza accordo». Fanno parte di Walpole nomi come Alexander McQueen, Net-a-Porter e Bentley.
Il reggiseno speciale di Yamamay sostiene le donne operate al seno
Tutto è partito da un libro: Attenti al seno. E dalla voglia di un medico di dare delle risposte alle donne operate al seno. Il professor Rocco Cerra , senologo esperto in chirurgia plastica e oncologica ricostruttiva, con passione si è applicato al punto da trovare l'oggetto giusto: un reggiseno speciale in un tessuto straordinario, perfetto per chi ha particolari necessità. Dal contenimento delle garze, alle cuciture mai fastidiose, alla modellistica che abbraccia senza comprimere. Progetto di altissima qualità, sulla carta. Ma poterlo realizzare sembrava ben altra cosa.
Ci ha pensato Yamamay che dopo un anno di studio tra Cerra, Barbara Cimmino (responsabile ricerca, sviluppo e qualità di Yamamay, nonché sorella di Gianluigi, ideatore e ad del marchio), Anna Paita (ricerca, sviluppo e modellista) ha realizzato Innergy, il reggiseno preformato nato per sostenere le donne nella fase post-operatoria. «La classe medica non è preparata alle domande del dopo operazione», spiega Rocco Cerra: «mandiamo le nostre pazienti sempre in negozi sportivi, dove si trovano reggiseni che sono quasi delle corazze, capi poco pratici».
La situazione cambia totalmente grazie a Innergy, consigliato anche dalla Lilt con tanto di etichetta. Una vera e propria rivoluzione che parte dal tessuto, prodotto con il filato Nilit Innergy, un poliammide 6.6 che contiene un additivo minerale che genera raggi Fir (far infra red rays) e capace di aiutare la cicatrizzazione dei tessuti attraverso il miglioramento della microcircolazione sanguigna e la rigenerazione cutanea delle parti del corpo con il quale viene a contatto. Non solo. È antibatterico e traspirante, rinfrescante, estremamente liscio e piacevole al tatto. Tutte caratteristiche che si mantengono intatte nonostante ripetuti lavaggi. Come ovvio, nulla è stato lasciato al caso. Per evitare elastici a contatto con la pelle è completamente doppiato; per favorire maggior sostegno c'è la possibilità d'incrociare le spalline. Quindi sottoseno alto, coppe preformate e profonda scollatura a cuore che rende il reggiseno più femminile.
«Grazie a Innergy», sostiene Barbara Cimmino, «ridiamo subito alle donne il piacere di indossare un capo che non le mortifica ma che, al contrario, esalta, anche in un momento così particolare, il lato più intimo della femminilità di ognuna. È un benessere psicofisico che tiene conto anche del lato glamour».
Il reggiseno, prodotto in Vietnam, Paese all'avanguardia per quanto riguarda i macchinari di ultima generazione, è comunque perfetto anche nella vita di tutte e tutti i giorni. È già in vendita (a 39,95 euro) nei negozi Yamamay dove può essere personalizzato con le proprie iniziali. Tra le novità del brand, l'apertura del più grande negozio a Milano: due piani in piazza Cordusio. In Yamamay su 180 lavoratori 150 sono donne. La sensibilizzazione alla prevenzione del tumore al seno rappresenta quindi per Yamamay un impegno costante e importante tanto che le visite annuali vengono effettuate nelle aziende del gruppo: Yamamay e Carpisa.
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Oltre 30 le sessioni al convegno in programma all'interno del format CosmoTalks di Cosmoprof Worldwide, con la partecipazione di 200 speaker internazionali. Sono questi i numeri che fanno dell'evento di Bologna l'osservatorio dell'eccellenza dell'universo beauty, il luogo in cui le tendenze del futuro prendono forma, rimodellando le tradizioni e le scoperte del passato.Da New York a Londra e Parigi, la formula funziona e suscita l'interesse dei buyer. La Monte-Carlo porterà on stage proposte resort, cruise e capsule collection. Da Jakarta a Dubai passerella con 30 brand. Timore Brexit: il lusso rischia di perdere miliardi.Il tessuto è antibatterico, traspirante e aiuta la cicatrizzazione delle ferite.Lo speciale contiene tre articoliUn viaggio nel tempo all'interno dell'universo beauty, dalle scoperte del passato che hanno posto le basi per la nascita dell'industria cosmetica, alle tecnologie all'avanguardia utilizzate oggi dalle aziende leader del mercato per le formulazioni, i materiali e i processi di produzione più innovativi e, al contempo, sostenibili per l'ambiente: questo è Cosmoprof Worldwide Bologna 2019 ((fino al 18 marzo)., la manifestazione B2B per l'industria cosmetica leader a livello mondiale. «Cosmoprof Worldwide Bologna, fiore all'occhiello di Bologna Fiere, anche per il 2019 registra risultati in crescita – dichiara Gianpiero Calzolari, Presidente di BolognaFiere– Con 3.033 espositori da oltre 70 Paesi – e una crescita complessiva della manifestazione dell'8,2% - e più di 265.000 operatori professionali da 152 paesi, la manifestazione si conferma l'appuntamento chiave per l'intera industria cosmetica. Forte delle consolidate presenze nei 5 continenti (Europa, Asia, America, Sud America, India), dallo scorso ottobre, con l'acquisizione del gruppo tedesco Health and Beauty, il network Cosmoprof ha rivolto l'attenzione allo sviluppo in Europa. Sarà questo il nuovo terreno di crescita della nostra piattaforma». Oltre 30 le sessioni convegno in programma all'interno del format CosmoTalks, con la partecipazione di 200 speaker internazionali. Sono questi i numeri che fanno di Cosmoprof Worldwide Bologna l'osservatorio dell'eccellenza dell'universo beauty, il luogo in cui le tendenze del futuro prendono forma, rimodellando le tradizioni e le scoperte del passato. «L'industria cosmetica italiana è un'eccellenza sia per la qualità manifatturiera dei suoi prodotti sia per l'innovazione tecnologica che esprime. Grazie alla partnership storica con BolognaFiere Cosmoprof, in occasione dell'edizione 2019 dell'evento di riferimento per il nostro settore valorizzeremo il comparto, formato da aziende orientate al miglioramento continuo>, commenta Renato Ancorotti, presidente di Cosmetica Italia, «La solidità della nostra industria è testimoniata dai dati: nel 2018, anche a fronte di una contrazione del PIL, il fatturato globale del settore ha mantenuto un trend positivo (+2,1%) superando gli 11,2 miliardi di euro; all'estero i cosmetici made in Italy sono sempre più richiesti come segnalano le esportazioni in crescita del 3,6% con un valore di 4,8 miliardi di euro. Cosmoprof Worldwide Bologna permetterà di confermare, ancora una volta, la competitività del sistema italiano della cosmetica, richiedendone il giusto riconoscimento alle istituzioni». Al centro servizi, cuore pulsante del quartiere fieristico di Bologna, è stata allestita una mostra inedita dedicata alle innovazioni portate dal genio di Leonardo da Vinci in ambito cosmetico. L'installazione, dal titolo «Leonardo Genio e Bellezza», nasce dalla collaborazione tra Cosmoprof, Cosmetica Italia, associazione nazionale delle imprese cosmetiche, e Accademia del Profumo, in occasione della celebrazione dei 500 anni dalla scomparsa dell'artista. In mostra una selezione delle riproduzioni dei codici con gli studi di Leonardo da Vinci sulle tecniche di estrazione più avanzate, in uso ancora oggi nel settore delle fragranze, sulle piante e i fiori più indicati per la colorazione dei capelli, e sulle acconciature più originali consigliate alle dame rinascimentali e visibili in molti dipinti del maestro. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/il-successo-di-cosmoprof-worldwide-leccellenza-della-cosmetica-italiana-2631848387.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="le-fashion-week-si-fanno-spazio-tra-i-giganti" data-post-id="2631848387" data-published-at="1782266459" data-use-pagination="False"> Le fashion week si fanno spazio tra i giganti Non c'è dubbio che la formula delle week sia quella vincente. Ce n'è per tutti i gusti: libri, tecnologia, arte, mobile, musica. E non certo ultima quella della moda. Al punto che del sistema settimanale (anche se a volte non sono proprio sette giorni) se ne sono appropriate le più svariate città del mondo oltre a quelle canoniche come New York, Londra, Milano e Parigi, esattamente posizionate in ordine di calendario. Se a tenere occupati i giornali sulle ultime cronache modaiole è Tom Ford, mitico stilista che resuscitò Gucci, il più gettonato a capitanare la settimana della moda americana (sarà il board di Cfda - Council of fashion designers of America - il prossimo 19 marzo a deciderlo dopo 13 anni di presidenza di Diane von Furstenberg), si guarda con interesse anche a quelle fashion week che si stanno facendo strada tra i giganti. Parliamo di Montecarlo, che dal 15 al 19 maggio ospiterà la Monte-Carlo Fashion Week, l'evento ufficiale della moda del Principato di Monaco. La settima edizione della rassegna, nata nel 2013 e organizzata dalla Chambre Monégasque de la Mode, porterà on stage le proposte resort, le cruise e le capsule collection della primavera-estate 2020, attraverso un carnet di eventi, show di brand iconici ed emergenti in programma all'Espace Fontvieille, alle fashion conference e agli happening social, come la Fashion awards ceremony del 17 maggio. Ospite d'onore della manifestazione sarà Alberta Ferretti, che sabato 18 maggio svelerà la collezione Resort 2020 con una sfilata al Musée Océanographique de Monaco. Per l'occasione la designer riceverà anche il made in Italy fashion award. L'edizione 2019 della fashion week del Principato coincide anche con un altro traguardo: il decimo anniversario della Chambre Monégasque de la mode. Fondata nell'aprile 2009 da Federica Nardoni Spinetta, ha una duplice finalità: rappresentare e diffondere i valori della moda locale, promuovendo a livello internazionale la creatività made in Monaco anche grazie a brand emergenti, e dall'altro proiettare il Principato nei contesti chiave della moda worldwide. Durante l'ultimo appuntamento del 2018, la Monte-Carlo fashion week ha visto sfilare oltre 40 brand internazionali e monegaschi provenienti da 16 Paesi. Primario anche l'impegno in ottica charity, con il supporto offerto negli ultimi tre anni alla Princess Charlene of Monaco Foundation, che come obiettivi ha salvare vite mettendo fine alle morti per annegamento, sensibilizzando l'opinione pubblica sui pericoli dell'acqua e insegnando ai bambini le misure preventive e a nuotare. Sotto l'alto patrocinio della principessa Charlene di Monaco, la Monte-Carlo fashion week, anno dopo anno, acquisisce prestigio, anche grazie all'adesione al calendario internazionale delle fashion week. La kermesse è sempre più attesa da buyer e addetti ai lavori worldwide, vista la partecipazione di nomi di spicco dell'arena fashion e delle celebrities che frequentano il principato. Certo, prima di Monte-Carlo sono parecchi gli appuntamenti delle fashion week. Los Angeles, Tokyo Seoul, Shanghai. Ma anche la Modest fashion week partita da Jakarta per passare a Londra, Istanbul e ora Dubai. Sulla piattaforma dell'evento, giunto alla quinta edizione grazie a Franka Soeria e Ozlem Sahin, per il 2019 sono stati selezionati più di 30 brand provenienti da Paesi come gli Emirati Arabi, Australia, Singapore, Stati Uniti, Canada, India, Russia, Giordania, Maldive, Paesi Bassi, Indonesia, Kuwait, Turchia, Azerbaijan, Malesia e Estonia. A fine marzo è prevista a Milano la terza edizione dell'International roundtable on sustainability by Cnmi, con il supporto della Camera della moda e con la partecipazione di Borsa italiana come institutional partner e di Brandart come official partner. Il convegno, che si aprirà con il discorso del presidente di Cnmi, Carlo Capasa, vedrà il contributo tra gli altri di Kerry Kennedy, presidente della Foundation Robert F. Kennedy Human Rights; Raffaele Jerusalmi, ceo di Borsa Italiana; Arthur Huang, architetto e antesignano delle soluzioni dell'economia circolare; Livia Firth, fondatrice di Eco-age. Comunque tutti a fare i conti con la Brexit. L'impatto sul settore moda sarebbe molto pesante: come emerge da una ricerca di Walpole-lobby group con 250 membri tra i marchi dell'alto di gamma - riportata da Reuters, il prezzo che il lusso inglese potrebbe pagare in caso di un mancato accordo sarebbe di 6,8 miliardi di sterline (circa 8 miliardi di euro), visto che oltre un quinto delle esportazioni sarebbe a rischio, in un settore decisamente export oriented: circa l'80% dei beni di lusso britannici prende infatti la via dell'estero e in particolare dell'Europa. I danni, sostiene Walpole, scaturirebbero soprattutto da modifiche all'accesso ai mercati, legate a misure tariffarie e non tariffarie, regolamenti relativi a salute e sicurezza, standard ambientali. «Occorre rafforzare il Paese, non indebolirlo», ha commentato Helen Brocklebank, ceo di Walpole. «Sollecitiamo il governo a evitare l'uscita dall'Ue senza accordo». Fanno parte di Walpole nomi come Alexander McQueen, Net-a-Porter e Bentley. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/il-successo-di-cosmoprof-worldwide-leccellenza-della-cosmetica-italiana-2631848387.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="il-reggiseno-speciale-di-yamamay-sostiene-le-donne-operate-al-seno" data-post-id="2631848387" data-published-at="1782266459" data-use-pagination="False"> Il reggiseno speciale di Yamamay sostiene le donne operate al seno Tutto è partito da un libro: Attenti al seno. E dalla voglia di un medico di dare delle risposte alle donne operate al seno. Il professor Rocco Cerra , senologo esperto in chirurgia plastica e oncologica ricostruttiva, con passione si è applicato al punto da trovare l'oggetto giusto: un reggiseno speciale in un tessuto straordinario, perfetto per chi ha particolari necessità. Dal contenimento delle garze, alle cuciture mai fastidiose, alla modellistica che abbraccia senza comprimere. Progetto di altissima qualità, sulla carta. Ma poterlo realizzare sembrava ben altra cosa. Ci ha pensato Yamamay che dopo un anno di studio tra Cerra, Barbara Cimmino (responsabile ricerca, sviluppo e qualità di Yamamay, nonché sorella di Gianluigi, ideatore e ad del marchio), Anna Paita (ricerca, sviluppo e modellista) ha realizzato Innergy, il reggiseno preformato nato per sostenere le donne nella fase post-operatoria. «La classe medica non è preparata alle domande del dopo operazione», spiega Rocco Cerra: «mandiamo le nostre pazienti sempre in negozi sportivi, dove si trovano reggiseni che sono quasi delle corazze, capi poco pratici». La situazione cambia totalmente grazie a Innergy, consigliato anche dalla Lilt con tanto di etichetta. Una vera e propria rivoluzione che parte dal tessuto, prodotto con il filato Nilit Innergy, un poliammide 6.6 che contiene un additivo minerale che genera raggi Fir (far infra red rays) e capace di aiutare la cicatrizzazione dei tessuti attraverso il miglioramento della microcircolazione sanguigna e la rigenerazione cutanea delle parti del corpo con il quale viene a contatto. Non solo. È antibatterico e traspirante, rinfrescante, estremamente liscio e piacevole al tatto. Tutte caratteristiche che si mantengono intatte nonostante ripetuti lavaggi. Come ovvio, nulla è stato lasciato al caso. Per evitare elastici a contatto con la pelle è completamente doppiato; per favorire maggior sostegno c'è la possibilità d'incrociare le spalline. Quindi sottoseno alto, coppe preformate e profonda scollatura a cuore che rende il reggiseno più femminile. «Grazie a Innergy», sostiene Barbara Cimmino, «ridiamo subito alle donne il piacere di indossare un capo che non le mortifica ma che, al contrario, esalta, anche in un momento così particolare, il lato più intimo della femminilità di ognuna. È un benessere psicofisico che tiene conto anche del lato glamour». Il reggiseno, prodotto in Vietnam, Paese all'avanguardia per quanto riguarda i macchinari di ultima generazione, è comunque perfetto anche nella vita di tutte e tutti i giorni. È già in vendita (a 39,95 euro) nei negozi Yamamay dove può essere personalizzato con le proprie iniziali. Tra le novità del brand, l'apertura del più grande negozio a Milano: due piani in piazza Cordusio. In Yamamay su 180 lavoratori 150 sono donne. La sensibilizzazione alla prevenzione del tumore al seno rappresenta quindi per Yamamay un impegno costante e importante tanto che le visite annuali vengono effettuate nelle aziende del gruppo: Yamamay e Carpisa.
Marco Baldassari @Eleventy
Un percorso costruito all’insegna del Made in Italy, della qualità e di un’idea di lusso contemporaneo lontana dall’ostentazione. Per celebrare questo traguardo, la nuova collezione introduce nuove silhouette, colori più sofisticati e due capsule che raccontano da vicino il mondo personale del fondatore: The Indigo Blue e Active Moments. Ne abbiamo parlato con Marco Baldassari.
La Primavera-Estate 2027 coincide col ventesimo anniversario di Eleventy. Che significato ha per lei questo traguardo?
«Rappresenta la realizzazione di un sogno. In vent’anni siamo riusciti a costruire un marchio internazionale restando fedeli ai nostri valori: produzione italiana, qualità, responsabilità e attenzione alle persone. Oggi guardiamo al futuro con la stessa passione, con l’obiettivo di creare qualcosa di duraturo».
Quanto c’è di lei nelle capsule The Indigo Blue e Active Moments?
«Molto. Cerco sempre di raccontarmi attraverso le collezioni. The Indigo Blue nasce dal mio legame con il denim, reinterpretato in chiave sofisticata e contemporanea. Active Moments, invece, riflette il mio stile di vita: sport, benessere e dinamismo. Sono due mondi che mi rappresentano profondamente».
Chi è oggi il cliente Eleventy?
«È una persona che ama la qualità ma non l’ostentazione. Cerca prodotti autentici, ben fatti e dal valore concreto. Apprezza il Made in Italy e riconosce l’equilibrio tra qualità, design e prezzo che caratterizza il nostro marchio».
Come si è evoluto il concetto di smart luxury negli ultimi vent’anni?
«Il principio è rimasto lo stesso: offrire il massimo valore possibile. Oggi, però, lo smart luxury include anche un forte elemento di contemporaneità. Chi sceglie Eleventy cerca qualità e raffinatezza, ma con uno stile più moderno e rilassato».
La collezione introduce volumi più morbidi e nuove interpretazioni della giacca. È cambiato il modo di vivere l’eleganza?
«Sì. Oggi l’uomo desidera capi più confortevoli e versatili. Abbiamo lavorato su nuove proporzioni, nuove tonalità e nuove forme per offrire qualcosa di distintivo, mantenendo sempre coerenza con il nostro Dna».
Come si evolve il concetto di giacca?
«La giacca oggi è più fluida. L’overshirt, per esempio, è diventata una valida alternativa al blazer tradizionale. Abbiamo inoltre reinterpretato modelli ispirati alla tradizione con materiali nobili e costruzioni più contemporanee».
Se dovesse descrivere l’uomo Eleventy della Primavera-Estate 2027?
«Un uomo contemporaneo e sicuro di sé. Lo immagino con una giacca in lino effetto denim della capsule Indigo Blue, pantaloni dai volumi più morbidi e una polo realizzata in filati pregiati. Un guardaroba raffinato ma disinvolto».
Qual è oggi la vostra definizione di eleganza contemporanea?
«È l’incontro tra qualità, discrezione e funzionalità. L’uomo moderno ha bisogno di capi versatili, capaci di accompagnarlo durante tutta la giornata senza rinunciare a comfort ed eleganza».
Quali sono i valori che restano intoccabili?
«La qualità, innanzitutto. Poi la cura artigianale, l’attenzione ai dettagli e la produzione italiana. Sono le fondamenta di tutto ciò che facciamo».
Oggi il prodotto basta ancora?
«Non più. Oggi il prodotto deve essere eccellente, ma da solo non è sufficiente. I clienti cercano esperienze, relazioni e valori condivisi. Per questo stiamo lavorando per costruire una vera community attorno a Eleventy, creando luoghi e occasioni di incontro che vadano oltre l’acquisto. Un primo passo in questa direzione è stato il concept sviluppato a Istanbul, dove abbiamo aperto un flagship store di circa 400 metri quadrati con un caffè integrato. L’idea è offrire ai clienti uno spazio accogliente in cui fermarsi anche senza l’intenzione di acquistare, vivendo l’universo Eleventy attraverso un’esperienza che unisce design, ospitalità e qualità. Il progetto sta dando ottimi risultati e verrà replicato a breve anche a Doha e in Libano. Stiamo inoltre lavorando per arricchire ulteriormente i nostri spazi con contenuti culturali. L’obiettivo è trasformare i negozi in luoghi di ispirazione, dove moda, arte, design e cultura possano dialogare tra loro. A breve presenteremo anche una nuova collaborazione legata al mondo dell’editoria e dei libri, un progetto che contribuirà a rafforzare questa visione».
Quali sono le prossime aperture internazionali?
«Il 2026 è un anno particolarmente importante per il nostro sviluppo internazionale. A fine giugno inaugureremo un nuovo store stagionale a Saint-Tropez, in Place des Lices, una delle location più prestigiose della Costa Azzurra. Per noi rappresenta un traguardo significativo perché ci permette di entrare in contatto con una clientela internazionale molto qualificata e di consolidare ulteriormente il nostro posizionamento nel segmento del lusso contemporaneo. A luglio sarà invece la volta di Chicago, una piazza strategica per il mercato americano, che continua a essere uno dei più dinamici e promettenti per il brand. Gli Stati Uniti rappresentano oggi un’area di forte crescita e un mercato particolarmente ricettivo nei confronti dei valori di Eleventy. Prosegue inoltre il dialogo tra moda e hospitality, un ambito in cui crediamo molto. Siamo recentemente approdati a Santorini all’interno del Sandblu Resort, una delle strutture più esclusive delle isole greche. Essere presenti in contesti di questo livello significa intercettare i clienti nei luoghi che frequentano durante il tempo libero, in un momento in cui sono più disponibili a vivere un’esperienza di brand autentica e rilassata».
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Byung-Chul Han (Getty Images)
Grazie alla quale, dice subito di potere «a quasi cento anni di distanza, fare buon uso dei suoi pensieri per dimostrare che, al di là dell’immanenza della produzione e del consumo, e dell’informazione e comunicazione, vi è un’altra realtà più elevata, una trascendenza, in grado di portarci via, lontano da una vita priva di significato, da una straziante carenza di essere, dalla mera sopravvivenza, offrendoci invece la gioiosa pienezza dell’essere».
Così, tanto per non rendere l’impresa troppo facile, Han, sceglie subito di affrontarla con il tema dell’attenzione, che Simone Weil riteneva fosse «nel suo grado più elevato, la stessa cosa della preghiera». Ricavandone che «la crisi della religione è quindi anche una crisi dell’attenzione, dello scrutare e dell’udire». Dunque: «Dio non è morto. È morto l’uomo al quale Dio si rivelò». Il fatto è che: «la percezione è estremamente ingorda. Le manca qualsiasi ampiezza contemplativa. Non fa che mangiare: il consumo è il suo atteggiamento di base. L’abbuffata di video (binge watching) esprime efficacemente questa ingordigia, binge è: divorare senza freni». Se mangi in continuazione però non puoi più vedere, come appunto diceva Simone Weil, magra come una canna dei marais d’Occitania, specificando: «quaggiù, guardare e mangiare sono due. Bisogna scegliere l’uno o l’altro ma entrambi sono chiamati: amare. Tuttavia solo coloro cui talvolta capita di restare per qualche tempo a guardare invece di mangiare hanno qualche speranza di salvezza». (Simone Weil, Quaderni 4, Adelphi).
«L’anima che continua a mangiare senza scrutare finisce col perdere la capacità di contemplare. Invece dell’autofagia, sviluppa obesità. La sua parte mortale, s’allarga e ingrassa, mentre la parte divina si atrofizza e rimpicciolisce». In Simone Weil, racconta Byung-Chul Han, è l’immaginazione che al servizio dell’Io continua a sognare cibo. Il resto della personalità attivo nel Processo di individuazione viene soffocato dal grasso e da tutti gli elementi di ciò che Simone Weil chiamava «pésanteur» - pesantezza -, che impedisce all’anima di muoversi nella dimensione trascendente. Questo indebolimento degli aspetti spirituali della personalità lacera in profondità l’anima, come ha raccontato Simone Weil in L’ombra e la grazia, tradotto in italiano da Franco Fortini. Solo la pienezza assicurata dall’attenzione dell’intera personalità consente all’essere umano di assicurare la guida agli aspetti più spirituali. «L’attenzione profonda, contemplativa, è rivolta a ciò che persiste, permane tiene il punto. Il vero perdura. Chi è incapace di attenzione contemplativa, incapace di scrutare non ha invece accesso alla verità, al vero, all’ordine perdurante delle cose.
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Loperazione chiamata «Luxury Sky» trae origine da mirate analisi di rischio e da un’approfondita valorizzazione del patrimonio informativo disponibile al Corpo, sviluppata attraverso l’incrocio dei dati del traffico aereo con le risultanze delle banche dati istituzionali e con la documentazione fiscale acquisita nel corso degli accertamenti.
Grazie a un accurato lavoro di ricostruzione e analisi, i finanzieri del Comando Provinciale di Firenze hanno esaminato oltre 20.700 movimenti aerei potenzialmente rilevanti sotto il profilo tributario, individuando diffuse irregolarità nel versamento dell’imposta dovuta per i voli privati operati tra il 2020 e il 2023 da oltre 1.000 compagnie aeree estere.
L’attività ispettiva ha consentito di ricostruire nel dettaglio gli spostamenti di oltre 12.900 voli privati transitati sullo scalo fiorentino e di oltre 42.100 passeggeri trasportati, facendo emergere il mancato assolvimento degli obblighi fiscali da parte di numerosi operatori internazionali.
Le verifiche eseguite hanno portato all’individuazione di un’evasione complessiva pari a 4.388.657 euro, riconducibile a 1.052 società risultate irregolari, corrispondenti al 62,32% dei vettori sottoposti a controllo.
Particolarmente significativo il risultato conseguito in termini di recupero delle risorse pubbliche: a seguito degli interventi della Guardia di Finanza, numerose compagnie hanno già provveduto a regolarizzare la propria posizione, consentendo l’effettivo versamento nelle casse dello Stato di oltre 2,6 milioni di euro. Per la quota residua sono in corso le attività di monitoraggio e riscossione previste dalla normativa vigente.
Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre evidenziato il frequente ricorso a strutture societarie localizzate in giurisdizioni caratterizzate da elevata opacità fiscale. In numerosi casi, aerei di grande valore economico risultavano formalmente intestati a società domiciliate in territori a fiscalità privilegiata, rendendo particolarmente complessa l’individuazione dei soggetti effettivamente responsabili degli adempimenti tributari.
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Ansa
La medicina non può mai diventare serva di una morte programmata!». Ricevendo i membri della Fondazione Jérôme Lejeune in occasione del centenario della nascita del suo fondatore, il pontefice ha voluto ribadire che il valore di una persona non dipende mai da ciò che produce o realizza, ma dalla sua intrinseca dignità.
La Fondazione Jérôme Lejeune, nata negli anni Novanta in Francia, è l’erede diretta dell’opera del Venerabile Jérôme Lejeune, scienziato di fama mondiale che nel 1958 scoprì l’anomalia cromosomica all’origine della trisomia 21. Lejeune non fu solo un grande scienziato; fu un medico che vedeva nei suoi pazienti i «poveri tra i poveri», dedicando la vita a cercare una cura che potesse alleviare la loro condizione. Egli comprese precocemente come la sua scoperta potesse essere strumentalizzata per eliminare i nascituri affetti da disabilità, un «eugenismo nuovo» che definì «razzismo cromosomico». Per questo impegno incondizionato a favore della vita, che gli costò ostilità in certi ambienti scientifici, fu chiamato da Giovanni Paolo II a presiedere la neonata Pontificia Accademia per la Vita. Oggi la Fondazione prosegue questa missione attraverso la ricerca scientifica, la cura presso l’Istituto Jérôme Lejeune di Parigi e la difesa dei più fragili nel dibattito pubblico.
Un dibattito che in Francia ha raggiunto un punto di rottura. Proprio in queste ore, l’Assemblea nazionale affronta la terza lettura del disegno di legge che mira a legalizzare l’eutanasia e il suicidio assistito. Di fronte a quella che viene percepita come una deriva etica, i vescovi francesi hanno indetto una novena di preghiera dal 21 al 29 giugno (in vista appunto del voto del 30 giugno), invitando i fedeli a chiedere che lo Spirito Santo «illumini le coscienze» dei legislatori. L’episcopato transalpino ha ricordato che non si protegge la vita mettendovi fine, ma accompagnandola fino al termine naturale. Nel lanciare questo appello, i vescovi d’oltralpe hanno richiamato anche, e non a caso, le parole fondamentali pronunciate dal Papa al Parlamento spagnolo durante il suo recente viaggio apostolico a Madrid. In quell’occasione, il Santo Padre aveva chiarito che «ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza». Aggiungendo che «la difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà». Si tratta di un richiamo diretto al ruolo della politica: le leggi approvate devono essere verificate sulla loro capacità di rispettare la dignità della persona per capire se stiano davvero perseguendo il bene comune.
Queste riflessioni scavalcano le Alpi e arrivano in Italia, dove il Parlamento si trova in una fase di stallo riguardo alla legge sul suicidio assistito. La discussione in Senato, ripresa il 3 giugno, ha mostrato una maggioranza divisa e una situazione di profonda mutazione politica. Al centro di questo cambiamento c’è la nuova fisionomia di Forza Italia, ora guidata in Senato da Stefania Craxi. Il partito ha intrapreso una netta svolta «liberal» sotto l’influenza di Marina Berlusconi, la quale ha dichiarato apertamente di sentirsi più in sintonia con la sinistra su temi come il fine vita, i diritti Lgbt e l’aborto. Nonostante le resistenze interne nella maggioranza (in particolare Fratelli d’Italia e parte della Lega), Forza Italia sta di fatto spingendo per un accordo con le opposizioni, cercando una mediazione che sblocchi l’impasse. Gli emendamenti proposti dalla Craxi e dalla senatrice Daniela Ternullo riflettono questo nuovo corso: puntano ad ampliare i requisiti per l’accesso al suicidio assistito, in particolare la neo proposta azzurra prevede che l’assistenza al suicidio possa essere resa da medici ospedalieri o di medicina generale su base volontaria in regime di intramoenia, con l’impegno del Cnr nel reperimento dei farmaci letali.
Stefania Craxi ha dichiarato di voler «discutere di una norma di civiltà». Eppure, questa visione appare diametralmente opposta a quanto affermato dal Papa a Madrid e ribadito ieri alla Fondazione Lejeune: se per la Craxi la «civiltà» sembra risiedere nella regolamentazione della morte assistita, per il Pontefice la vera «meta di civiltà» risiede esclusivamente nella difesa della vita senza eccezioni. Questa trasformazione di Forza Italia appare ancora più stridente se confrontata con il pensiero del suo fondatore. È solo del 2021 la lettera di Silvio Berlusconi a Il Giornale: «La vita di ogni essere umano è sacra dal momento del concepimento fino alla morte biologica». A cui aggiungeva una sottolineatura riferita proprio al ruolo della Chiesa. «La Chiesa cattolica», scriveva Berlusconi padre, «ha esercitato ed esercita oggi in Italia e nel mondo una funzione essenziale a difesa dei diritti delle persone, di ogni persona e soprattutto dei più deboli». Oggi la Craxi, spinge per una legge che la Chiesa e i movimenti pro-life considerano una «norma di morte». La sfida lanciata da papa Leone XIV è chiara: la civiltà non si costruisce programmando la morte, ma servendo la vita, specialmente quando essa è più fragile e indifesa. I vescovi francesi hanno risposto «presente», ci sarà qualcuno al di qua delle Alpi pronto a fare altrettanto?
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