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2019-10-23
Per gli errori di Zingaretti, l'istituto regionale per i ciechi rischia di saltare
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Wikipedia
A lato dei mancati pagamenti per l'affitto da parte della Link Campus University, un debito di 700.000 euro tra bollette e affitto, è la situazione economica dell'Ipab, storica istituzione di regione Lazio che ha l'obiettivo di realizzare attività per aiutare ciechi e ipovedenti, a destare più di una preoccupazione. E testimonia come in questi anni il governatore Nicola Zingaretti, ora segretario del Partito democratico, non abbia di sicuro brillato per capacità di gestione. Stiamo parlando di un patrimonio immobiliare composto da più di 800 appartamenti, dislocati per di più nel centro di Roma, in via Margutta, dal valore inestimabile. Si tratta di un patrimonio da centinaia di milioni di euro che dovrebbe servire appunto ad aiutare i ciechi ma che spesso viene destinato a altre funzioni, come per esempio il Casale Pio V, un'area di 35.000 metri quadri ora in mano alla Link Campus di Vincenzo Scotti dopo un bando del 2015.
Del resto, il Centro regionale S. Alessio - Margherita di Savoia per i Ciechi - è una storica istituzione che dalla seconda metà dell'Ottocento realizza attività volte all'inclusione di chi ha problemi di vista. Lo Statuto del Centro prevede un presidente nominato dal governatore, Amedeo Piva, un direttore generale, l'avvocato Antonio Organtini, un comitato di Programmazione e Sorveglianza (Cps) e un Collegio del revisore dei conti composto da Giuseppe Mansueti (Presidente), Alfredo Roccella e Valeria Galardi.
La Verità ha potuto vedere le ultime relazioni economiche del collegio dei revisori, sul bilancio di revisione per l'esercizio finanziario e sul conto consuntivo 2018. Nel primo caso il collegio dei revisori invita la direzione dell'Ipab a continuare le politiche di contenimento dei costi e di recupero dei crediti pregressi derivanti dalla locazione dei beni immobili. In pratica c'è bisogno di fare cassa, «al fine di una riscossione più puntuale dei crediti vantati nei confronti della regione Lazio e degli altri Enti pubblici». Non a caso, invece, nella relazione sul conto consuntivo, datata 30 luglio 2019, il collegio dei revisori accerta tre punti allarmanti. Viene infatti evidenziata «una situazione finanziaria precaria, dovuta dalla irrisolta problematica dell'ingente entità dei residui attivi e del rilevante pagamento dei debiti di competenza e dei residui passivi». Se a dicembre del 2017 la cassa disponibile era pari a 8 milioni e 600.000 euro, a dicembre del 2018, è pari a 3 milioni e 745.000 euro. E tale realtà, scrivono i revisori, incide «sull'effettivo strutturale equilibrio finanziario raggiunto e compromette la continuità aziendale».
Non solo. Il collegio aggiunge che la situazione continua «a riflettersi nei documenti di bilancio con una parziale incapacità dell'ente a riscuotere i propri crediti per residui attivi derivanti dalla locazione degli immobili, che, a partire dal secondo semestre del 2018, non è più diretta gestione in quanto l'intero patrimonio immobiliare è conferito nel fondo Sant'Alessio». Pertanto, si legge, «i revisori continuano a esprimere preoccupazione per tale inefficienza».
Del resto, fondamentale per salvare le casse dell'Ipab è stata la decisione nel 2017 di istituire il Fondo Sant'Alessio con Sorgente Sgr di Walter Mainetti. Con una durata venticinquennale con scadenza giugno 2042, «contestualmente all'avvio dell'attività, il fondo ha effettuato un rimborso parziale di 20 milioni di euro, sui 220 stimati per costituirlo». Per di più la regione Lazio, con una delibera di quest'anno, ha concesso la possibilità a Sorgente di poter vendere gli appartamenti, con il rischio che perdano il loro obiettivo originario, ovvero venire incontro ai non vedenti.
Nel 2015 la direzione regionale invitava a scegliere un fondo pubblico

Ansa
C'è una lettera del 18 novembre del 2015 firmata dal direttore generale della regione Lazio Marco Maraffini che metteva in guardia la regione di Nicola Zingaretti, l'avvocatura regionale e il Centro Regionale Sant'Alessio, sulla creazione di un fondo di gestione del risparmio privato. Nel 2017 l'accordo è stato stipulato con Sorgente Sgr, ma 4 anni fa, la direzione regionale di programmazione economica in poche pagine, spiegava perché non sarebbe stato il caso di ricorrere a privati per gestire il patrimonio immobiliare dell'Istituto dei ciechi laziale. E, come si legge, invitava a guardare «alla Invimit Sgr Spa», creata nel 2013 e «il cui capitale sociale è interamente detenuto dal ministero dell'Economia e delle finanze». In pratica la direzione regionale invitava l'attuale segretario del Pd a mantenere sotto il cappello pubblico il patrimonio.
Per di più, spiegava Maraffini nella lettera, «la Invimit, con deliberazione del proprio consiglio di amministrazione del 23 dicembre 2014, ha deliberato l'istituzione di un fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso, riservato a investitori qualificati, denominato «i3-regione Lazio». Si tratta «di un fondo di proprietà della regione e di altri enti pubblici del territorio regionale o di società interamente partecipate dai predetti soggetti. Il fondo avrebbe avuto una durata massima di 15 anni, con una sola classe di quote, del valore nominale di 500.000 euro e per un ammontare pari a 400 milioni di euro». In pratica, il doppio del valore del fondo Sorgente Sgr.
Proprio per questo, Maraffini, ritiene «anche nell'ottica di una maggiore efficienza della spesa pubblica, anziché costituire un nuovo veicolo per la valorizzazione del patrimonio immobiliare Ipab Sant'Alessio», quindi di «valutare l'utilizzo del Fondo «i3-Regione Lazio», sottoscrivendone le relative quote mediante apporto nel patrimonio del fondo stesso degli immobili che l'Ipab intende valorizzare».
Lo scontro tra la Link Campus e Sorgente sgr
Nel frattempo, dopo il passaggio sotto il fondo Sorgente, la Link Campus University di Vincenzo Scotti continua ad avere problemi sul canone. Per di più ha fatto appena richiesta di concordato preventivo. Mancano all'appello 400.000 euro, ma l'università ribatte di aver apportato lavori di ristrutturazione che non gli sarebbero stati riconosciuti.
Dopo l'articolo della Verità della scorsa settimana il fondo Sorgente ha deciso di diramare un comunicato dove spiega la sua posizione, in risposta a una nota della stessa università, dove si spiegava che esisterebbe «un contenzioso che vede la società Sorgente che amministra il fondo IPab del casale San Pio V, gravemente inadempiente verso la Link Campus University per irregolarità catastali e urbanistiche tali da non rendere disponibili parti molto rilevanti del complesso immobiliare». E poi: «Queste irregolarità sono presenti da prima della assegnazione e si sono rilevate successivamente alla stessa e dunque hanno recato una grave alterazione, a causa del concedente, del piano finanziario sulla base del quale era stato assegnato in concessione trentennale all'Università il Complesso del Casale San Pio V».
Anche per questo motivo, l'università, «per quanto concerne i lavori di ristrutturazione del complesso immobiliare» precisa «che in soli tre anni, nonostante i pregiudizi arrecati dalla presenza delle predette irregolarità, è stato già completato il 50% dei lavori previsti nel piano allegato all'atto di concessione che é trentennale, cosa che qualunque visitatore può constatare».
Sorgente Sgr, in amministrazione straordinaria, ha spiegato invece che «dopo più di un anno da quando la Link Campus è entrata nella disponibilità dell'Immobile (e ha avviato il processo di valorizzazione), ha evidenziato (all'Ipab Sant'Alessio prima e alla Sgr poi) la presenza di talune criticità che, a suo dire, avrebbero potuto impattare sull'implementazione di parte del progetto di valorizzazione e, quindi, sull'utilizzo dell'Immobile. Poiché l'apporto al Fondo è stato effettuato in applicazione della normativa sulla dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, è possibile, anche per la Link Campus, beneficiare delle norme di carattere speciale che possono consentire la risoluzione delle criticità individuate».
Proprio per questo, la Sgr, per conto del Fondo, «avendo come obiettivo quello di addivenire a una piena regolarizzazione del patrimonio immobiliare gestito, ha avviato, quindi, un'analisi delle difformità catastali e urbanistiche, con riferimento al Casale. Nelle more della finalizzazione delle verifiche tecniche, che con riferimento all'Immobile devono essere necessariamente svolte in modo congiunto con i tecnici della Link Campus, è stata accordata al concessionario una sospensione di parte del canone in proporzione agli spazi non immediatamente fruibili».
La Sgr, pertanto, «anche in osservanza dei principi di buona fede negoziale, ha ritenuto opportuno collaborare con la Link Campus, nei limiti del proprio ruolo di gestore del Fondo quale concedente, al fine di agevolare la risoluzione delle criticità, seppur tardivamente riscontrate. Ulteriori informazioni richieste, tenuto conto della natura del Fondo, rivestono carattere strettamente riservato e confidenziale e, anche nell'interesse dei partecipati al Fondo, non possono essere divulgate. Si precisa che il Fondo e la Sgr non hanno alcun rapporto giuridico con la "Fondazione Link Campus" che, stante a quanto pubblicato, ha in corso una richiesta di concordato preventivo».
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Allarme all'Ipab. Nella relazione sul conto consuntivo, datata 30 luglio 2019, il collegio dei revisori accerta «una situazione finanziaria precaria» e «un equilibrio finanziario» che compromette «la continuità aziendale». Bruciati 5 milioni di euro in un anno. Nel 2015 la direzione regionale di Regione Lazio invitava a scegliere un fondo pubblico come Invimit, con una valorizzazione di 400 milioni di euro Il contenzioso tra Link Campus University e Sorgente sgr per i mancati pagamenti del canone e i lavori di ristrutturazione.All'interno tutti i documenti. Lo speciale contiene tre articoli A lato dei mancati pagamenti per l'affitto da parte della Link Campus University, un debito di 700.000 euro tra bollette e affitto, è la situazione economica dell'Ipab, storica istituzione di regione Lazio che ha l'obiettivo di realizzare attività per aiutare ciechi e ipovedenti, a destare più di una preoccupazione. E testimonia come in questi anni il governatore Nicola Zingaretti, ora segretario del Partito democratico, non abbia di sicuro brillato per capacità di gestione. Stiamo parlando di un patrimonio immobiliare composto da più di 800 appartamenti, dislocati per di più nel centro di Roma, in via Margutta, dal valore inestimabile. Si tratta di un patrimonio da centinaia di milioni di euro che dovrebbe servire appunto ad aiutare i ciechi ma che spesso viene destinato a altre funzioni, come per esempio il Casale Pio V, un'area di 35.000 metri quadri ora in mano alla Link Campus di Vincenzo Scotti dopo un bando del 2015. Del resto, il Centro regionale S. Alessio - Margherita di Savoia per i Ciechi - è una storica istituzione che dalla seconda metà dell'Ottocento realizza attività volte all'inclusione di chi ha problemi di vista. Lo Statuto del Centro prevede un presidente nominato dal governatore, Amedeo Piva, un direttore generale, l'avvocato Antonio Organtini, un comitato di Programmazione e Sorveglianza (Cps) e un Collegio del revisore dei conti composto da Giuseppe Mansueti (Presidente), Alfredo Roccella e Valeria Galardi. La Verità ha potuto vedere le ultime relazioni economiche del collegio dei revisori, sul bilancio di revisione per l'esercizio finanziario e sul conto consuntivo 2018. Nel primo caso il collegio dei revisori invita la direzione dell'Ipab a continuare le politiche di contenimento dei costi e di recupero dei crediti pregressi derivanti dalla locazione dei beni immobili. In pratica c'è bisogno di fare cassa, «al fine di una riscossione più puntuale dei crediti vantati nei confronti della regione Lazio e degli altri Enti pubblici». Non a caso, invece, nella relazione sul conto consuntivo, datata 30 luglio 2019, il collegio dei revisori accerta tre punti allarmanti. Viene infatti evidenziata «una situazione finanziaria precaria, dovuta dalla irrisolta problematica dell'ingente entità dei residui attivi e del rilevante pagamento dei debiti di competenza e dei residui passivi». Se a dicembre del 2017 la cassa disponibile era pari a 8 milioni e 600.000 euro, a dicembre del 2018, è pari a 3 milioni e 745.000 euro. E tale realtà, scrivono i revisori, incide «sull'effettivo strutturale equilibrio finanziario raggiunto e compromette la continuità aziendale». Non solo. Il collegio aggiunge che la situazione continua «a riflettersi nei documenti di bilancio con una parziale incapacità dell'ente a riscuotere i propri crediti per residui attivi derivanti dalla locazione degli immobili, che, a partire dal secondo semestre del 2018, non è più diretta gestione in quanto l'intero patrimonio immobiliare è conferito nel fondo Sant'Alessio». Pertanto, si legge, «i revisori continuano a esprimere preoccupazione per tale inefficienza». Del resto, fondamentale per salvare le casse dell'Ipab è stata la decisione nel 2017 di istituire il Fondo Sant'Alessio con Sorgente Sgr di Walter Mainetti. Con una durata venticinquennale con scadenza giugno 2042, «contestualmente all'avvio dell'attività, il fondo ha effettuato un rimborso parziale di 20 milioni di euro, sui 220 stimati per costituirlo». Per di più la regione Lazio, con una delibera di quest'anno, ha concesso la possibilità a Sorgente di poter vendere gli appartamenti, con il rischio che perdano il loro obiettivo originario, ovvero venire incontro ai non vedenti. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/il-patrimonio-dellistituto-dei-ciechi-sullorlo-del-fallimento-le-scelte-sbagliate-di-zingaretti-2641078070.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="nel-2015-la-direzione-regionale-invitava-a-scegliere-un-fondo-pubblico" data-post-id="2641078070" data-published-at="1778624165" data-use-pagination="False"> Nel 2015 la direzione regionale invitava a scegliere un fondo pubblico Ansa C'è una lettera del 18 novembre del 2015 firmata dal direttore generale della regione Lazio Marco Maraffini che metteva in guardia la regione di Nicola Zingaretti, l'avvocatura regionale e il Centro Regionale Sant'Alessio, sulla creazione di un fondo di gestione del risparmio privato. Nel 2017 l'accordo è stato stipulato con Sorgente Sgr, ma 4 anni fa, la direzione regionale di programmazione economica in poche pagine, spiegava perché non sarebbe stato il caso di ricorrere a privati per gestire il patrimonio immobiliare dell'Istituto dei ciechi laziale. E, come si legge, invitava a guardare «alla Invimit Sgr Spa», creata nel 2013 e «il cui capitale sociale è interamente detenuto dal ministero dell'Economia e delle finanze». In pratica la direzione regionale invitava l'attuale segretario del Pd a mantenere sotto il cappello pubblico il patrimonio. Per di più, spiegava Maraffini nella lettera, «la Invimit, con deliberazione del proprio consiglio di amministrazione del 23 dicembre 2014, ha deliberato l'istituzione di un fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso, riservato a investitori qualificati, denominato «i3-regione Lazio». Si tratta «di un fondo di proprietà della regione e di altri enti pubblici del territorio regionale o di società interamente partecipate dai predetti soggetti. Il fondo avrebbe avuto una durata massima di 15 anni, con una sola classe di quote, del valore nominale di 500.000 euro e per un ammontare pari a 400 milioni di euro». In pratica, il doppio del valore del fondo Sorgente Sgr. Proprio per questo, Maraffini, ritiene «anche nell'ottica di una maggiore efficienza della spesa pubblica, anziché costituire un nuovo veicolo per la valorizzazione del patrimonio immobiliare Ipab Sant'Alessio», quindi di «valutare l'utilizzo del Fondo «i3-Regione Lazio», sottoscrivendone le relative quote mediante apporto nel patrimonio del fondo stesso degli immobili che l'Ipab intende valorizzare». Nota Maraffini from La Verità <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/il-patrimonio-dellistituto-dei-ciechi-sullorlo-del-fallimento-le-scelte-sbagliate-di-zingaretti-2641078070.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="lo-scontro-tra-la-link-campus-e-sorgente-sgr" data-post-id="2641078070" data-published-at="1778624165" data-use-pagination="False"> Lo scontro tra la Link Campus e Sorgente sgr Nel frattempo, dopo il passaggio sotto il fondo Sorgente, la Link Campus University di Vincenzo Scotti continua ad avere problemi sul canone. Per di più ha fatto appena richiesta di concordato preventivo. Mancano all'appello 400.000 euro, ma l'università ribatte di aver apportato lavori di ristrutturazione che non gli sarebbero stati riconosciuti. Dopo l'articolo della Verità della scorsa settimana il fondo Sorgente ha deciso di diramare un comunicato dove spiega la sua posizione, in risposta a una nota della stessa università, dove si spiegava che esisterebbe «un contenzioso che vede la società Sorgente che amministra il fondo IPab del casale San Pio V, gravemente inadempiente verso la Link Campus University per irregolarità catastali e urbanistiche tali da non rendere disponibili parti molto rilevanti del complesso immobiliare». E poi: «Queste irregolarità sono presenti da prima della assegnazione e si sono rilevate successivamente alla stessa e dunque hanno recato una grave alterazione, a causa del concedente, del piano finanziario sulla base del quale era stato assegnato in concessione trentennale all'Università il Complesso del Casale San Pio V». Anche per questo motivo, l'università, «per quanto concerne i lavori di ristrutturazione del complesso immobiliare» precisa «che in soli tre anni, nonostante i pregiudizi arrecati dalla presenza delle predette irregolarità, è stato già completato il 50% dei lavori previsti nel piano allegato all'atto di concessione che é trentennale, cosa che qualunque visitatore può constatare».Sorgente Sgr, in amministrazione straordinaria, ha spiegato invece che «dopo più di un anno da quando la Link Campus è entrata nella disponibilità dell'Immobile (e ha avviato il processo di valorizzazione), ha evidenziato (all'Ipab Sant'Alessio prima e alla Sgr poi) la presenza di talune criticità che, a suo dire, avrebbero potuto impattare sull'implementazione di parte del progetto di valorizzazione e, quindi, sull'utilizzo dell'Immobile. Poiché l'apporto al Fondo è stato effettuato in applicazione della normativa sulla dismissione e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, è possibile, anche per la Link Campus, beneficiare delle norme di carattere speciale che possono consentire la risoluzione delle criticità individuate».Proprio per questo, la Sgr, per conto del Fondo, «avendo come obiettivo quello di addivenire a una piena regolarizzazione del patrimonio immobiliare gestito, ha avviato, quindi, un'analisi delle difformità catastali e urbanistiche, con riferimento al Casale. Nelle more della finalizzazione delle verifiche tecniche, che con riferimento all'Immobile devono essere necessariamente svolte in modo congiunto con i tecnici della Link Campus, è stata accordata al concessionario una sospensione di parte del canone in proporzione agli spazi non immediatamente fruibili». La Sgr, pertanto, «anche in osservanza dei principi di buona fede negoziale, ha ritenuto opportuno collaborare con la Link Campus, nei limiti del proprio ruolo di gestore del Fondo quale concedente, al fine di agevolare la risoluzione delle criticità, seppur tardivamente riscontrate. Ulteriori informazioni richieste, tenuto conto della natura del Fondo, rivestono carattere strettamente riservato e confidenziale e, anche nell'interesse dei partecipati al Fondo, non possono essere divulgate. Si precisa che il Fondo e la Sgr non hanno alcun rapporto giuridico con la "Fondazione Link Campus" che, stante a quanto pubblicato, ha in corso una richiesta di concordato preventivo». Allegato d decreto_16_31072019.revisori.conti from La Verità
Luciano Darderi (Ansa)
Nella giornata del «round of 16» è stato infatti l’azzurro numero 17 Atp a prendersi la scena, superando in rimonta nientemeno che Alexander Zverev, che nella classifica mondiale è dietro soltanto ai due mostri sacri Sinner e Carlos Alcaraz. Sulla terra rossa della Grand Stand Arena Darderi è riuscito nell’impresa di riscrivere una partita che sembrava ormai perduta. Specialmente dopo aver incassato un primo set senza storia, perso 6-1 in appena mezz’ora, dando per lunghi tratti l’impressione di non riuscire a reggere il ritmo imposto dal tedesco. Andamento che si stava confermando anche nel secondo parziale, facendo pensare a chiunque che la sfida fosse ormai indirizzata. A chiunque tranne che al ventiquattrenne italo-argentino, che non ha mai smesso di crederci. Dopo che Zverev è salito fino al 4-2 e ha avuto in mano il controllo dell’incontro, qualcosa è cambiato. Darderi ha iniziato a trovare continuità da fondo campo, sostenuto da un pubblico sempre più coinvolto, mentre dall’altra parte il tedesco ha progressivamente perso lucidità. Il momento decisivo è arrivato nel tie-break del secondo set, un’autentica battaglia nella quale Zverev si è fatto annullare quattro match point. Luciano è rimasto aggrappato alla partita con pazienza e coraggio, fino a chiudere 12-10 grazie anche a un doppio fallo finale del suo avversario. Lì, di fatto, il match è finito. Zverev è uscito mentalmente dalla partita e nel terzo set non ha reagito. Darderi ha cavalcato l’inerzia e l’entusiasmo del Foro Italico, dominando 6-0 il parziale decisivo e conquistando così la prima vittoria in carriera contro un top ten. Una serata che difficilmente dimenticherà e che gli vale anche i primi quarti di finale in un Masters 1000, dove affronterà il baby fenomeno spagnolo Rafael Jódar. «È stata una partita molto dura, non mi sentivo bene nel primo set», ha spiegato a caldo Darderi. «Poi sono riuscito a girarla anche perché Zverev mi ha regalato qualcosa. La gente mi ha aiutato tanto, sono molto felice».
Più lineare, invece, il pomeriggio di Sinner sul centrale. Contro l’altra rivelazione di questa edizione, Andrea Pellegrino, il numero uno del mondo ha controllato il «derby» senza particolari difficoltà, imponendosi (6-2, 6-3) e centrando la qualificazione ai quarti. Per il pugliese resta comunque un torneo oltre ogni aspettativa, mentre Sinner continua a macinare record: con quella contro Pellegrino sono diventate 31 le vittorie consecutive nei Masters 1000, eguagliando un primato che apparteneva a Novak Djokovic. «Il derby qui in Italia è sempre speciale», ha detto Jannik dopo la vittoria. «Sono molto felice per Andrea, ha fatto un torneo straordinario». Poi uno sguardo al prosieguo del torneo, dove se la vedrà con il russo Andrej Rublev: «I quarti sono già un turno importante. Il giorno di riposo mi aiuterà».
L’unica nota stonata della giornata azzurra è arrivata dalla sconfitta di Lorenzo Musetti contro Casper Ruud. Il toscano, già apparso in difficoltà fisica nei giorni scorsi, ha ceduto nettamente (6-3 6-1) in una partita condizionata dai problemi alla coscia sinistra: «Chiedo scusa al pubblico, ma la mia condizione fisica non mi ha permesso di giocare come avrei voluto», ha ammesso il carrarino nel post partita.
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@ManuelRighi
Uno dei modi migliori per entrare in contatto con un territorio è penetrarne la natura. C’è chi lo fa in contemplandola e chi attraversandola attivamente. Il Trentino si presta a tutto, grazie a un ambiente variegato, che alterna montagne, laghi e fiumi.
Gli amanti degli sport acquatici hanno un’ampia gamma di possibilità tra cui scegliere. Il rafting, per esempio, praticando il quale si smuovono adrenalina, spirito di squadra e rapporto con la natura. Non un semplice sport, ma un’esperienza a tutto tondo che consente di percepire contemporaneamente sé stessi, l’altro e il fiume, diventando tutt’uno. Punto di riferimento per questa attività outdoor è la Val di Sole con il suo fiume (il Noce), citato dal National Geographic come uno dei migliori al mondo per le discese fluviali a bordo dei raft, speciali gommoni che le squadre da quattro/sei persone devono portare a destinazione con coraggio e attenzione. Si tratta di una disciplina che non richiede alcuna competenza in particolare, a esclusione del nuoto. È comunque bene esercitarla al seguito di una guida esperta, che prima della partenza spiegherà ai partecipanti cosa fare e non fare durante la traversata. Il fiume Noce dona 28 bellissimi chilometri navigabili, tra rapide e tratti più tranquilli che consentono, nel frattempo, di ammirare boschi e vette, garantendo emozioni autentiche grazie all’alternanza di un’attività ad alto tasso di energia e gioia e quieta bellezza paesaggistica.
Non per niente il rafting viene considerato terapeutico, tanto da essere utilizzato per cementare lo spirito di squadra tra familiari e amici, ma anche tra colleghi, uniti da un obiettivo comune al di fuori dell’ambiente lavorativo e delle classiche dinamiche aziendali. I centri rafting del Trentino mettono a disposizione il necessario equipaggiamento: tute in neoprene, giubbotto salvagente, pagaia e casco protettivo; è altresì necessario che i partecipanti arrivino con un abbigliamento sportivo, costume incluso. Il fiume Noce è percorribile anche in canoa e kayak, ma per avere un contatto ancora più ravvicinato con la forza dell’acqua l’ideale è l’hydrospeed, che prende il nome dal bob fluviale con cui affrontare l’acquatico avversario.
Un altro modo per godersi l’estate trentina è il wakeboard, sport che nasce dalla fusione tra sci acquatico e snowboard. Come il rafting, è uno sport adrenalinico ma fattibile anche per coloro che sono alle prime armi. Nella Regione esistono due impianti, situati tra il lago di Ledro e il lago di Terlago. Qui si viene trainati non dal classico motoscafo, ma da un cable wakeboard, ossia una fune simile a uno skilift. Velocità, equilibrio e leggerezza: il wakeboard permette di divertirsi e volare letteralmente sull’acqua.
Lakeline è il centro di Terlago, che propone un percorso di circa 230 metri dotato di strutture galleggianti per salti ed evoluzioni aeree. Benché si tratti di una disciplina adatta a tutti, il centro mette a disposizione - oltre al noleggio attrezzatura - una scuola wakeboard. Al lago di Ledro, precisamente in località Pur, si trova invece il Be Wake System: qui il wakeboard viene presentato nella sua variante più semplice, adatta anche ai bambini dai 7 anni in su. Un’attività che libera dalle calorie e - soprattutto - dallo stress in eccesso, rafforzando i muscoli e il sistema cardiorespiratorio.
C’è poi il canyoning, che consiste nella discesa a piedi, ma tramite l’ausilio di corde, di gole percorse da piccoli corsi d’acqua. Una sorta di fusione tra alpinismo e sport fluviali, da realizzare in gruppo e al seguito di guide professionali. Ovviamente i livelli di difficoltà differiscono a seconda della propria preparazione.
Lo speleologo francese Alfred Martel viene considerato il precursore del canyoning, grazie alle esplorazioni da lui condotte durante i primi anni del Novecento nelle Gole di Verdon. Dalla scienza allo sport il passo fu relativamente breve: negli anni Ottanta francesi e spagnoli vi si dedicavano assiduamente. Per chi è in cerca di questo genere di dinamismo, il lago di Ledro, il Garda Trentino e l’area di Campiglio Dolomiti - con la Val Brenta, il torrente Palvico e il Rio Roldono - sono i luoghi ideali. Scivoli e piscine naturali producono contesti di straordinaria bellezza, all’interno dei quali muoversi diviene un’esperienza completa per il corpo e per lo spirito.
Il brivido della velocità in montagna è un’altra storia con le downhill bike
Dall’acqua alla terra: lo sport, in Trentino, prevede un contatto dinamico con Madre Natura anche attraverso i cosiddetti bike park, strutture attrezzate per le mountain bike.Non si pensi al classico trekking: per questo tipo di attività occorrono infatti biciclette da downhill, dato che si tratta di percorsi in discesa su terreni ripidi e scoscesi, dove il rischio di cadute è piuttosto alto. I salti, le curve paraboliche e gli ostacoli, ma anche i north shore (strutture in legno da attraversare a tutta velocità) e i rock garden rendono felicissimi i biker più spericolati. I centri del Trentino-Alto Adige offrono sempre impianti di risalita e bike shuttle, furgoni che trasportano le biciclette al punto di partenza.Come per gli sport acquatici, anche in questo caso è necessario utilizzare l’attrezzatura adeguata, composta da protezioni per le ginocchia e i gomiti, caschi integrali, paraschiena e guanti. Questo sport può essere praticato in Val di Sole, dove si trovano cinque trail differenti per difficoltà e tre trail enduro. In località Pellizzano esiste anche un Kids Bike Park, dedicato al divertimento dei bambini.La parte più interessante del Bike Park Val di Sole è sicuramente costituita dal Black Snacke, famoso percorso di Coppa del Mondo. È il tracciato più impegnativo e, per questo, adatto solo a esperti e a spericolati che abbiano voglia di mettersi alla prova su terreni particolarmente scoscesi a partire da quota 1.500 metri. Dalla medesima altitudine si dipanano anche tre trail di recente realizzazione, alcuni in stile flow - dunque senza particolari ostacoli - e altri più naturali.Una telecabina da otto posti consente una semplice risalita a tre rider con le loro biciclette. Nella parte bassa del bike park si trova un’altra attrazione degna di nota: il four cross (4x), una discesa per gare a quattro, utilizzata ogni anno anche per il Campionato del Mondo di 4x.Il Bike Park Val di Sole aprirà la stagione indicativamente tra fine maggio e inizio giugno. Il Paganella Bike Park è un’altra area spettacolare non solo per gli amanti della disciplina, ma anche per l’utilizzo che è stato fatto del territorio. Trattasi di tre bike zone nate nel 2010 dalla trasformazione di vecchi sentieri e mulattiere, divenuti ormai tracciati all’avanguardia dotati di tutto il necessario per i praticanti.Non è un caso che sia stato inserito nel circuito del Gravity Card, che permette ai possessori della tessera di muoversi liberamente tra i ventotto migliori bike park d’Europa. Il Fassa Bike Park è situato nel cuore delle Dolomiti della Val di Fassa, sopra Canazei. Il primo bike park del Nord-Est propone dodici linee per tutti i livelli, pensate sia per i principianti che per gli esperti.Infine la San Martino Bike Arena sorge al cospetto delle Pale di San Martino e offre tre tracciati per un totale di dieci chilometri. Nemmeno qui manca un efficiente impianto di risalita, costituito da una cabinovia ad agganciamento automatico che in soli dodici minuti raggiunge i 2.200 metri di altitudine.Il risultato? Discese emozionanti, garantite anche dai wall ride, megaparaboliche in cui usare la forza centrifuga per percorrerle nella parte più alta senza il rischio di cadere. Anche la San Martino Bike Arena aprirà per il ponte del 2 giugno, ma per le prime due settimane solo per durante i weekend.
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