Sotto il deficit non c'è niente

Sotto il deficit non c'è niente
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La frase pronunciata domenica dal presidente del Consiglio per risolvere l'enigma della manovra finanziaria del 2020 è già diventata un must della comicità involontaria. «Trovati i 23 miliardi che servivano a sterilizzare l'aumento dell'Iva», ha annunciato trionfante Giuseppe Conte tre giorni fa. «E dove?», si sono chiesti tutti. «Dentro a 'na giacca che non me mettevo da gennaio» ha risposto Osho, in una delle sue fotografie con annessa battuta. Ironia in romanesco, quella del vignettista, che serve però a sottolineare una cosa: ossia quanto poco credibili siano gli annunci di Palazzo Chigi in queste ore, soprattutto sull'argomento quattrini. Già, perché dopo aver varato un governo che doveva scongiurare l'aumento dell'Iva, Pd e 5 stelle non sapevano più come fare a tener fede (...)

A Castellaneta, comune in provincia di Taranto al ballottaggio per le amministrative, giovedì sera c’e stato il comizio di Michele Emiliano: il governatore ha chiesto al partito di Giorgia Meloni di votare il candidato del Pd Gianni Di Pippa. Con loro sul palco anche il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e il delegato della segreteria nazionale del Pd Antonio Misiani.

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Mentre l’Italia lascia invariati i livelli d’allarme, in Germania scatta lo stato d’allerta in vista dell’inverno: consumi ridotti e centrali a carbone riattivate. Il governo ignora Confindustria: i costi energetici pesano più da noi (8,8%) che sull’economia teutonica (6,8%).
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