Marcello Foa, questi Epstein files sono davvero una questione seria? Oppure oltre al clamore che si è sviluppato sul Web c’è poco?
«Gli Epstein files sono una questione serissima. Una quantità enorme di documenti, di cui però qualche migliaio non è stata resa pubblica per ragioni di Stato o perché contenenti materiale troppo sensibile. Insomma la parte più scottante, imbarazzante, lugubre non è uscita: il procuratore aggiunto Todd Blanche qualche giorno fa ha parlato di immagini di morte, ferite e violenze fisiche. Quella è una dichiarazione fortissima, quelle immagini non ce le hanno mostrate e sono le più atroci da concepire per il pubblico e le più pesanti per chiunque sia stato ripreso in quegli atti. Tutto questo ci dimostra che Epstein non era solo un pedofilo, ma faceva chiaramente delle cose oltre l’immaginabile, pratiche che probabilmente erano di stampo satanista».
Ma chi esce più colpito da questa storia? Quale personalità in particolare, quale mondo?
«Qui c’è una cerchia di potere che riguarda diversi ambiti: mondi politici, economici, case reali - quella britannica, quella norvegese - che ovviamente aveva delle frequentazioni molto imbarazzanti. E probabilmente una parte di questo mondo partecipava anche a riti orribili, violenze sessuali, torture su minori e chissà che altro. L’elenco delle persone che frequentavano Epstein è lunghissimo, da alcuni dettagli emergono aspetti sconvolgenti».
Ad esempio?
«Per esempio Epstein che riceve un messaggio da una persona che gli dice, riferendosi probabilmente a una ragazzina: “Vuoi che le faccia questo o che la torturi?”. Un altro gli dice: “Tornerò dall’Africa con due ragazzini, preferisci maschio o femmina?”. Si parla di ragazzini di 11 anni. Un’altra testimonianza parla di due ragazze che sarebbero state uccise e sepolte nel suo ranch. E poi c’è Epstein che quando parte la prima inchiesta del 2008 ordina oltre 1.200 litri di acido solforico, e ovviamente ci si chiede a che cosa mai potrebbe servire . Insomma ci sono in queste mail talmente tanti particolari e riscontri di pratiche - che vanno ben oltre le violenze sessuali - che dovrebbero essere oggetto di una campagna stampa imponente, basata su richieste di chiarimenti alle autorità».
E invece...
«E invece questa campagna non c’è, a parte qualche voce isolata. La Verità ha raccontato questa vicenda, ma quasi nessun altro l’ha fatto, e anche negli Stati Uniti la discussione è molto forte sui social e particolarmente su X, però i grandi media stanno trattando la vicenda occupandosi solo dei personaggi più famosi. Ma in realtà quello che sta emergendo è molto più pesante e inquietante».
Cioè?
«Ci sono ambienti, che qualche inchiesta ha raccontato, in cui sono diffuse pratiche inimmaginabili di violenze su bambini. Queste cose esistono e dovrebbero essere indagate e denunciate con forza. Il sospetto è che la vicenda di Epstein sia molto più scabrosa e grave di quanto finora emerso sui media».
Anche solo basandosi su ciò che è uscito finora, però, il quadro è decisamente inquietante. E sono coinvolti nomi imponenti, basti pensare a Bill Gates. Il quale smentisce ciò che gli viene attribuito nelle email, cioè la frequentazione di ragazzine russe e addirittura il tentativo di somministrare di nascosto alla moglie antibiotici per non farle contrarre malattie veneree.
«Bill Gates chiaramente ha smentito, che altro poteva fare? Chiunque avrebbe smentito, però quando si guarda l’intervista che hanno fatto alla sua ex moglie Melinda, si vede sul suo volto un grande dolore. Ed è indicativo. L’uomo già frequentava in modo assiduo Epstein, è molto probabile che sia andato con le ragazzine, questo episodio degli antibiotici è molto inquietante... La sua immagine pubblica viene comunque fortemente danneggiata».
Però la cosa sembra finire lì.
«Ho visto la dichiarazione di Todd Blanche dell’altro giorno. Dice: se avessimo avuto informazioni su uomini che hanno abusato di donne li avremmo perseguiti, ma non le abbiamo. Le indagini sono state chiuse in luglio. Insomma, nessun arresto. Beh l’impressione è che ci abbiano dato in pasto tutta questa enorme quantità di documenti ma che però la magistratura americana stia andando col freno a mano tirato, perché evidentemente il numero di persone coinvolte e il loro livello è talmente alto che preferiscono che tutto si risolva con il rumore mediatico, peraltro attutito. E si va oltre la destra e la sinistra, è uno scandalo trasversale. C’è anche questa nota dell’Fbi che risale al 17 marzo del 2025 in cui si dice che si devono censurare le immagini e i documenti che riguardano presidenti, segretari di Stato e Vip. Infatti i nomi delle corrispondenze di Epstein sono quasi tutti oscurati e questo fa comunque riflettere».
Crede insomma che a tutta questa storia sia stata messa una sordina.
«L’impressione è che da un lato l’amministrazione Trump sia stata costretta a diffondere tutti questi documenti, dall’altro mi sembra che ci sia un tale potenziale tellurico sul sistema - sui rappresentanti massimi del sistema in cui viviamo - che alla fine l’interesse condiviso sia quello di non spingere davvero sull’acceleratore. Dunque credo che alla fine i veri colpevoli oltre a Epstein rimarranno impuniti».
Citavo Bill Gates perché è un personaggio che ha esercitato e ancora esercita notevole influenza, ad esempio sull’Oms. Che non si apra almeno una riflessione su questo tema è curioso.
«In Europa qualcuno si è dimesso. E qui si torna al punto fondamentale: ma se non è successo niente perché si dimettono? Si dimettono perché ovviamente tutto questo è inaccettabile, però per esserci una vera svolta ci dovrebbe essere qualche incriminazione pesante. Todd Blanche dice che non ci sono prove degli abusi su ragazze, però ci sono le vittime di Epstein che hanno dichiarato di voler far uscire i nomi dei Vip con cui sono state. Queste ragazze hanno lasciato ore e ore di testimonianze, oggi sono donne mature che quando erano ragazzine sono state violentate, in un caso una ragazza diceva di essere stata violentata tre volte al giorno. Tutto questo non può passare sotto silenzio. Chi le ha violentate? Solo Epstein? E poi c’è un altro fatto di cui ci siamo dimenticati in queste ore».
Cioè?
«Sappiamo che Epstein registrava, come faceva il vecchio Kgb al tempo dell’Unione sovietica, i rapporti sessuali dei suoi ospiti. Il Kgb lo faceva nascondendo una telecamera dietro lo specchio della camera d’albergo, lui probabilmente lo faceva piazzando delle microcamere e poi registrava meticolosamente tutti gli incontri, e quello era l’elemento di ricatto che usava nei confronti dei suoi ospiti. Ebbene, di quella documentazione non si parla più, è chiusa rigorosamente in un cassetto di qualche procuratore di New York e credo che non verrà mai aperta. Per ora dalla enorme mole di materiale diffusa abbiamo dei flash, ma le parti più rilevanti sono quelle che riguardano presunte uccisioni e riti e quella dei ricatti sessuali. Entrambe restano coperte dal silenzio delle autorità statunitensi, che evidentemente su questi due aspetti preferiscono sorvolare».
Perché la stampa, anche italiana, se ne occupa poco?
«Come ho spiegato nel mio libro Gli stregoni della notizia, i media italiani seguono quel che fa la grande stampa americana. E la grande stampa americana da subito ci ha dato in pasto Trump, Bill Gates e poi anche Elon Musk, Il quale in realtà ha dimostrato di non aver mai incontrato Epstein e oggi è uno dei più duri, irriducibili sostenitori della verità totale, tanto che ha offerto protezione giuridica alle vittime o a chiunque denuncerà i Vip coinvolti e pubblica su X dei post chiedendo perché non ci sia stato ancora alcun arresto. E ha perfettamente ragione: che non ci sia stato alcun arresto dal 2019 è una cosa scandalosa. La grande stampa americana è andata alla ricerca di prove fumanti nei confronti di Trump e di qualche altro Vip, non le ha in teoria trovate e dunque continua a trattare la vicenda un po’ sotto tono. La stampa italiana segue quell’onda e poi è molto imbarazzata perché gran parte dei Vip coinvolti sono stati osannati, portati a esempio come Bill Gates, Bill Clinton e altri. Sono stati per anni osannati come esempi di leader virtuosi, ne escono macchiati e allora si preferisce non affondare il colpo. Il vero giornalismo in questo momento viene fatto sui social media e non sui media mainstream».