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I francesi ci calpestano e Mattarella sta a guardare

I francesi ci calpestano e Mattarella sta a guardare
ANSA
Che accade se un Paese viene sistematicamente violato nel proprio territorio da forze dell'ordine di un altro Paese? Finisce che i rapporti fra stati vicini si guastano e il governo del Paese che ha subìto l'incursione alza la voce per pretendere le scuse e che il comportamento dei confinanti abbia termine. Non di rado finisce che si passi dalle parole ai fatti, ossia la tensione sfoci in qualche cosa di meno diplomatico delle formali proteste. Naturalmente non pretendiamo che a causa dello sconfinamento delle pattuglie di polizia transalpine in Val di Susa l'Italia dichiari guerra alla Francia, né chiediamo che l'onta del mancato rispetto della frontiera allo scopo di riportare in Italia i migranti sia lavata con un'esibizione muscolare. Siamo per natura pacifici (...)
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L’Ucraina per Epstein: terra di affari e minori
Jack Lang, ex ministro della Cultura francese. Nel riquadro, a Parigi con Epstein (Ansa)
L’ultimo a cadere per via dei file rilasciati è il socialista francese Jack Lang, ex ministro della Cultura, ora accusato di reati fiscali. Dalle mail, inoltre, pare che intorno a Kiev si addensassero i principali interessi del magnate: soldi ed eugenetica suprematista.

Anche una rapida scorsa ai nuovi Epstein files rilasciati dal governo americano può fornire una lezione universale forse non scontata: la depoliticizzazione delle masse, con il ripiegamento nella sfera privata della gente comune, non ha coinvolto le élite occidentali che, al contrario, hanno continuato a occuparsi di tutte le questioni globali. L’intensa corrispondenza epistolare di Jeffrey Epstein con una consistente parte del potere politico ed economico mondiale copre circa tutti gli eventi rilevanti degli ultimi 20 anni: dalla crisi dei subprime a quella greca, dalla Libia all’Ucraina e al Medio Oriente, fino alle scelte di politica economica dei singoli governi.

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I mercati sono consapevoli delle difficoltà della Germania nella gestione delle finanze pubbliche e nel mantenere una stabilità di governo. Ora gli investitori puntano sull’equilibrio politico di Roma.

È ancora nell’aria l’eco del trionfale collocamento del Btp a 15 anni di martedì scorso: 14 miliardi con rendimento lordo del 3,99%, incassati dal Tesoro con un’unica emissione a fronte di una domanda per ben 157 miliardi, proveniente da 380 investitori istituzionali, di cui quelli stranieri hanno assorbito l’84% del collocamento.

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Stellantis molla le batterie e torna al diesel
(Ansa)
Dopo lo choc della svalutazione da 22 miliardi per l’elettrico, il gruppo dice addio al progetto della gigafactory di Termoli: 1.800 posti a rischio. Si moltiplicano le voci di lavori in corso per un nuovo motore a gasolio. Boschini (Cisl): «L’azienda ce lo ha confermato».

Sarà pure una citazione abusata, ma visto quello che sta succedendo nelle ultime ore in casa Stellantis, mai come adesso l’avvertimento di Sergio Marchionne del 2017 sui rischi legati alle auto elettriche suona come una profezia rimasta colpevolmente inascoltata. L’ex amministratore delegato non era contrario ai veicoli a batteria a priori, ma esprimeva un paio di concetti che potrebbero sembrare addirittura banali.

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«Il simbolo per la registrazione è stato depositato il 24 gennaio scorso – ha detto Vannacci– oggi abbiamo registrato lo statuto del partito presso il notaio». «Ci sono tante persone – prosegue – che vengono da qualsiasi orientamento, sia ideologico che politico, ci sono tanti curiosi, tanti entusiasti che credono nell’Italia e vedono in Vannacci e in Futuro Nazionale la risposta alle loro aspettative». «Facciamo crescere Futuro Nazionale e rendiamolo grande insieme – ha risposto a chi gli chiedeva se nel futuro si vedesse presidente del Consiglio –. Come ho sempre detto occupiamoci di quello che dobbiamo fare oggi. Quello che succederà in futuro dipende da quello che facciamo oggi».

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