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2021-07-27
Green pass, l’Aula corregge Macron
Emmanuel Macron (Ansa)
Le nuove regole del green pass «alla francese» sono una bacchettata del Parlamento sulle mani di Emmanuel Macron. Il legislatore d'Oltralpe Ha preferito ascoltare gli oppositori al lasciapassare, piuttosto che il presidente della Repubblica. Con il suo discorso alla nazione, del 12 luglio scorso, il capo dello Stato francese aveva espresso l'intenzione di punire i propri connazionali contrari alla vaccinazione obbligatoria del personale sanitario e all'estensione del green pass. Poi, però, migliaia di francesi sono scesi in piazza in varie città del Paese contro queste misure. Il capo dello Stato, il premier Jean Castex e vari membri dell'esecutivo hanno cercato di bollare queste proteste come iniziative volute da complottisti e No vax. Ma i vertici dello Stato ignoravano che il profilo dei manifestanti fosse trasversale. In effetti, nelle piazze francesi sono scesi vaccinati, laureati, operai, genitori, pensionati, giovani, gilet gialli, simpatizzanti di vari partiti e - solo marginalmente - dei negazionisti.
Tornando alla legge sul green pass adottata dal Parlamento francese nella tarda serata di domenica, questa ha confermato l'obbligo di vaccinazione per operatori sanitari, pompieri e badanti. Dal 15 settembre questi lavoratori potranno subire sanzioni, qualora non fossero in regola con gli obblighi. Le principali novità riguardano invece i giovani tra i 12 e i 17 anni, i dipendenti degli esercizi commerciali e il periodo in cui l'uso del pass sarà obbligatorio. Queste novità si riassumono in tre date. Il 30 agosto scatterà l'obbligo per i dipendenti di bar, ristoranti e più in generale degli esercizi pubblici (per i clienti inizierà il primo agosto, ndr). Il Parlamento ha cancellato il Paragrafo del progetto di legge che prevedeva anche il licenziamento per i lavoratori che si rifiutassero di presentare il giustificativo sanitario. Il 30 settembre, invece, l'obbligo della presentazione del passaporto vaccinale - o di un tampone negativo - sarà esteso agli adolescenti, nelle stesse condizioni previste per gli adulti tranne per accedere alle scuole. Infine, il 15 novembre sarà la data alla quale finiranno lo stato di emergenza sanitaria e anche l'uso del pass. I vertici francesi avrebbero voluto imporre la carta verde, per queste categorie, già dall'inizio del mese di agosto, ma anche prolungare lo stato di crisi fino al 31 dicembre 2021.
La nuova legge transalpina sul green pass ha introdotto anche delle regole poco chiare. È stato soppresso l'obbligo della presentazione del Qr code per i centri commerciali, ma è stato esteso ai ristoranti all'aperto. Esperti di diritto del lavoro hanno fatto notare che la soppressione del paragrafo sulle sanzioni ai dipendenti contrari all'obbligo vaccinale potrebbe essere interpretata dai giudici come un'autorizzazione ad applicare la giurisprudenza esistente su altri immunizzanti obbligatori. Intanto, il controllo dell'isolamento di dieci giorni per i positivi viene sottratto alle forze dell'ordine e affidato ai sanitari. Che non hanno i mezzi per effettuarlo.
Alla fine, si può dire che Mario Draghi si sia spinto ben oltre di quanto non sia riuscito a fare Macron. Eppure la Costituzione francese attribuisce molti più poteri a lui, rispetto a quelli di cui gode il presidente del Consiglio italiano. Certo, entrambi hanno usato toni belligeranti per condannare i propri concittadini, contrari a eccessive limitazioni delle libertà fondamentali. Ma, almeno per ora, il presidente francese sembra essere venuto a più miti consigli. La palla passa ora al Consiglio costituzionale francese, che si riunirà il 5 agosto.
Da Berlino a Londra: mezza Europa scettica sulle iniezioni agli under 18
L'Europa si divide anche sulle modalità di vaccinare gli adolescenti e procede, come d'abitudine, in ordine sparso. Nessun Paese obbliga i genitori a inoculare il vaccino nei minori tra i 12 e 17 anni, ma in 18 nazioni, tra cui l'Italia, è consigliata e incentivata la somministrazione a tappeto. Più prudenti Germania, Belgio, Olanda, Svezia e Finlandia, oltre al Regno Unito, che hanno invece scelto di raccomandare il vaccino anti Covid-19 solo negli under 18 fragili, cioè con patologie che aumentano il rischio di Covid grave. Stanno ancora vagliando la via da prendere l'Irlanda e la Norvegia. Non hanno invece autorizzato la vaccinazione negli adolescenti il Portogallo, la Croazia, il Montenegro, l'Albania, Cipro e l'Ucraina.
Dalla scorsa settimana anche Moderna, dopo Pfizer, ha ottenuto l'autorizzazione dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) per la somministrazione del vaccino a mRna dai 12 anni. Pfizer però sta già studiando il prodotto nei bambini dai 6 mesi d'età. Lo studio sta valutando la sicurezza, la tollerabilità e l'immunogenicità del vaccino, con un programma di due dosi (a distanza di circa 21 giorni) in tre gruppi: bambini dai 5 agli 11 anni, da 2 ai 5 anni e da 6 mesi a 2 anni. La vaccinazione nei più piccoli però è molto controversa perché nei minori il Covid è praticamente poco più di un raffreddore, se non ci sono già delle patologie pregresse. Intanto, sia Pfizer sia Moderna ampliano gli studi nella fascia 5-11 anni, «su pressione delle autorità federali» americane.
I sostenitori della vaccinazione a tappeto, pur ammettendo che il virus Sars-Cov-2 non causa «una patologia grave nella stragrande maggioranza degli infetti sotto i 18 anni», come spiega Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico e presidente del Consiglio superiore di sanità, può, «molto raramente», dare sindromi gravi (ma curabili). La questione per Locatelli (e supporter) è «pensare a prevenire la diffusione del contagio globalmente e favorire una ripresa della scuola». Sulla stessa linea italiana sono praticamente Lussemburgo, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Ungheria, Romania e Bulgaria. Anche la Francia, da metà giugno, ha aperto la vaccinazione per gli adolescenti su base volontaria e accompagnati da almeno un genitore. La Spagna, come Estonia e Lituania, ha autorizzato il vaccino dai 12 anni, ma la somministrazione è rimandata a settembre, prima dell'inizio delle scuole. Dalla scorsa settimana in Grecia, i maggiori di 15 anni possono, con il consenso dei genitori, prenotare il vaccino. Il governo di Atene, per incentivare l'immunizzazione nei giovani, da giugno ha previsto un bonus di 150 euro agli under 25 che ricevono almeno una dose. In Svizzera, ai minorenni, non è richiesto il consenso dei genitori per prenotarsi.
Ha scelto una linea più prudente, non senza dissidi, la Germania che raccomanda la vaccinazione dai 12 ai 17 anni, solo per chi abbia particolari rischi di salute (obesità, immunodeficienza congenita o acquisita, insufficienza cardiaca grave, malattie polmonari croniche, tumori, diabete mellito) o sia a contatto con persone poco protette. In Gran Bretagna, dal 19 luglio scorso, il ministero della Salute ha stabilito che il vaccino anti Covid verrà offerto ai ragazzi che hanno più di 12 anni solo se sono estremamente vulnerabili o se vivono con una persona immunodepressa, per proteggere i familiari a rischio. Una scelta di buonsenso che tiene conto del fatto che i bambini si infettano e trasmettono meno il virus, come spiega un report sull'argomento dell'Istituto Mario Negri. Anche per questo, «al momento», si legge nelle conclusioni del documento, «vaccinare i bambini non rappresenta una priorità, a meno che non si diffonda una variante capace di causare gravi malattie anche in loro, per cui la vaccinazione diventerebbe una priorità».
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Il Parlamento conferma il rinvio dell'obbligo per gli adolescenti. Vietati i licenziamenti dei dipendenti non immunizzati. Stop allo stato di crisi a novembre anziché a fine anno.Iniezione agli under 18: sei Paesi la riservano ai pazienti fragili. In altri sette manca ancora il sì delle autorità.Lo speciale contiene due articoli.Le nuove regole del green pass «alla francese» sono una bacchettata del Parlamento sulle mani di Emmanuel Macron. Il legislatore d'Oltralpe Ha preferito ascoltare gli oppositori al lasciapassare, piuttosto che il presidente della Repubblica. Con il suo discorso alla nazione, del 12 luglio scorso, il capo dello Stato francese aveva espresso l'intenzione di punire i propri connazionali contrari alla vaccinazione obbligatoria del personale sanitario e all'estensione del green pass. Poi, però, migliaia di francesi sono scesi in piazza in varie città del Paese contro queste misure. Il capo dello Stato, il premier Jean Castex e vari membri dell'esecutivo hanno cercato di bollare queste proteste come iniziative volute da complottisti e No vax. Ma i vertici dello Stato ignoravano che il profilo dei manifestanti fosse trasversale. In effetti, nelle piazze francesi sono scesi vaccinati, laureati, operai, genitori, pensionati, giovani, gilet gialli, simpatizzanti di vari partiti e - solo marginalmente - dei negazionisti.Tornando alla legge sul green pass adottata dal Parlamento francese nella tarda serata di domenica, questa ha confermato l'obbligo di vaccinazione per operatori sanitari, pompieri e badanti. Dal 15 settembre questi lavoratori potranno subire sanzioni, qualora non fossero in regola con gli obblighi. Le principali novità riguardano invece i giovani tra i 12 e i 17 anni, i dipendenti degli esercizi commerciali e il periodo in cui l'uso del pass sarà obbligatorio. Queste novità si riassumono in tre date. Il 30 agosto scatterà l'obbligo per i dipendenti di bar, ristoranti e più in generale degli esercizi pubblici (per i clienti inizierà il primo agosto, ndr). Il Parlamento ha cancellato il Paragrafo del progetto di legge che prevedeva anche il licenziamento per i lavoratori che si rifiutassero di presentare il giustificativo sanitario. Il 30 settembre, invece, l'obbligo della presentazione del passaporto vaccinale - o di un tampone negativo - sarà esteso agli adolescenti, nelle stesse condizioni previste per gli adulti tranne per accedere alle scuole. Infine, il 15 novembre sarà la data alla quale finiranno lo stato di emergenza sanitaria e anche l'uso del pass. I vertici francesi avrebbero voluto imporre la carta verde, per queste categorie, già dall'inizio del mese di agosto, ma anche prolungare lo stato di crisi fino al 31 dicembre 2021. La nuova legge transalpina sul green pass ha introdotto anche delle regole poco chiare. È stato soppresso l'obbligo della presentazione del Qr code per i centri commerciali, ma è stato esteso ai ristoranti all'aperto. Esperti di diritto del lavoro hanno fatto notare che la soppressione del paragrafo sulle sanzioni ai dipendenti contrari all'obbligo vaccinale potrebbe essere interpretata dai giudici come un'autorizzazione ad applicare la giurisprudenza esistente su altri immunizzanti obbligatori. Intanto, il controllo dell'isolamento di dieci giorni per i positivi viene sottratto alle forze dell'ordine e affidato ai sanitari. Che non hanno i mezzi per effettuarlo.Alla fine, si può dire che Mario Draghi si sia spinto ben oltre di quanto non sia riuscito a fare Macron. Eppure la Costituzione francese attribuisce molti più poteri a lui, rispetto a quelli di cui gode il presidente del Consiglio italiano. Certo, entrambi hanno usato toni belligeranti per condannare i propri concittadini, contrari a eccessive limitazioni delle libertà fondamentali. Ma, almeno per ora, il presidente francese sembra essere venuto a più miti consigli. La palla passa ora al Consiglio costituzionale francese, che si riunirà il 5 agosto.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/green-pass-laula-corregge-macron-2653986060.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="da-berlino-a-londra-mezza-europa-scettica-sulle-iniezioni-agli-under-18" data-post-id="2653986060" data-published-at="1627336470" data-use-pagination="False"> Da Berlino a Londra: mezza Europa scettica sulle iniezioni agli under 18 L'Europa si divide anche sulle modalità di vaccinare gli adolescenti e procede, come d'abitudine, in ordine sparso. Nessun Paese obbliga i genitori a inoculare il vaccino nei minori tra i 12 e 17 anni, ma in 18 nazioni, tra cui l'Italia, è consigliata e incentivata la somministrazione a tappeto. Più prudenti Germania, Belgio, Olanda, Svezia e Finlandia, oltre al Regno Unito, che hanno invece scelto di raccomandare il vaccino anti Covid-19 solo negli under 18 fragili, cioè con patologie che aumentano il rischio di Covid grave. Stanno ancora vagliando la via da prendere l'Irlanda e la Norvegia. Non hanno invece autorizzato la vaccinazione negli adolescenti il Portogallo, la Croazia, il Montenegro, l'Albania, Cipro e l'Ucraina. Dalla scorsa settimana anche Moderna, dopo Pfizer, ha ottenuto l'autorizzazione dell'Agenzia europea del farmaco (Ema) per la somministrazione del vaccino a mRna dai 12 anni. Pfizer però sta già studiando il prodotto nei bambini dai 6 mesi d'età. Lo studio sta valutando la sicurezza, la tollerabilità e l'immunogenicità del vaccino, con un programma di due dosi (a distanza di circa 21 giorni) in tre gruppi: bambini dai 5 agli 11 anni, da 2 ai 5 anni e da 6 mesi a 2 anni. La vaccinazione nei più piccoli però è molto controversa perché nei minori il Covid è praticamente poco più di un raffreddore, se non ci sono già delle patologie pregresse. Intanto, sia Pfizer sia Moderna ampliano gli studi nella fascia 5-11 anni, «su pressione delle autorità federali» americane. I sostenitori della vaccinazione a tappeto, pur ammettendo che il virus Sars-Cov-2 non causa «una patologia grave nella stragrande maggioranza degli infetti sotto i 18 anni», come spiega Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico e presidente del Consiglio superiore di sanità, può, «molto raramente», dare sindromi gravi (ma curabili). La questione per Locatelli (e supporter) è «pensare a prevenire la diffusione del contagio globalmente e favorire una ripresa della scuola». Sulla stessa linea italiana sono praticamente Lussemburgo, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria, Ungheria, Romania e Bulgaria. Anche la Francia, da metà giugno, ha aperto la vaccinazione per gli adolescenti su base volontaria e accompagnati da almeno un genitore. La Spagna, come Estonia e Lituania, ha autorizzato il vaccino dai 12 anni, ma la somministrazione è rimandata a settembre, prima dell'inizio delle scuole. Dalla scorsa settimana in Grecia, i maggiori di 15 anni possono, con il consenso dei genitori, prenotare il vaccino. Il governo di Atene, per incentivare l'immunizzazione nei giovani, da giugno ha previsto un bonus di 150 euro agli under 25 che ricevono almeno una dose. In Svizzera, ai minorenni, non è richiesto il consenso dei genitori per prenotarsi. Ha scelto una linea più prudente, non senza dissidi, la Germania che raccomanda la vaccinazione dai 12 ai 17 anni, solo per chi abbia particolari rischi di salute (obesità, immunodeficienza congenita o acquisita, insufficienza cardiaca grave, malattie polmonari croniche, tumori, diabete mellito) o sia a contatto con persone poco protette. In Gran Bretagna, dal 19 luglio scorso, il ministero della Salute ha stabilito che il vaccino anti Covid verrà offerto ai ragazzi che hanno più di 12 anni solo se sono estremamente vulnerabili o se vivono con una persona immunodepressa, per proteggere i familiari a rischio. Una scelta di buonsenso che tiene conto del fatto che i bambini si infettano e trasmettono meno il virus, come spiega un report sull'argomento dell'Istituto Mario Negri. Anche per questo, «al momento», si legge nelle conclusioni del documento, «vaccinare i bambini non rappresenta una priorità, a meno che non si diffonda una variante capace di causare gravi malattie anche in loro, per cui la vaccinazione diventerebbe una priorità».
Idris Elba (Ansa)
Il naso lungo e dritto scendeva fino a un labbro superiore corto, sotto il quale c’era una bocca larga e finemente disegnata ma crudele. La linea della mascella era dritta e ferma». Così Ian Fleming descrive James Bond in Dalla Russia con amore. È la prima volta che appare, così nel dettaglio, il viso di 007. Un uomo qualunque, tanto che lo scrittore britannico aveva deciso di battezzarlo con il nome di un ornitologo. Non appariscente, quindi. Un uomo con un volto e un fisico normali. Che passa inosservato, o quasi, come si conviene a un agente segreto. Più simile al primo attore che lo ha impersonificato, Sean Connery, che all’ultimo, Daniel Craig.
Ma adesso che anche Craig è uscito di scena, chi lo sostituirà? Qualcuno ha proposto una donna, del resto già intravista in No time to die. «È solo un numero», risponde Lashana Lynch a un esterrefatto Craig dopo che quest’ultimo è venuto a sapere che non è più lui 007, ma lei. Qualcun altro, invece, ha fatto il nome di un attore afro, Idris Elba, il quale però ha messo le cose in chiaro in un’intervista concessa a Gq: «Bond è talmente irreale che un pizzico di realismo ci sta bene, ma non cerchiamo di renderlo politicamente corretto. Credo che si debba rimanere fedeli alla propria essenza. Non bisogna cercare di assecondare i gusti del pubblico. Bisogna essere semplicemente Bond».
Non ci sarà quindi, almeno secondo Elba, alcun 007 afro. E neppure politicamente corretto. Anche perché non avrebbe senso. Il personaggio inventato da Fleming, infatti, è un bianco squisitamente britannico. Un uomo disposto a rischiare la pelle per la regina e per quel che resta dell’impero britannico. E il cui profilo, già nei primi film, è stato parecchio ammorbidito. Su Bond, infatti, Fleming ha riversato tutto sé stesso. Le proprie paure, le proprie passioni. E pure le proprie perversioni. Nei libri è addirittura un sadico, proprio come il suo inventore. Indossa vestiti su misura, realizzati dai migliori sarti di Londra. Beve il Vesper Martini in onore della donna che ha amato, Vesper Lynd appunto, e che gli è stata strappata («la puttana è morta», dirà alla fine di Casinò royale, mentre invece stava morendo dentro lui). Nei romanzi si parla di cocktail e di buon vino, ma non si fa mai riferimento alla birra, che pure appare in uno degli ultimi film, il già citato No time to die, ma solo per una questione di pubblicità (povero James, costretto a sorseggiare con la bottiglia verde in bella vista pur di campare). C’è tanto caviale su pane tostato e ideali ormai vecchi e sepolti. C’è un uomo che è ben lontano dalla figura del super eroe che emerge dai film. Soffre di accidia, si abbatte ed è ferito più volte. Viene addirittura spedito in un centro per disintossicarsi di tutto il cibo e i drink che ha nel corpo ed è costretto a bere strani intrugli dietetici. E infine, dopo essersi innamorato, pensa addirittura di smettere di fare l’agente segreto. Bond è tutto questo. Un personaggio della letteratura inglese del Dopoguerra. E ne conserva i dolori e le speranze. È figlio dei bombardamenti su Londra e della noia di Fleming, l’uomo che voleva essere James Bond.
Sbagliava il personaggio della Lynch a dire, in No time to die, che 007 è solo un numero. È un pezzo di storia britannica. Un brandello di Union Jack che si ostina a resistere, anche se rovinato dal tempo.
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Franco Prodi (Imagoeconomica)
Oppure quando, per fronteggiare alcune crisi degli anni Settanta, nonché l’abbandono del nucleare, si costruirono alcune centrali a policombustibile che, con semplici modifiche ai bruciatori, avrebbero potuto generare elettricità da questo o quel combustibile (gas naturale, petrolio, carbone), a seconda della convenienza, e poi, arrivò la sinistra e dispose ogni impedimento per l’uso del carbone? Scelte scriteriate che ogni tanto si fanno a casa nostra, direte. D’accordo sullo «scriteriate», un po’ meno su «ogni tanto», ché l’elenco è ben lungo. Ecco un altro esempio fresco di questi giorni: per misteriosi motivi la Regione Puglia sta smantellando un modernissimo sistema di radar che avrebbe giovato al monitoraggio degli eventi meteorologici. Il che è tanto più misterioso, posto che quelli che stanno commettendo il delitto sono gli stessi che piangono perché non si fa abbastanza per contrastare quegli eventi. Quei radar li aveva predisposti il professor Franco Prodi.
Professor Prodi, alla Regione Puglia stanno rottamando alcuni radar di avanzato livello tecnologico che lei stesso aveva voluto. È così?
«Sì, è così. La fisica dell’Atmosfera è centrale nel sistema clima, ma studia anche il meteo e i sistemi di precipitazione. Lo strumento principale della ricerca sperimentale è il radar meteorologico. Era il 2010 quando preparavo un progetto in risposta ad un bando della Regione Puglia su fondi europei. Il progetto si chiamava “Rivona. Rischi per il volo e nowcasting aeroportuale”, e risultò vincitore del bando. Tra il 2012 e il 2014, realizzammo quanto il progetto prometteva: installazione di due radar meteorologici di avanzate caratteristiche, collocati a distanza ottimale dall’aeroporto di Brindisi (a Torchiarolo e a Mesagne), su direzioni a 90 gradi fra loro, multiparametrici, Doppler e sincronizzabili».
Cosa ci facevate con quei radar?
«Per esempio, col radar basato in Torchiarolo studiammo i temporali e i sistemi precipitanti, e presentammo interessanti risultati alle conferenze di radarmeteorologia a Breckenridge (Colorado) e a Norman (Oklahoma)».
Per quanto tempo sono stati utilizzati?
«Non per molto. Per ragioni misteriose, sebbene fino al 2010 io avessi diretto l’Isac (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima) del Cnr, decisero di assegnare quelle apparecchiature radar ai ricercatori della sezione di Roma dell’Isac, fino ad allora totalmente estranei al progetto stesso. Purtroppo, questi si rivelarono presto incapaci di gestire quelle strumentazioni - e non posso dargliene una colpa, visto che non l’avevano progettato loro - tanto che dalla data del loro coinvolgimento dal radar di Torchiarolo non uscì più alcuna immagine».
E l’altro radar, quello di Mesagne?
«Sebbene noi lo avessimo consegnato completato, esso non fu mai neanche attivato, per la stessa ragione per la quale l’altro fu messo da parte».
Le conseguenze?
«Anche se il mio gruppo aveva disegnato specificatamente il progetto per la sicurezza dei voli, quei radar e i metodi della radarmeteorologia avrebbero avuto ricadute benefiche importanti in tutti gli altri settori, nella gestione dei rischi meteorologici (alluvioni, temporali distruttivi e grandine), in agricoltura per l’irrigazione, nella gestione dei bacini idroelettrici, nel traffico terrestre, marittimo e ferroviario».
E oggi cosa sta succedendo?
«Un fatto gravissimo. Utilizzando fondi del Pnrr, la Regione Puglia, attraverso la cessione in comodato dell’area di Torchiarolo, sta consentendo l’installazione, da parte della Protezione civile regionale, di un radar di caratteristiche inferiori al radar esistente. Sembrerebbe per restare nei tempi di scadenza (fine giugno) previsti per l’utilizzo di quei fondi Pnrr. In pratica, pur di spendere denaro pubblico disponibile, si sta ignorando che attrezzatura migliore di quella che si vorrebbe installare nuova esiste già».
Ma non avrebbero potuto installare il nuovo radar in altra zona e continuare a beneficiare di quelli più avanzati che esistono già?
«Esatto. Il radar della Protezione civile potrebbe tuttora essere installato in altra località. Una adatta potrebbe essere Grottaglie: la Regione avrebbe tre radar e non commetterebbe il delitto di rottamarne due che sono di grande valore tecnico-scientifico».
Da quel che capisco, chi li ha avuti in carico non sembra sappia usarli. Ma i proprietari dei radar avanzati non hanno battuto ciglio?
«Il proprietario è il Cnr, ma a quanto pare la direzione Isac-Cnr ha preferito subire l’umiliazione. Ed è un’umiliazione alla scienza in generale, cosa cui ormai siamo abituati da quando i decisori politici, soprattutto quelli locali brillano di insipienza. Pensi che hanno venduto la cosa all’opinione pubblica come un miglioramento del progetto che stanno smantellando».
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Ecco #DimmiLaVerità del 10 giugno 2026. La capogruppo di Fdi in Commissione Covid Alice Buonguerrieri rivela gli ultimi clamorosi sviluppi emersi dalle audizioni.