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Fioramonti lancia la crociata verde: «Obbligo di lezioni sul clima a scuola»

Fioramonti lancia la crociata verde: «Obbligo di lezioni sul clima a scuola»
Ansa
Il ministro M5s dell'Istruzione Lorenzo Fioramonti sfodera la nuova priorità del sistema italiano: un'ora a settimana in tutti gli istituti pubblici per imporre i temi ambientalisti. Chi insegna? Cosa dice? Al posto di quali materie?
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Rivolta contro i giudici. «Giù le mani dai bambini»
Ansa
Se avessero coraggio, oggi sarebbero in piazza per Catherine, allontanata dalla prole non da maschi feroci ma da altre donne. Ed è tempo anche di una presa di posizione forte da parte delle gerarchie ecclesiastiche.

Nel mare di retorica che sentiremo oggi in occasione della Festa della donna, sarebbe di conforto udire - tra le tante banalità - anche qualche parola un filo coraggiosa su una fetta di popolazione che è realmente discriminata e i cui diritti sono regolarmente calpestati. Sono le madri a cui lo Stato italiano toglie i figli, talvolta con l’uso della forza bruta talaltra con mezzi più subdoli.

E qui non c’entrano la mascolinità tossica e il patriarcato che vengono costantemente evocati quali mali profondi della nostra società. No, semmai qui c’entra uno Stato che - come tante istituzioni contemporanee - punta a farsi unica, grande madre pretendendo di educare i figli-cittadini in nome di un bene superiore noto a esso soltanto. Si separano madri e figli con la scusa del «superiore interesse del minore», cioè si sostiene che sia meglio per un bambino uniformarsi alle indicazioni di esperti di varia natura, della società di medicina e psicologia e delle organizzazioni internazionali piuttosto che essere amato ed educato dai suoi genitori, per quanto imperfetti possano essere.

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Siamo al bivio: democrazia oppure magistratocrazia
iStock

Il 22 e 23 marzo gli italiani non decideranno solo se mantenere in vita oppure no la riforma Nordio. E nemmeno voteranno per mostrare o meno il gradimento verso il governo Meloni. No, il referendum servirà soprattutto a stabilire se l’Italia è ancora una repubblica democratica oppure se si avvia a diventare una repubblica giudiziaria. Boom. Lo so che qualcuno penserà che io l’abbia sparata grossa. Tuttavia, penso che la mia non sia un’esagerazione e vi spiego perché. Mai si era vista, neppure ai tempi di «Resistere, resistere, resistere», slogan coniato dal procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario nel 2002, una tale mobilitazione del partito dei giudici. Mai avevo avuto la percezione così netta di un ordine dello Stato che si oppone a una riforma dello Stato. Il partito della magistratura, che per giunta non rappresenta tutta la magistratura ma soltanto la sua parte più estrema e radicale, si è messo alla testa di un movimento politico, radunando attorno a sé politici e professionisti, tra i quali una parte dell’avvocatura. Non sono il Pd o i 5 stelle a guidare l’opposizione alla riforma e al governo: è l’Anm, il sindacato delle toghe.

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Ravenna Festival: Francesco, Dante e l’appello di Muti a tutti i cori d’Italia
L’1 e 2 giugno torna «Cantare amantis est». Jazz di lusso con Bollani, Rava e Metheny.

C’è un filo che parte da San Francesco e arriva a Giotto. E ce n’è un altro, più lungo, che dagli affreschi dedicati al Poverello d’Assisi nella Basilica di Santa Croce a Firenze raggiunge un protagonista della musica del Novecento come Paul Hindemith, il compositore tedesco che generò Nobilissima visione, «leggenda danzata» in sei quadri ispirata proprio da quella meraviglia. Ma ne esistono molti altri, infiniti. E forse non sono fili, ma raggi di luce. A suggerirlo è il genio di Dante, al quale bastano cinque parole, nell’undicesimo Canto del Paradiso, per descrivere l’impatto dell’alter Christus nella storia: «Nacque al mondo un sole». Da questo verso potentissimo riparte il Ravenna Festival, giunto alla sua trentasettesima edizione, che si aprirà il 21 maggio con il concerto di Anne-Sophie Mutter e della Royal Philharmonic Orchestra, diretta da Vasily Petrenko, proseguendo fino all’11 luglio con il coinvolgimento di oltre 1.000 artisti.

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La sinistra sfrutta l’allontanamento per attaccare e insultare la Meloni
Carlo Nordio (Ansa)
La Lega chiede a Carlo Nordio un’ispezione. RIccardo Magi delira: «Intimidazione da Palazzo Chigi».

Con una decisione a sorpresa, proprio nel giorno in cui sarebbero dovute iniziare le perizie psicologiche sui bambini, il Tribunale dei minori dell’Aquila ha disposto l’allontanamento della mamma dai «bimbi del bosco» e il contestuale trasferimento dei minori dalla casa famiglia in cui sono ospitati da quattro mesi.

Una decisione che ha scatenato una ridda di polemiche e il duro commento anche di Giorgia Meloni che ha attaccato i giudici. I figli «non sono dello Stato», ha scritto l’altro giorno sui social il premier, ma «delle mamme e dei papà e una magistratura che pretenda di sostituirsi a loro ha dimenticato i suoi limiti. Dove sarebbe il superiore interesse del minore, quando dei bambini vengono allontanati dal padre, poi dalla madre, per stare mesi e mesi in casa famiglia, sempre più soli, perché i giudici non condividono lo stile di vita della famiglia?».

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