«Sui bimbi del bosco ci sono i segni dell’allontanamento della mamma»

«Ho visto tre bambini fortemente sofferenti. In loro non c’è più nulla della solarità che ricordavo, ho faticato a riconoscerli». L’avvocato Danila Solinas, rappresentante legale della famiglia Trevallion, fatica a descrivere la tristezza, la rigidità dei fratellini da mesi tenuti lontani da casa.
Ieri sono stati sottoposti a test psicologici da parte di Valentina Garrapetta, assistente della consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli, per valutare lo sviluppo cognitivo e psico-affettivo, «le figure di riferimento riconosciute dagli stessi minori e i modelli di identificazione sviluppati».
Strappati dalla famiglia lo scorso 20 novembre, dal 6 marzo privati pure della presenza della madre nella casa famiglia di Vasto, possiamo immaginare quale quadro di sofferenza avranno offerto, per di più in un luogo «non neutro» qual è la struttura dove sono confinati. L’avvocato Solinas non era presente all’incontro, dal quale erano esclusi pure i genitori, ma ha potuto vedere i bambini prima e dopo i test. «Non mi sono mai permessa di esprimere un commento su minori, ma oggi dico con grande onestà che credo che portino addosso i segni dell’istituzionalizzazione e dell’allontanamento della madre», dichiara molto preoccupata alla Verità.
«Esprimo molte perplessità sulla perizia e sulla sua qualità nella componente “testologica”, ovviamente dettaglieremo tutto questo nelle sedi opportune», afferma lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia assieme alla psicologa e psicoterapeuta Martina Aiello. Il professore non può sbilanciarsi prima di aver letto la relazione della psichiatra Ceccoli, la cui bozza sarà depositata alla fine d’aprile. Poi ci saranno i tempi per le osservazioni dei consulenti di parte e le relative risposte da parte della Ctu, infine verrà depositata la relazione definitiva. Un’attesa lunghissima, mentre i bimbi stanno sempre peggio.
Ceccoli deve fornire i risultati dell’indagine condotta sui genitori e i bimbi del bosco, con le valutazioni finali sulle caratteristiche psichiche di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham quanto a capacità e responsabilità genitoriale, indicando in caso di parere favorevole «il percorso educativo che i genitori dovranno allo scopo intraprendere», secondo quanto richiesto dal Tribunale dell’Aquila.
Sull’atteggiamento apertamente ostile dei servizi sociali nei confronti della mamma dei bambini, Cantelmi aggiunge: «Purtroppo debbo registrare lo sconforto di Catherine, alla quale continuano ad essere attribuite intenzioni che non ha. L’accusa di utilizzare in modo strumentale i propri figli, addirittura a fini commerciali, oltre che essere un’opinione di nessun rilievo tecnico, non può che essere vissuta come un insulto e dimostra poca conoscenza della sua personalità. Oggi Catherine paga il prezzo di una ostilità da parte del sistema».
Il 21 aprile, la Corte d’appello si esprimerà sul reclamo presentato dalla famiglia contro l’ordinanza di allontanamento della mamma, dello scorso 6 marzo, e per il ricongiungimento del nucleo familiare. «Ad oggi tutti i problemi che erano posti nel primo provvedimento del tribunale sono risolti in modo documentale, dalla casa alla scolarizzazione», sottolinea Solinas. La sospensione genitoriale non ha più motivazioni, se mai avesse avuto un fondamento.
Intanto, dovrebbero essere concluse le ispezioni avviate dal ministero della Giustizia e a breve ci potrebbero essere importanti «novità», come ha anticipato il vicepremier Matteo Salvini ospite di Milo Infante a Ore 14 sera.















