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2021-09-09
Esperti e politici: la lezione di Hollywood e le differenze con l’era Covid
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Getty Images
Si potrebbe ben dire, anzi, che l'espertocrazia che si è installata grazie al Covid non abbia fatto altro che «imparare la lezione» di Hollywood, che da anni ci ammonisce sull'importanza di dare ascolto agli allarmi lanciati «da chi sa». C'è, addirittura, una sorta di canovaccio usurato e applicato alle diverse sceneggiature in modi sempre uguali. Innanzitutto, c'è una minaccia terribile ma, all'inizio, non visibile a tutti. C'è poi colui che «l'aveva detto», che ha capito per primo, in genere uno scienziato solitario, spesso con un carattere border line. C'è, infine, l'establishment politico, militare o economico che sottovaluta il pericolo per biechi calcoli materiali.
Pensiamo ad alcuni grandi successi al bottegghino. Ad esempio Lo squalo: qui è il capo della polizia dell'isola di Amity, Martin Brody (Roy Scheider) a capire per primo che nelle sue acque si muove un terribile predatore assetato di sangue. Ed è sempre lui a farsi promotore di una linea che oggi chiameremmo «chiusurista»: bloccare l'accesso alle spiagge oggi per fare il bagno in sicurezza domani. Il sindaco Larry Vaughn, tuttavia, teme che azioni troppo drastiche possano rovinare la stagione turistica e si rifiuta di dare importanza all'allarme squalo. Sarà, come sappiamo, una pessima scelta.
In Jurrasic Park è il personaggio di Ian Malcolm (presente nel primo, nel secondo, nel quinto e nel sesto film della saga e interpretato da Jeff Goldblum) a rappresentare la «voce della saggezza», invitando l'eccentrico miliardario John Hammond a non giocare a fare Dio con i suoi esperimenti genetici e i suoi folli parchi di divertimento: «Dio crea i dinosauri, Dio distrugge i dinosauri, Dio crea l'uomo, l'uomo distrugge Dio, l'uomo crea i dinosauri». Anche in questo caso, il capitalista abbagliato dalla possibilità di incredibili incassi non ascolta la Cassandra di turno, anche in questo finirà con brandelli di corpi umani sparsi per la pellicola. Curiosamente, lo stesso Goldblum si ritroverà a interpretare un ruolo simile in Indipendence day, dove sarà il dottor David Levinson, ovvero colui che capirà come sconfiggere gli invasori alieni, non prima di essersi scontrato con il cinico e miope segretario alla Difesa Albert Nimzicky.
Nel film ecocatastrofista The day after tomorrow, la parte del saggio inascoltato sarà ricoperta dal paleoclimatologo Jack Hall (Dennis Quaid), primo a lanciare l'allarme su una possibile nuova era glaciale alle porte. Stavolta sarà il vicepresidente degli Stati Uniti a snobbarlo, affermando che l'economia non è abbastanza florida per indirizzare la politica di governo sul cambiamento climatico (curiosamente, è sempre lo staff del presidente a incarnare la politica miope, quasi mai il boss in persona, il che è tipico della mentalità americana, che denuncia la corruzione dell'istituzione, non l'istituzione in sé).
A margine: l'esperto outsider ha spesso un carattere difficile e una vita personale incasinata, non di rado con una ex fiamma passata dalla parte dell'establishment, salvo poi tornare sui suoi passi nel corso del film. Meccanismo interessante: l'esperto inascoltato è «sexy», anche se irregolare. La bella di turno lo abbandona per trovare la sicurezza nel mondo delle istituzioni, dove c'è stabilità e ordine, salvo poi capire che si tratta di una solidità solo apparente. Tutto contribuisce ad ammantare l'esperto di un'aura anticonformista e affascinante.
La realtà emersa con il Covid, tuttavia, ci ha mostrato dinamiche del tutto diverse. L'idea di un mondo politico-economico-militare compattamente schierato a difesa di interessi miopi contrapposto a una scienza libera, coraggiosa e indipendente è per esempio naufragata sugli scogli dei molteplici intrecci incestuosi tra la ricerca e le suddette istituzioni: virologi consulenti dei ministri, medici che ricevono fior di finanziamenti delle case farmaceutiche etc. Nei film, inoltre, i politici peccano sempre per eccesso di ottimismo. Il Covid ci ha però insegnato che si possono fare altrettanti danni peccando per eccesso di prudenza (del resto nei kolossal americani non ci sono mai le associazioni di consumatori che minacciano esposti). Per non parlare del fatto che, anche iconicamente, gli esperti dell'era Covid si sono per lo più presentati come grigissimi burocrati ospedalieri, mai come scapigliati genialoidi. Anche se, alla fine, qualche virologo sulle riviste di gossip in posa ci è finito lo stesso. Ma questa è un'altra storia...
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Un immane pericolo, gli esperti che sanno come combatterlo, delle decisioni politiche da prendere: l'intrigo di ruoli, circostanze e responsabilità che abbiamo visto aggrovigliarsi in seguito alla pandemia è in realtà un grande classico del cataftrofismo letterario e cinematografico.Si potrebbe ben dire, anzi, che l'espertocrazia che si è installata grazie al Covid non abbia fatto altro che «imparare la lezione» di Hollywood, che da anni ci ammonisce sull'importanza di dare ascolto agli allarmi lanciati «da chi sa». C'è, addirittura, una sorta di canovaccio usurato e applicato alle diverse sceneggiature in modi sempre uguali. Innanzitutto, c'è una minaccia terribile ma, all'inizio, non visibile a tutti. C'è poi colui che «l'aveva detto», che ha capito per primo, in genere uno scienziato solitario, spesso con un carattere border line. C'è, infine, l'establishment politico, militare o economico che sottovaluta il pericolo per biechi calcoli materiali. Pensiamo ad alcuni grandi successi al bottegghino. Ad esempio Lo squalo: qui è il capo della polizia dell'isola di Amity, Martin Brody (Roy Scheider) a capire per primo che nelle sue acque si muove un terribile predatore assetato di sangue. Ed è sempre lui a farsi promotore di una linea che oggi chiameremmo «chiusurista»: bloccare l'accesso alle spiagge oggi per fare il bagno in sicurezza domani. Il sindaco Larry Vaughn, tuttavia, teme che azioni troppo drastiche possano rovinare la stagione turistica e si rifiuta di dare importanza all'allarme squalo. Sarà, come sappiamo, una pessima scelta. In Jurrasic Park è il personaggio di Ian Malcolm (presente nel primo, nel secondo, nel quinto e nel sesto film della saga e interpretato da Jeff Goldblum) a rappresentare la «voce della saggezza», invitando l'eccentrico miliardario John Hammond a non giocare a fare Dio con i suoi esperimenti genetici e i suoi folli parchi di divertimento: «Dio crea i dinosauri, Dio distrugge i dinosauri, Dio crea l'uomo, l'uomo distrugge Dio, l'uomo crea i dinosauri». Anche in questo caso, il capitalista abbagliato dalla possibilità di incredibili incassi non ascolta la Cassandra di turno, anche in questo finirà con brandelli di corpi umani sparsi per la pellicola. Curiosamente, lo stesso Goldblum si ritroverà a interpretare un ruolo simile in Indipendence day, dove sarà il dottor David Levinson, ovvero colui che capirà come sconfiggere gli invasori alieni, non prima di essersi scontrato con il cinico e miope segretario alla Difesa Albert Nimzicky. Nel film ecocatastrofista The day after tomorrow, la parte del saggio inascoltato sarà ricoperta dal paleoclimatologo Jack Hall (Dennis Quaid), primo a lanciare l'allarme su una possibile nuova era glaciale alle porte. Stavolta sarà il vicepresidente degli Stati Uniti a snobbarlo, affermando che l'economia non è abbastanza florida per indirizzare la politica di governo sul cambiamento climatico (curiosamente, è sempre lo staff del presidente a incarnare la politica miope, quasi mai il boss in persona, il che è tipico della mentalità americana, che denuncia la corruzione dell'istituzione, non l'istituzione in sé). A margine: l'esperto outsider ha spesso un carattere difficile e una vita personale incasinata, non di rado con una ex fiamma passata dalla parte dell'establishment, salvo poi tornare sui suoi passi nel corso del film. Meccanismo interessante: l'esperto inascoltato è «sexy», anche se irregolare. La bella di turno lo abbandona per trovare la sicurezza nel mondo delle istituzioni, dove c'è stabilità e ordine, salvo poi capire che si tratta di una solidità solo apparente. Tutto contribuisce ad ammantare l'esperto di un'aura anticonformista e affascinante. La realtà emersa con il Covid, tuttavia, ci ha mostrato dinamiche del tutto diverse. L'idea di un mondo politico-economico-militare compattamente schierato a difesa di interessi miopi contrapposto a una scienza libera, coraggiosa e indipendente è per esempio naufragata sugli scogli dei molteplici intrecci incestuosi tra la ricerca e le suddette istituzioni: virologi consulenti dei ministri, medici che ricevono fior di finanziamenti delle case farmaceutiche etc. Nei film, inoltre, i politici peccano sempre per eccesso di ottimismo. Il Covid ci ha però insegnato che si possono fare altrettanti danni peccando per eccesso di prudenza (del resto nei kolossal americani non ci sono mai le associazioni di consumatori che minacciano esposti). Per non parlare del fatto che, anche iconicamente, gli esperti dell'era Covid si sono per lo più presentati come grigissimi burocrati ospedalieri, mai come scapigliati genialoidi. Anche se, alla fine, qualche virologo sulle riviste di gossip in posa ci è finito lo stesso. Ma questa è un'altra storia...
In occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali che ricorre ogni 17 gennaio, oltre alla versione in italiano, il numero 3660 – in edicola (e su Panini.it) da mercoledì 14 gennaio – è disponibile in Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d'Aosta in 4 versioni speciali, con la storia Paperino lucidatore a domicilio, scritta da Vito Stabile per i disegni di Francesco D'Ippolito, tradotta in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano. Le copie con la storia in dialetto saranno distribuite unicamente nelle edicole della zona regionale di competenza linguistica, mentre nelle altre regioni verrà distribuita la versione in italiano. Sarà però possibile trovare tutte le versioni in fumetteria, su Panini.it, e dal proprio edicolante su Primaedicola.it.
Per declinare Paperino lucidatore a domicilio in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano, Panini Comics si è avvalsa nuovamente della collaborazione di Riccardo Regis – Professore ordinario di Linguistica italiana dell'Università degli Studi di Torino, esperto di dialettologia italiana – che ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Stefano Lusito (genovese), Michele Cosentino (catanzarese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).
«Quando un anno fa varammo l' “Operazione dialetti“ non avevamo la minima idea di quello che sarebbe accaduto. Eravamo partiti dal semplice proposito di valorizzare su Topolino la straordinaria varietà linguistica del nostro Paese. La complessità dell'impresa spaventava. Abbiamo lavorato per mesi dietro le quinte e chiesto supporto ad alcuni tra i più riconosciuti esperti in materia. Il successo è stato debordante. Siamo stati assediati dalle richieste di chi non era riuscito ad accaparrarsi la propria copia. Siamo dovuti correre ai ripari andando in ristampa. L'iniziativa è diventata un esempio concreto e paradigmatico di come a volte il fumetto e la cultura pop in genere, col loro linguaggio diretto e immediato e la loro facilità di dialogare coi giovani possano diventare importanti vettori di trasmissione del nostro patrimonio culturale», racconta il direttore editoriale di Topolino Alex Bertani.
La versione valdostana di Paperino lucidatore a domicilio (Disney)
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L’attivista Eva Vlaardingerbroek racconta il bando imposto dal governo Starmer, denuncia la repressione della libertà di espressione e avverte l’Europa: immigrazione, sicurezza e controllo statale stanno cambiando il volto delle nostre democrazie.