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Horror o ispirate alle serie tv: in Italia ci sono 500 escape room

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  • Nel mondo hanno superato abbondantemente le 10.000 unità. Nate dieci anni fa un un'intuizione del giapponese Takao Kato oggi sono uno dei giochi di gruppo più apprezzati. Nel 2017 ogni stanza ha fatturato una media di 230.000 euro all'anno.
  • Nove mesi per rinascere: l'idea di Mad Machines stravolge i giochi a Milano. Con l'aiuto degli artisti dei carri del carnevale di Viareggio, Antonio e Giulia hanno creato l'unica stanza al mondo che permette di rivivere la propria nascita. Concepimento incluso.
  • Cento minuti per sconfiggere Moriarty e diventare il nuovo Sherlock Holmes. A Londra spopola l'escape room creata da Steven Moffat e ispirata alle avventure del detective interpretato da Benedict Cumberbatch.

Lo speciale comprende tre articoli, una gallery fotografica e un'infografica con le sale più ricercate nel nostro Paese.

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Da Napoli a Milano, le toghe si levano la maschera e intonano cori contro il premier. Imparato, collega per il Sì, presa di mira.

Per tutta la durata della campagna referendaria hanno continuato a ripetere che l’Associazione nazionale magistrati era un soggetto indipendente. Ma già alla diffusione dei primi dati, con il No che avanzava inesorabile, sono scattati i festeggiamenti in stile quartier generale elettorale per le elezioni politiche. Due le sezioni più accese: Napoli e Milano.

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Lucio Malan: «La guerra non ci ha favoriti»
Lucio Malan (Imagoeconomica)
Il presidente dei senatori di Fdi: «Il popolo ha deciso. Alla sinistra non basterà per vincere le elezioni. La necessità di riforme rimane, a partire dalla legge elettorale».

Lucio Malan, da presidente dei senatori di Fdi si aspettava un risultato del genere?

«Speravo in un risultato diverso ma ne prendiamo atto. Il popolo italiano ha deciso».

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Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 24 marzo con Francesco Borgonovo

Netanyahu (per ora) si accoda a Trump: «La pace tutelerà i nostri interessi»
Benjamin Netanyahu (Ansa)
Tel Aviv sconta i buchi nelle difese. Netanyahu sente anche Vance sui negoziati e avverte: «Intanto andiamo avanti a bombardare». Il suo scopo è trasformare il Paese in hub energetico. L’Egitto già gli fa concorrenza.

Non si sa ancora se la pace sia a portata di mano o se sia un bluff di Donald Trump «per manipolare i mercati», come sostiene il suo presunto interlocutore, Esmaeil Baqaei, presidente del Parlamento iraniano. La testata israeliana Ynet news, ieri, affermava che Washington si darebbe 21 giorni per ulteriori incursioni militari e per negoziare con il nemico: la guerra dovrebbe finire il 9 aprile.

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