Mototerapia per bimbi ricoverati? La farmacologa: no, è «antiscienza»

Che qualsiasi dibattito venga ridotto a scontro tra Scienziati da una parte, e bifolchi dall’altra, è una tendenza a cui siamo stati abituati dallo scoppio della pandemia. La Scienza è un dogma, ogni minimo scostamento è eresia. Da condannare in pubblica piazza.
Ma il livello della contrapposizione, in questi giorni, ha raggiunto livelli grotteschi. A testimoniarlo è Elena Cattaneo, senatrice a vita nominata nel 2013 da Giorgio Napolitano e celebre farmacologa, nota per i suoi studi sulle cellule staminali. La senatrice è afflitta. Costernata. Come raccontava ieri in un editoriale sulla Stampa, e la sera prima a Piazzapulita, su La7. Il presentatore, partendo dalla nomina al ministero della Salute negli Usa del «no vax e cospirazionista» Robert F. Kennedy Jr, gli alza la palla: «Senatrice, in Italia il governo è amico della scienza e degli scienziati?», le chiede. Un brutto giorno per fare tale domanda alla professoressa. Mercoledì scorso, infatti, è stato approvato dal Senato il ddl (a firma del deputato della Lega Massimiliano Panizzut) che riconosce come terapia complementare la «mototerapia». Di che si tratta? Semplice: portare le moto nei corridoi dei reparti pediatrici, farci salire i piccoli pazienti, insieme agli adulti, per regalare ai bimbi ricoverati qualche ora di svago e allegria. Come accade con la clownterapia, la pet therapy o l’ippoterapia, esistenti da decenni e mai contestati.
La mototerapia è stata ideata nel 2009 dal campione di motocross Vanni Oddera, che nel 2014 è riuscito per la prima volta a portare una moto da cross in un reparto pediatrico. Ma è stata l’approvazione del ddl a firma leghista a scatenare all’improvviso lo sgomento della comunità scientifica, (e dell’opposizione). Racconta crucciata la Cattaneo a La7: «Sono reduce di un dibattito al Senato che mi ha molto colpito e amareggiato poiché surreale (nientemeno, nda), che ha avuto come esito l’approvazione di un ddl sulla mototerapia negli ospedali per i percorsi di cura per bambini oncologici o con malattie del neurosviluppo». La senatrice, sconfortata, specifica cosa prevede la legge: «La possibilità che facciano delle sessioni mensili, una volta al mese, di attività su una moto. Ovvio che si tratta di attività ludiche, ricreative, ma non c’entra nulla con le cure. Io l’ho detto ai miei colleghi in Senato, questi son passi falsi clamorosi, non c’è nessuna evidenza scientifica, è una legge spot». Stesso concetto vergato sulla Stampa, in un articolo dall’eloquente titolo «Il via libera alla mototerapia dagli anti-scienza al potere». La senatrice arriva addirittura a suggerire che il ddl «assolve a necessità di consenso o di premialità verso alcuni contesti o associazioni». Un «favore» a qualcuno insomma. Ci permettiamo umilmente di chiedere alla senatrice: a chi? Alla lobby delle moto da cross? Ai bambini costretti a rimanere ricoverati in ospedale, anche con malattie gravi, talvolta fatali?
Senza entrare nel merito della «scientificità» della pratica, non si capisce il motivo di tale accanimento verso qualcosa che può contribuire al benessere psicologico dei pazienti pediatrici. Il via libera al ddl è stato addirittura definito dalla Cattaneo «una nuova imbarazzante pagina della legislazione antiscientifica di questa legislatura, come ce ne sono già state altre». E qui dobbiamo darle ragione: di legislazioni antiscientifiche se ne son viste parecchie negli ultimi anni, specie quelle riguardanti lockdown, obbligo di mascherine, vaccinazioni coatte e green pass per poter lavorare. Leggi e dpcm che alla Cattaneo, fervente sostenitrice della vaccinazione di massa anti Covid (e contraria all’istituzione della commissione d’inchiesta) non hanno procurato lo stesso scoramento del ddl sulla mototerapia nei reparti pediatrici.
«Ognuno è ovviamente libero di dire la sua, ma non capisco perché sporcare una cosa così bella, che facciamo da tanti anni, andando a colpire migliaia di famiglie», commenta alla Verità Vanni Oddera, stupito dalle forti critiche, «sarebbe bello che prima di parlare, persino di favoritismi, le persone venissero a vedere cosa facciamo. Ho sentito intervenire qualcuno in Senato sulla mototerapia che non sapeva nemmeno di cosa stava parlando».
Sul carro delle critiche, comunque, è salito anche il Pd: «La maggioranza taglia risorse alla sanità pubblica ma trova il tempo per approvare norme su teorie che rasentano la magia», dice il dem Francesco Boccia, il quale, forse, non ha trovato il tempo di calcolare i fondi tagliati alla sanità dai governi precedenti.






