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E Arcuri si piglia pure la bontà

L'uomo del pasticcio dei banchi adesso gestisce anche il tesoro delle donazioni degli italiani alla Protezione civile. E lo spende senza controlli.
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La commissione antimafia conferma: il bersaglio degli spioni era la Lega
Federico Cafiero de Raho, ex capo della Dna (Imagoeconomica). Nel riquadro l'ex finanziere Pasquale Striano
La relazione dei parlamentari attesta quanto documentato dalla «Verità»: dietro le attività illecite di Striano c’era un disegno preciso. Di 57 pezzi del «Domani» contenenti informazioni riservate, 27 erano anti Carroccio.

Le conclusioni della commissione parlamentare antimafia smontano ogni lettura rassicurante del caso Striano: non fu l’azione isolata di un singolo funzionario, ma il prodotto di un sistema segnato da controlli deboli, omissioni tollerate e responsabilità diluite che avrebbe consentito un uso privatistico delle banche dati dello Stato. È questo il contesto che la relazione delinea prima ancora di entrare nei singoli episodi.

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Elkann fugge dai giornalisti di «Rep»
John Elkann (Imagoeconomica). Nel riquadro la protesta dei giornalisti di Repubblica fuori dalla festa
John entra dal retro e poi scappa in macchina dalla festa per i 50 anni del quotidiano, dove ieri ha partecipato anche Mattarella. All’esterno la contestazione dei lavoratori.

«Elkann non è la tua festa. La Repubblica siamo noi». La mostra dei 50 anni di Repubblica inaugurata ieri all’ex Mattatoio si è trasformata in occasione di protesta per il comitato di redazione del giornale romano. «Giornalismo, dignità, indipendenza», questi gli striscioni esposti. Per terra anche qualche carciofo. Una trentina di giornalisti del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari hanno atteso qualche ora per cercare un confronto con John Elkann, amministratore delegato di Exor, che a breve cederà quel che resta del gruppo editoriale Gedi a una società di un armatore greco, Antenna.

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Basta con i risarcimenti ai parenti dei rapinatori
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Come annunciato da Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno, il governo si appresta a varare un decreto in materia di sicurezza, immigrazione e potenziamento delle forze dell’ordine.

Le misure riguardano molti aspetti della gestione dell’ordine pubblico e il funzionamento delle strutture per il trattenimento e il rimpatrio degli stranieri. In particolare, verrebbe abrogata la disposizione che prevede, senza alcuna verifica del reddito, il gratuito patrocinio a spese dello Stato nei ricorsi contro i decreti di espulsione. In pratica, l’esecutivo si appresta a prosciugare il soccorso rosso che, con i soldi dei contribuenti, assiste i clandestini, usando ogni genere di espediente legale per evitare che siano rispediti ai luoghi d’origine. Vedremo prossimamente se le norme verranno approvate e, soprattutto, se saranno efficaci per combattere la criminalità.

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Arriva la legge salva agenti
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Tutela processuale per le forze di polizia con estensione della legittima difesa per evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati. Zone rosse permanenti. Stretta sui ricongiungimenti. Espulsioni più veloci limitando la discrezionalità dei magistrati.
In arrivo uno scudo processuale per gli agenti e regole anti maranza: è quanto previsto dalle circa 60 norme su ordine pubblico e immigrazione che costituiranno il nuovo decreto sicurezza allo studio del governo.
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