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Trump frena le revolving, si può anche qui?

Donald Trump vuole imporre un tetto del 10% agli interessi sulle carte usate dalle famiglie. La misura potrebbe far risparmiare 100 miliardi agli americani e le banche tremano. Cosa succederebbe se si adottasse in Italia, dove i tassi medi sono al 15,77%?

Donald Trump lancia l’idea: un tetto del 10% agli interessi sulle carte di credito revolving, quelle che ti permettono di rateizzare i pagamenti. Negli Stati Uniti, dove i tassi medi sono intorno al 20% e possono arrivare al 30%, Wall Street trema, i titoli bancari scendono e gli analisti parlano di credito razionato, profitti erosi e consumi a rischio. JP Morgan si è detta pronta a tutto per tamponare la proposta che, secondo la Casa Bianca, dovrebbe entrare in vigore il 20 gennaio e che, stando alle stime della Vanderbilt Policy Accelerator (centro di ricerca dell’Università di Vanderbilt), farebbe risparmiare alle famiglie americane qualcosa come 100 miliardi di dollari annui. Ma la vera domanda è un’altra: che cosa succederebbe se una misura del genere venisse applicata in Italia?

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K.I.S.S. | Il fenomeno Top Gun

Fu la pubblicità di un’automobile a far scegliere il regista, I cattivi erano i cubani e la moto una Honda. Ecco la vera storia dell’iconico film d’aviazione che compie 40 anni.

Il centrodestra litiga. Questi tre già godono
Mario Monti, Giuseppe Conte e Romano Prodi (Ansa)
Dopo la sconfitta al referendum e gli screzi nella coalizione, gli ex premier Monti, Prodi e Conte smaniano sui giornali per tornare in pista col campo largo: in ballo le elezioni e il Quirinale. La maggioranza è avvisata.

Credo che la lettura dei giornali di ieri sia sufficiente a far comprendere quale rischio corrano gli italiani nel caso in cui a Palazzo Chigi tornasse il centrosinistra. Sfogliando i quotidiani di domenica, infatti, mi sono imbattuto in rapida successione in un articolo di Mario Monti sul Corriere della Sera, in un’intervista a Giuseppe Conte sulla medesima testata e in un’intervista a Romano Prodi sulla Stampa.

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Il 25 aprile è un’occasione per la destra
Giorgia Meloni (Ansa)
La Liberazione è stata monopolizzata dagli ex comunisti, ma a cacciare i nazisti furono gli Usa. Per sanare le tensioni con Trump, Meloni & C. se ne intestino il (vero) ricordo.

Tra pochi giorni sarà la festa del 25 aprile, data che dal 1946 celebra la liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Tra tutte le festività è la più divisiva, perché da subito il Pci e poi le varie sinistre che si sono succedute nel tempo se ne sono appropriate piegando la storia a loro uso e consumo.

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Elezioni Bulgaria, avanti l’euroscettico Radev
Rumen Radev, leader della coalizione Bulgaria Progressista, vota durante le elezioni parlamentari a Sofia (Ansa)
Gli exit poll danno nettamente in testa il presidente che si era dimesso a inizio anno, critico verso Zelensky e sostenitore della necessità di trattare con Mosca.

L’ex presidente Rumen Radev torna alla guida della Bulgaria. Crollo dei conservatori di Gerb nella coalizione Gerb-Sdf che risultano al secondo posto, terza forza sarebbe il partito liberale Continuiamo il cambiamento (Pp) mentre i socialisti con il partito Bsp, nonostante le previsioni, sarebbero riusciti a superare lo sbarramento al 4%.

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