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Pronta l’invasione dalla Libia. Ma i giudici indagano Salvini

Pronta l’invasione dalla Libia.
Ma i giudici indagano Salvini
Ansa

Nei giorni scorsi abbiamo scritto che sulla guerra in Libia ci sono le impronte digitali dell'Arabia Saudita, ma non si possono ignorare anche quelle della Francia. La prima, da quando le redini sono tirate dal principe ereditario Mohammad Bin Salman, ha interesse a estendere la propria influenza sulla regione e diciamo che non sarebbe dispiaciuta se, a causa del conflitto, le forniture petrolifere di Tripoli funzionassero a singhiozzo (...).

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La base Maga è sempre più spaccata
Donald Trump (Ansa)
Da Tucker Carlson a deputati del Gop, cresce la fronda contro la guerra di Trump, considerata un tradimento dell’America first e della «working class» bianca celebrata da Vance.

Ne valeva la pena? È sempre più complicato riuscire a capire perché l’America si ritrovi ancora una volta con la mimetica indosso a sparare in Medio Oriente. E, ormai, vale poco l’impegno solenne che Donald Trump prese coi suoi elettori: «Con me le guerre finiscono o non cominciano nemmeno».

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 20 marzo

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 20 marzo con Flaminia Camilletti.

Sei Paesi Nato tra cui l’Italia aprono a una missione difensiva a Hormuz
Ansa
Roma, Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam e Tokyo danno la disponibilità, ma solo dopo un cessate il fuoco. Divergenze tra Tel Aviv e Washington: Netanyahu vuole indebolire il regime, Trump pensa al modello Venezuela.

La partita energetica si fa sempre più serrata nella crisi iraniana. Ieri, Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone hanno criticato la chiusura dello Stretto di Hormuz, condannando anche gli attacchi sferrati dall’Iran contro i Paesi del Golfo.

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Iran e Ucraina sono ormai due fronti di un’unica guerra. Zelensky lo ha capito
Volodymyr Zelensky (Ansa)
Le minacce del regime a Kiev, gli effetti sulle materie prime, la disponibilità non illimitata di armi: tanti elementi lo indicano.

I soldi, come sempre, aiutano a capire le vere dinamiche di potere, anche e soprattutto in guerra. Ieri la Bce, spiegando la sua decisione di lasciare invariati i tassi d’interesse, ha osservato che «il conflitto avrà un impatto rilevante sull’inflazione a breve termine tramite i rincari dei beni energetici».

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