Dialoghi Testardi | Anche su Babele abbiamo fatto confusione

L'uomo si mette in testa di avvicinarsi a Dio, quasi ci riesce, Quello si adombra e, per punizione, confonde le lingue. Gli uomini, non capendo più nulla, smettono la scellerata costruzione. Questa la versione "media" che ripetiamo della inquietante e misteriosa vicenda biblica di Babele, raccontata nel libro della Genesi al capitolo 11. Il filosofo Silvano Petrosino, poggiando sulla tradizione dei racconti ebraici del Midrash, suggerisce una più completa e affascinante interpretazione di un testo che da secoli interroga l'arte, la cultura e il pensiero di tutto il mondo. Dio non punisce l'uomo: questi per natura tenta di raggiungere il Cielo, e l'Onnipotente non può esserne invidioso. Dio piuttosto vede che la costruzione sta abolendo l'uomo: la tecnica, il fare, prendono il sopravvento sui costruttori e li alienano dagli altri e dalla loro stessa natura. Costringere gli uomini allo sforzo di imparare a parlarsi è una pedagogia che ricostruisce l'identità e l'assetto di creatura tesa al bene. Se è così, chi ci può salvare dall'intelligenza artificiale e dalla Babele della rete?

«Ita con Lufthansa svilupperà le tratte intercontinentali finora trascurate»
Andrea Giuricin (Imagoeconomica)
L’economista Andrea Giuricin: «Fiumicino sarà sempre più uno scalo cruciale per le rotte verso gli Usa. E l’Italia avrà un vettore aereo forte».
  • Ormai le compagnie low cost fanno a gara tra loro nell’alzare i prezzi dei biglietti. Quando si prenota online, la cifra che compare all’inizio non corrisponde mai a quella effettiva. Se si chiedono servizi extra (anche solo la possibilità di portare con sé un trolley), il conto finale può crescere fino al 363%.
  • Pierluigi Di Palma, presidente dell’Enac: «Aumenti dovuti al boom dei turisti. La speculazione va arginata».

Lo speciale contiene due articoli.

Occhio ai persecutori che si fingono vittime
Sergio Mattarella (Ansa)
Mattarella denuncia un clima omofobo, ma quando ai no vax era vietato pure prendere un treno invitava a «non invocare la libertà». È la stessa ipocrisia delle multinazionali «gay friendly»: si battono per i nuovi «diritti», però aumentano il controllo sui consumatori.
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