Decreto Bollette, su l’Irap alle imprese. L’ad di Edison, Monti: così stop investimenti

Il consiglio dei ministri di ieri ha finalmente dato il via libera all’attesissimo decreto sull’energia, che nelle intenzioni dovrebbe portare ad un abbassamento dei costi dell’energia per famiglie e imprese. Il decreto ora sarà pubblicato e poi trasmesso alle Camere per la conversione in legge.
L’aiuto per le famiglie in condizioni economiche svantaggiate, in numero di circa 2,7 milioni, sale a 115 euro, superiore ai valori contenuti nelle bozze circolate. Tra la sorpresa generale, è spuntato nel decreto un aumento dell’aliquota Irap per le aziende del comparto energetico, dal 3,9% al 5,9%. La misura dovrebbe fruttare circa 900 milioni in due anni, che saranno utilizzati per abbassare gli oneri di sistema nella bolletta delle piccole e medie imprese. Il riferimento è in particolare alla componente Asos, destinata a pagare gli incentivi alle fonti rinnovabili.
L’altra notizia importante è che sulla sospensione del sistema ETS (il pagamento degli oneri di emissione di CO2) il governo va avanti e aprirà una interlocuzione con la Commissione europea. Ha pensato Giorgia Meloni stessa a spiegare i contenuti del decreto con un video sui social, in cui dice che nel complesso si tratta di interventi del valore di 5 miliardi di euro.
Oltre agli aiuti alle famiglie vi sarà una riduzione degli oneri generali di sistema. La manovra su questo è ampia: taglio dei tempi di pagamento degli oneri di sistema che le aziende energetiche versano allo Stato e aumento dell’Irap del 2% sulle aziende che producono, distribuiscono e vendono energia e prodotti energetici. Par di capire quindi che non si tratta solo di energia elettrica e gas, ma anche di gasolio e benzina. Gli introiti di questo aumento di tasse saranno destinati, appunto, all’abbattimento degli oneri di sistema. Il governo, dice Meloni, con il decreto darà un aiuto alle aziende che consumano molto gas, con l’abbattimento degli oneri di trasporto e altre componenti della tariffa. Meloni non ne ha parlato direttamente, ma il decreto contiene anche la nuova «gas release» e l’abbattimento del differenziale tra i prezzi del gas sul mercato Ttf e su quello italiano del Psv, attraverso un complesso meccanismo.
Le norme che incidono sui prezzi del gas avranno effetti anche sui prezzi dell’energia elettrica, afferma Meloni, che poi fa qualche esempio di risparmio. Si va dai 500 euro all’anno di risparmi per un ristoratore ai 220.000 euro all’anno per un’industria gasivora.
Il presidente del consiglio ha illustrato anche la norma che agevola la sottoscrizione di contratti di lungo termine tra produttori da fonte rinnovabile e piccole e medie aziende, mettendole sotto il cappello del «disaccoppiamento» del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas. Sarà infatti potenziata la piattaforma pubblica per stipulare i Ppa (Power Purchase Agreement) in modo che le piccole aziende possano aggregarsi per contrattualizzare energia a lungo termine. Sace e il Gse avranno un ruolo di garanzia e coordinamento. Meloni infine apre un capitolo a parte per parlare dell’Ets. «Una tassa voluta dall’Europa», dice nel video, che grava su chi emette di più. «Questo ha una sua logica, il problema è che oggi si tiene conto anche degli Ets per determinare il prezzo di tutte le forme di energia anche quelle rinnovabili che questa tassa non la pagano. Noi vogliamo scorporare il costo degli Ets dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, come ad esempio l’idroelettrico e il solare», afferma il premier. Che poi specifica: «È una norma che chiaramente avrà bisogno dell’autorizzazione dell’Ue e che è coerente con l’impegno che stiamo portando avanti». Il governo italiano, dunque, punta ad inserire questa norma nel quadro più ampio dei negoziati in corso a livello di Unione sulla riduzione degli oneri Ets, giocando d’anticipo.
«Ridurre il peso delle bollette e i costi energetici era un preciso obiettivo di Forza Italia: oggi diventa una promessa mantenuta. Il decreto approvato dedica la necessaria attenzione alle difficoltà di famiglie e imprese, con un forte impulso alle rinnovabili e all’innovazione. Va dato atto al ministro Pichetto Fratin di aver portato a termine un lavoro tecnico molto solido, che serve alla competitività del nostro Paese», ha dichiarato in una nota Paolo Barelli, presidente dei deputati di Forza Italia.
Voci critiche si levano invece da parte degli operatori. L’amministratore delegato di Edison, Nicola Monti, durante la presentazione dei risultati 2025 alla stampa, ieri mattina aveva detto che «fare manovre invasive rischia di distorcere gli equilibri e la messa a terra di ciò che gli investitori hanno deciso di fare». Sul tema dell’Ets, Monti ha affermato di ritenere «improbabile che si possa fare una modifica unilaterale di un provvedimento europeo». Questo prima che si sapesse dell’aumento dell’Irap sulle aziende energetiche, una sorpresa certo non gradita. Mentre il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha accolto con favore il decreto.

















