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2024-08-02
Lotta agli occupatori di case. Fuorilegge la cannabis light
Arriverà in aula alla Camera a settembre, per le proteste delle opposizioni sulla parte legata alla cannabis light, ma il ddl Sicurezza del governo di Giorgia Meloni è già stato accolto con grande soddisfazione dai sindacati di polizia. Il via libera all’utilizzo della body cam sulle divise dei poliziotti (non ci saranno però i numeri identificativi), ma anche l’introduzione di una pena fino a due anni di carcere per chi blocca il traffico, vengono infatti accolte come una scelta da parte dell’esecutivo per garantire maggiore trasparenza e sicurezza sia alle Forze dell’ordine sia ai cittadini. Ci sono anche misure contro le occupazioni abusive di case e un inasprimento delle pene per chi cerca di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica. Sono provvedimenti che sembrano presagire un autunno caldo.
«Le body cam, infatti, non solo contribuiranno a garantire maggiore sicurezza agli agenti durante i servizi di ordine pubblico, ma offriranno anche una tutela fondamentale per i cittadini poiché verrà rafforzata la trasparenza e il rispetto dei diritti in ogni interazione», spiega in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp. «Questo provvedimento dimostra dunque una visione moderna e responsabile delle dinamiche di sicurezza pubblica, rispondendo in modo efficace alle esigenze di una società che chiede sempre più chiarezza». Dello stesso parere Felice Romano, segretario del Siulp, che già nei giorni scorsi aveva lodato l’iniziativa del governo di dotare di body cam tutte le uniformi della polizia. «L’approvazione in via definitiva dell’emendamento in tema di utilizzo delle body cam da parte dei poliziotti durante il servizio è un passo in avanti sia per la sicurezza dei cittadini che degli appartenenti alle Forze di polizia», dice Enzo Letizia, segretario nazionale dell'Associazione nazionale funzionari di polizia.
Lo scorso anno anche la senatrice Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ucciso mentre si trovava in custodia cautelare nell’ottobre del 2009, aveva presentata una proposta di legge analoga, per introdurre l’utilizzo delle body cam. Eppure, tra le forze di opposizione c’è comunque chi non ci sta. A fronte, infatti, delle novità su fronte sicurezza, Pd e 5 stelle fanno muro sui provvedimenti legati alla cannabis light che viene equiparata a quella illegale. Dopo la seduta notturna nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera e le proteste delle opposizioni il ddl Sicurezza è stato così rinviato a dopo l’estate. Le body cam non saranno obbligatorie, ma intanto il governo stanzierà 23,4 milioni di euro in tre anni per far sì che il comparto le abbia in dotazione. Altre novità sono legate alla possibilità di utilizzare le videocamere nell’ambito degli interrogatori delle Forze dell’ordine. Viene rafforzata la tutela legale per gli appartenenti alle forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco indagati o imputati per fatti inerenti al servizio. È stata anche inserita una stretta nei confronti di chi imbratta palazzi o monumenti: viene modificato l’articolo 639 del Codice penale, con un aggravamento di pena laddove il deturpamento o l’imbrattamento siano commessi su «beni mobili o immobili adibiti all’esercizio di funzioni pubbliche, con la finalità di ledere l’onore, il prestigio o il decoro dell’istituzione cui il bene appartiene». Poi c’è la cosiddetta norma anti Gandhi, che prevede carcere fino a un mese per chi da solo blocca una strada o una ferrovia e da sei mesi a due anni se il reato viene commesso da più persone riunite. Tra le aggravanti introdotte nel provvedimento c’è anche quella per i reati commessi nelle stazioni o nelle loro vicinanze. Sono norme che serviranno a fermare le proteste degli ultimi anni portate avanti dai militanti di Ultima generazione, spesso impegnati a bloccare il traffico in città e autostrada. Prevista anche un’aggravante per punire la violenza o la minaccia a un pubblico ufficiale se commessa per impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica. Proprio pochi giorni fa sono ricominciate le tensioni in Val di Susa, con gruppi di No Tav che hanno deciso di assediare il cantiere di Chiomonte.
C’è poi una norma che sembra fatta apposta per contrastare l’europarlamentare di sinistra Ilaria Salis, accusata in passato di aver occupato alcune case popolari di Milano. Viene infatti istituito un nuovo reato contro l’abusivismo: si chiamerà «occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui» e le pene andranno dai due ai sette anni. Diventa poi facoltativo l’attuale obbligo di rinvio della pena per le donne in gravidanza e le madri con figli sotto l’anno. Sale da 14 a 16 anni l’età per la quale viene punito l’impiego di minori nell'accattonaggio e si innalza, inoltre, da tre a cinque anni la pena massima per chi si macchia di un reato come questo. Non sono passati invece il reato di integralismo islamico, l’obbligo di prediche in italiano e la castrazione chimica per gli stupratori.
«L’introduzione delle body cam per le Forze di polizia rappresenta un doveroso riconoscimento a tutti coloro che ogni giorno, con dedizione e spirito di sacrificio, sono impegnati per garantire legalità e sicurezza ai nostri cittadini. Grazie a questo strumento renderemo ancora più efficace la tutela delle donne e degli uomini in divisa che per assicurare i nostri diritti sono quotidianamente esposti ad aggressioni, minacce e violenze. Una dotazione tecnologica richiesta dagli stessi poliziotti anche a garanzia della totale trasparenza del loro operato» ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Divieto di vendere la cannabis light. Sarà equiparata alle altre droghe
È il provvedimento sulla cannabis light quello su cui si sono battute maggiormente le opposizioni, in particolare Pd e M5s. L’emendamento è stato approvato in commissione e sarà in vigore solo dopo il via libera definitivo al provvedimento. Di fatto interviene sulla legge a sostegno della filiera della canapa a uso industriale, con quantità di Thc inferiori allo 0,2%. L’obiettivo è quello di evitare che «l’assunzione di prodotti da infiorescenza della canapa possa favorire, attraverso alterazioni dello stato psicofisico del soggetto assuntore, comportamenti che mettano a rischio la sicurezza o l’incolumità pubblica o la sicurezza stradale». Viene quindi vietata la coltivazione e la vendita delle infiorescenze, anche di cannabis a basso contenuto di Thc, per usi diversi da quelli espressamente indicati nella legge stessa, e quindi quelli industriali consentiti. Il commercio o la cessione di infiorescenze viene punito con le norme del Testo unico sulle sostanze stupefacenti, parificando, dunque, la cannabis light a quella non light.
«Va stroncata ogni forma di incoraggiamento all’uso delle droghe e alla propaganda delle droghe. Non mi meraviglio quindi che quelli che vogliono legalizzare le droghe difendano anche la cannabis light. Ben vengano, quindi, le norme appena approvate e un’azione decisa contro tutta una serie di filiere para commerciali che finiscono per propagandare l'uso delle droghe». spiega il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. È da almeno il 2016, da quando fu introdotta la prima legge in materia, che l’argomento cannabis light divide la politica ma anche la giustizia. Non a caso nelle scorse settimane diversi avvocati che seguono da anni il settore hanno già previsto una pioggia di ricorsi nel caso in cui la norma alla fine venga approvata. Già nel 2019 una sentenza della Cassazione aveva di fatto «promosso non solo la coltivazione, ma espressamente l’intera filiera agroindustriale della canapa». Una decisione dove veniva stabilito che la cannabis era una pianta e non una sostanza chimica.
Le associazioni di categoria e le opposizioni insorgono. Per Coldiretti la misura mette a rischio la sopravvivenza di un intero comparto impegnato in una coltivazione dove sono stati fatti investimenti significativi. Per questo l’associazione agricola chiede modifiche «di un emendamento che danneggia pesantemente le aziende agricole. Di fatto l’infiorescenza della canapa rappresenta una parte fondamentale del valore aggiunto della pianta, e vietarne la raccolta e l’essiccazione rischia di far crollare un intero settore dove sono impegnati tanti giovani agricoltori». D’altra parte, aggiunge ancora Coldiretti, era stata espressa, «più volte la necessità di tutele per gli agricoltori che producono canapa in piena legalità, come pure riconosciuto dalla normativa europea, anche per rispondere a mercati come quelli della nutriceutica, della cosmetica, dell’industria o dell’arredo». Anche il presidente di Cia-Agricoltori italiani, Cristiano Fini, parla di «una grave sconfitta per la libera impresa in Italia. È stato, così, bloccato un settore in forte crescita, trainato soprattutto dai giovani agricoltori». Da aprile in Germania l’uso della cannabis è diventato legale, negli Stati Uniti il governo di Joe Biden starebbe per declassificarne l’utilizzo, ma in Thailandia, dove da qualche anno avevano introdotto una legalizzazione, da gennaio hanno deciso di tornare indietro. «L’abuso di droghe è un grande problema per la Thailandia: la cannabis deve essere usata solo a livello medico» aveva spiegato il partito di governo introducendo poi una serie di multe molto salate per chi la utilizzi per uso ricreativo.
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Passa in commissione il ddl Sicurezza. Sì a body cam per gli agenti. Istituito il nuovo reato di occupazione arbitraria di immobili con pene fino a sette anni.Divieto di vendere la cannabis light perché «mette a rischio l’incolumità pubblica». Gli agricoltori chiedono modifiche.Lo speciale contiene due articoli.Arriverà in aula alla Camera a settembre, per le proteste delle opposizioni sulla parte legata alla cannabis light, ma il ddl Sicurezza del governo di Giorgia Meloni è già stato accolto con grande soddisfazione dai sindacati di polizia. Il via libera all’utilizzo della body cam sulle divise dei poliziotti (non ci saranno però i numeri identificativi), ma anche l’introduzione di una pena fino a due anni di carcere per chi blocca il traffico, vengono infatti accolte come una scelta da parte dell’esecutivo per garantire maggiore trasparenza e sicurezza sia alle Forze dell’ordine sia ai cittadini. Ci sono anche misure contro le occupazioni abusive di case e un inasprimento delle pene per chi cerca di impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica. Sono provvedimenti che sembrano presagire un autunno caldo. «Le body cam, infatti, non solo contribuiranno a garantire maggiore sicurezza agli agenti durante i servizi di ordine pubblico, ma offriranno anche una tutela fondamentale per i cittadini poiché verrà rafforzata la trasparenza e il rispetto dei diritti in ogni interazione», spiega in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp. «Questo provvedimento dimostra dunque una visione moderna e responsabile delle dinamiche di sicurezza pubblica, rispondendo in modo efficace alle esigenze di una società che chiede sempre più chiarezza». Dello stesso parere Felice Romano, segretario del Siulp, che già nei giorni scorsi aveva lodato l’iniziativa del governo di dotare di body cam tutte le uniformi della polizia. «L’approvazione in via definitiva dell’emendamento in tema di utilizzo delle body cam da parte dei poliziotti durante il servizio è un passo in avanti sia per la sicurezza dei cittadini che degli appartenenti alle Forze di polizia», dice Enzo Letizia, segretario nazionale dell'Associazione nazionale funzionari di polizia. Lo scorso anno anche la senatrice Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, ucciso mentre si trovava in custodia cautelare nell’ottobre del 2009, aveva presentata una proposta di legge analoga, per introdurre l’utilizzo delle body cam. Eppure, tra le forze di opposizione c’è comunque chi non ci sta. A fronte, infatti, delle novità su fronte sicurezza, Pd e 5 stelle fanno muro sui provvedimenti legati alla cannabis light che viene equiparata a quella illegale. Dopo la seduta notturna nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera e le proteste delle opposizioni il ddl Sicurezza è stato così rinviato a dopo l’estate. Le body cam non saranno obbligatorie, ma intanto il governo stanzierà 23,4 milioni di euro in tre anni per far sì che il comparto le abbia in dotazione. Altre novità sono legate alla possibilità di utilizzare le videocamere nell’ambito degli interrogatori delle Forze dell’ordine. Viene rafforzata la tutela legale per gli appartenenti alle forze di polizia e al Corpo nazionale dei vigili del fuoco indagati o imputati per fatti inerenti al servizio. È stata anche inserita una stretta nei confronti di chi imbratta palazzi o monumenti: viene modificato l’articolo 639 del Codice penale, con un aggravamento di pena laddove il deturpamento o l’imbrattamento siano commessi su «beni mobili o immobili adibiti all’esercizio di funzioni pubbliche, con la finalità di ledere l’onore, il prestigio o il decoro dell’istituzione cui il bene appartiene». Poi c’è la cosiddetta norma anti Gandhi, che prevede carcere fino a un mese per chi da solo blocca una strada o una ferrovia e da sei mesi a due anni se il reato viene commesso da più persone riunite. Tra le aggravanti introdotte nel provvedimento c’è anche quella per i reati commessi nelle stazioni o nelle loro vicinanze. Sono norme che serviranno a fermare le proteste degli ultimi anni portate avanti dai militanti di Ultima generazione, spesso impegnati a bloccare il traffico in città e autostrada. Prevista anche un’aggravante per punire la violenza o la minaccia a un pubblico ufficiale se commessa per impedire la realizzazione di un’opera pubblica o di una infrastruttura strategica. Proprio pochi giorni fa sono ricominciate le tensioni in Val di Susa, con gruppi di No Tav che hanno deciso di assediare il cantiere di Chiomonte. C’è poi una norma che sembra fatta apposta per contrastare l’europarlamentare di sinistra Ilaria Salis, accusata in passato di aver occupato alcune case popolari di Milano. Viene infatti istituito un nuovo reato contro l’abusivismo: si chiamerà «occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui» e le pene andranno dai due ai sette anni. Diventa poi facoltativo l’attuale obbligo di rinvio della pena per le donne in gravidanza e le madri con figli sotto l’anno. Sale da 14 a 16 anni l’età per la quale viene punito l’impiego di minori nell'accattonaggio e si innalza, inoltre, da tre a cinque anni la pena massima per chi si macchia di un reato come questo. Non sono passati invece il reato di integralismo islamico, l’obbligo di prediche in italiano e la castrazione chimica per gli stupratori. «L’introduzione delle body cam per le Forze di polizia rappresenta un doveroso riconoscimento a tutti coloro che ogni giorno, con dedizione e spirito di sacrificio, sono impegnati per garantire legalità e sicurezza ai nostri cittadini. Grazie a questo strumento renderemo ancora più efficace la tutela delle donne e degli uomini in divisa che per assicurare i nostri diritti sono quotidianamente esposti ad aggressioni, minacce e violenze. Una dotazione tecnologica richiesta dagli stessi poliziotti anche a garanzia della totale trasparenza del loro operato» ha spiegato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/ddl-sicurezza-passa-in-commissione-2668864013.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="divieto-di-vendere-la-cannabis-light-sara-equiparata-alle-altre-droghe" data-post-id="2668864013" data-published-at="1722601577" data-use-pagination="False"> Divieto di vendere la cannabis light. Sarà equiparata alle altre droghe È il provvedimento sulla cannabis light quello su cui si sono battute maggiormente le opposizioni, in particolare Pd e M5s. L’emendamento è stato approvato in commissione e sarà in vigore solo dopo il via libera definitivo al provvedimento. Di fatto interviene sulla legge a sostegno della filiera della canapa a uso industriale, con quantità di Thc inferiori allo 0,2%. L’obiettivo è quello di evitare che «l’assunzione di prodotti da infiorescenza della canapa possa favorire, attraverso alterazioni dello stato psicofisico del soggetto assuntore, comportamenti che mettano a rischio la sicurezza o l’incolumità pubblica o la sicurezza stradale». Viene quindi vietata la coltivazione e la vendita delle infiorescenze, anche di cannabis a basso contenuto di Thc, per usi diversi da quelli espressamente indicati nella legge stessa, e quindi quelli industriali consentiti. Il commercio o la cessione di infiorescenze viene punito con le norme del Testo unico sulle sostanze stupefacenti, parificando, dunque, la cannabis light a quella non light. «Va stroncata ogni forma di incoraggiamento all’uso delle droghe e alla propaganda delle droghe. Non mi meraviglio quindi che quelli che vogliono legalizzare le droghe difendano anche la cannabis light. Ben vengano, quindi, le norme appena approvate e un’azione decisa contro tutta una serie di filiere para commerciali che finiscono per propagandare l'uso delle droghe». spiega il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri. È da almeno il 2016, da quando fu introdotta la prima legge in materia, che l’argomento cannabis light divide la politica ma anche la giustizia. Non a caso nelle scorse settimane diversi avvocati che seguono da anni il settore hanno già previsto una pioggia di ricorsi nel caso in cui la norma alla fine venga approvata. Già nel 2019 una sentenza della Cassazione aveva di fatto «promosso non solo la coltivazione, ma espressamente l’intera filiera agroindustriale della canapa». Una decisione dove veniva stabilito che la cannabis era una pianta e non una sostanza chimica. Le associazioni di categoria e le opposizioni insorgono. Per Coldiretti la misura mette a rischio la sopravvivenza di un intero comparto impegnato in una coltivazione dove sono stati fatti investimenti significativi. Per questo l’associazione agricola chiede modifiche «di un emendamento che danneggia pesantemente le aziende agricole. Di fatto l’infiorescenza della canapa rappresenta una parte fondamentale del valore aggiunto della pianta, e vietarne la raccolta e l’essiccazione rischia di far crollare un intero settore dove sono impegnati tanti giovani agricoltori». D’altra parte, aggiunge ancora Coldiretti, era stata espressa, «più volte la necessità di tutele per gli agricoltori che producono canapa in piena legalità, come pure riconosciuto dalla normativa europea, anche per rispondere a mercati come quelli della nutriceutica, della cosmetica, dell’industria o dell’arredo». Anche il presidente di Cia-Agricoltori italiani, Cristiano Fini, parla di «una grave sconfitta per la libera impresa in Italia. È stato, così, bloccato un settore in forte crescita, trainato soprattutto dai giovani agricoltori». Da aprile in Germania l’uso della cannabis è diventato legale, negli Stati Uniti il governo di Joe Biden starebbe per declassificarne l’utilizzo, ma in Thailandia, dove da qualche anno avevano introdotto una legalizzazione, da gennaio hanno deciso di tornare indietro. «L’abuso di droghe è un grande problema per la Thailandia: la cannabis deve essere usata solo a livello medico» aveva spiegato il partito di governo introducendo poi una serie di multe molto salate per chi la utilizzi per uso ricreativo.
L'Aston Villa festeggia l'Europa League dopo aver vinto la finale contro il Friburgo (Ansa)
Quando in panchina siede (per modo di dire, visto che si è fatto tutta la partita in piedi) un allenatore che ha un rapporto privilegiato con una competizione come l’Europa League e un curriculum di altissimo livello, il risultato non può che essere uno solo: riportare l’Aston Villa sul tetto d’Europa dopo 44 anni. Allora, era il 1992, un altro calcio, un altro mondo, un altro tutto e la squadra di Birmingham sollevava al cielo di Rotterdam la Coppa dei Campioni battendo in finale il Bayern Monaco. Oggi, il trofeo non è la coppa dalle grandi orecchie, ma la pur sempre prestigiosa Uefa Europa League. Un titolo a cui Unai Emery è particolarmente affezionato e che nella sua personalissima bacheca ci è finito cinque volte. Dopo la tripletta consecutiva alla guida del Siviglia (2014, 2015, 2016) e il successo con il Villarreal nel 2021, l’allenatore spagnolo è riuscito a fare cinquina con l’Aston Villa. Parliamo di un tecnico che ha preso l’Aston Villa nell’ottobre del 2022 nei bassifondi della Premier League e l’ha portato a fine stagione alla qualificazione in Conference League, per poi centrare in quella successiva lo storico ritorno, dopo 41 anni, dei Villans in Champions.
La finale di Istanbul ha chiaramente espresso sul campo una differenza netta non solo tra le due squadre, ma anche tra il sempre più ricco e competitivo campionato inglese e quello tedesco, che eccezion fatta per lo strapotere del Bayern Monaco e qualche exploit di Borussia Dortmund, Eintracht Francoforte e Leverkusen, non è ancora all’altezza della situazione. È vero, probabilmente il Friburgo ha pagato a caro prezzo la poca, se non nulla, esperienza a questi livelli; mentre la squadra di Birmingham è già da qualche stagione che bazzica i palcoscenici più importanti d’Europa e ha tra le fila giocatori con un certo pedigree internazionale, a cominciare dal portiere Emiliano Martinez, campione del mondo con l’Argentina. Per non parlare poi della profondità di rosa, visto che Emery può permettersi il lusso di lasciare in panchina giocatori che sono transitati dalla Serie A o cercati dai nostri club, come l’ex juventino Douglas Luiz, l’ex Roma e Milan Tammy Abraham, Leon Bailey, che dopo una prima parte di stagione anonima in giallorosso ha deciso di tornare a Birmingham, o quel Jadon Sancho più volte cercato da Juventus e Roma e stasera campione d’Europa guardando l’intero match dalla panchina.
Il 3-0 racconta dunque un divario troppo netto tra la quarta in classifica della Premier e la settima della Bundesliga. L’approccio della squadra tedesca, almeno nei primi minuti, non era stato neppure timido. Il Friburgo aveva provato a partire con coraggio, cercando subito Matanovic e tentando di tenere il baricentro abbastanza alto. Ma è bastato poco per capire che il piano partita dell’Aston Villa fosse di tutt'altro tenore. Ogni recupero palla degli inglesi dava la sensazione di poter trasformarsi in una potenziale occasione da gol, soprattutto grazie alla qualità di Tielemans e alla capacità di Rogers di muoversi tra le linee. Proprio Rogers è stato uno dei grandi protagonisti della serata di Istanbul. Già nei primi minuti aveva impegnato Atubolu con un destro ben calibrato e per tutto il primo tempo è stato il giocatore che più ha creato problemi alla difesa tedesca. Il Friburgo, invece, ha vissuto soprattutto di iniziative isolate e dei tentativi di Vincenzo Grifo, italiano e capitano della squadra tedesca, di accendersi tra le linee. Spesso costretto ad abbassarsi per ricevere palloni giocabili, ha provato a dare ordine e fantasia a una squadra che però faticava tremendamente ad arrivare nell’ultimo terzo di campo con lucidità. La partita si è definitivamente indirizzata poco prima dell’intervallo. A rompere l’equilibrio è stato Tielemans, probabilmente il migliore in campo insieme a Rogers e Buendia. Il belga ha trovato il vantaggio con una conclusione al volo di grande qualità sugli sviluppi di un corner, premiando il momento migliore dei Villans. Da lì in avanti il Friburgo si è completamente disunito, accusando il colpo anche dal punto di vista mentale. Il 2-0 arrivato nei minuti di recupero del primo tempo, con il sinistro a giro di Buendia sotto l’incrocio, ha di fatto tolto ogni margine di rimonta alla squadra di Schuster. Nel secondo tempo l’Aston Villa ha fatto esattamente quello che serviva fare in una finale: controllo dei ritmi, gestione del possesso e ripartenze continue negli spazi lasciati dal Friburgo. Emery dalla panchina ha continuato a guidare ogni movimento dei suoi, chiedendo attenzione anche sul doppio vantaggio. Il terzo gol, firmato da Rogers dopo una bellissima azione sviluppata sulla destra, è stato la fotografia della differenza tecnica e atletica vista in campo per tutta la serata.
Da quel momento in poi, il Besiktas Park si è trasformato in una festa inglese. I tifosi del Villa hanno accompagnato gli ultimi minuti tra cori e bandiere, mentre il Friburgo ha lentamente accettato un risultato che non è mai sembrato realmente in discussione dopo l’intervallo. In tribuna, ad assistere al trionfo dei Villans, c’era anche il principe William, tifoso dichiarato dell’Aston Villa. Emery ha così potuto gestire le energie nel finale, inserendo giocatori di qualità ed esperienza come Douglas Luiz e Tyrone Mings a partita ormai chiusa. Per l’Aston Villa questo successo rappresenta molto più di una semplice vittoria europea. È la conferma definitiva del salto di dimensione compiuto dal club negli ultimi anni sotto la guida di Emery. Una squadra che fino a poco tempo fa lottava nelle zone basse della Premier oggi torna a vincere in Europa e lo fa mostrando solidità, qualità e una mentalità ormai da grande squadra. Per il Friburgo resta invece una finale storica raggiunta con merito, ma anche la sensazione di aver incontrato un avversario semplicemente superiore sotto ogni aspetto.
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Un'articolata e complessa indagine ha permesso di assicurare alla giustizia i presunti responsabili della violenta rapina in abitazione consumata la notte tra l'11 e il 12 marzo 2025 ai danni di due coniugi a Malo (VI). Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Vicenza, Matteo Mantovani, su richiesta del Sostituto Procuratore. Hans Roderich Blattner che ha coordinato le indagini, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro individui. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di concorso in rapina pluriaggravata e furto. L'operazione è scattata alle prime ore di oggi tra Torrebelvicino (VI), Pontedera (PI) e Pisa. Ha visto l'impiego di oltre 100 Carabinieri dei Comandi Provinciali di Vicenza e Pisa, supportati da due squadre delle Aliquote di Primo Intervento (Api), dalle Squadre Operative di Supporto (Sos) e da unità cinofile.
L'incubo per la coppia di coniugi ha avuto inizio intorno alle 23:40, quando un commando composto da quattro uomini, vestiti di nero e con il volto coperto da passamontagna ha fatto irruzione nella villa, cogliendo di sorpresa il proprietario mentre faceva uscire il cane in giardino. Le vittime sono state brutalmente immobilizzate e legate ai polsi e alle caviglie con fili del telefono e lacci di scarpe. Il marito è stato inoltre torturato con getti d’acqua gelata. Sotto la costante minaccia di un bisturi puntato al volto della donna, i rapinatori hanno costretto i coniugi a consegnare le chiavi delle casseforti, razziando un bottino stimato in non meno di 50.000 euro. Tra i beni sottratti figurano orologi di lusso ( Piaget, Baume & Mercier e Longines), gioielli e pietre preziose risalenti agli anni '60. Le indagini, condotte in perfetta sinergia dal Nucleo Investigativo di Vicenza e dalla Compagnia di Schio, hanno svelato un piano criminale meticolosamente architettato. Il commando, partito dalla provincia di Pisa, si è mosso a bordo di un'autovettura DR5 noleggiata in aeroporto. Per il noleggio sono state utilizzate patenti e documenti serbi contraffatti, intestati all'identità fittizia di un inesistente Elia Simic, sui quali era stata applicata la foto di un soggetto all'epoca latitante. Per eludere i controlli, il gruppo ha comunicato esclusivamente tramite schede telefoniche "dedicate", intestate a prestanome stranieri. Una volta giunti nel Vicentino, i criminali hanno asportato le targhe da un'auto in sosta a Schio per applicarle tramite fascette da elettricista al veicolo a noleggio, muovendosi così verso l'obiettivo. L'incrocio tra i dati dei sistemi di videosorveglianza stradale, i tracciati Gps satellitari della vettura e l'analisi tempestiva delle celle telefoniche ha permesso agli inquirenti di ricostruire l'esatto percorso dei malviventi. La svolta scientifica è arrivata grazie al Ris (Reparto Investigazioni Scientifiche) di Parma, che attraverso complessi riscontri tecnici è riuscito a esaltare e identificare le impronte digitali lasciate da due dei trasfertisti toscani sulla scena del crimine. L’attività investigativa ha così svelato anche il ruolo chiave di un quarto complice, un uomo residente a Torrebelvicino (VI).
L'indagato ha funto da basista sul territorio, fornendo supporto logistico e un rifugio sicuro alla banda prima e dopo il colpo, mettendosi anche alla guida dell'auto nell'area scledense. Considerata la scaltrezza, la gravità dei fatti, l'uso di armi e il concreto e attualissimo pericolo di reiterazione dei reati – essendo tutti gli indagati gravati da plurimi precedenti e privi di stabile attività lavorativa – il Gip ha ritenuto inidonea qualsiasi misura alternativa, ordinando la custodia in carcere. Nel corso delle indagini sulla rapina di Malo, i Carabinieri hanno scoperto un inquietante retroscena. Due degli indagati, insieme ad altri due complici toscani, la sera del 18 marzo 2025 si erano introdotti in una villa a Verona, violando i sigilli giudiziari. Si tratta dell'abitazione in cui, appena tre giorni prima, erano stati rinvenuti i cadaveri mummificati di due coniugi, motivo per cui l’intera proprietà era sotto sequestro. Quella sera, l'allarme lanciato da alcuni cittadini aveva provocato il pronto intervento delle Forze dell'Ordine, costringendo i malfattori a fuggire a piedi e ad abbandonare sul posto sia gli attrezzi da scasso sia l'auto (di proprietà del padre di uno degli indagati, che per precostituirsi un alibi ne aveva denunciato il furto al 112 quella sera stessa). Anche in quell'occasione, dopo essersi nascosti in zona, i fuggitivi avevano contattato il basista di Torrebelvicino. Quest'ultimo era partito nella notte alla volta di Verona per recuperarli e ospitarli a casa sua, in attesa che un'auto «di staffetta» arrivasse dalla Toscana per riportarli a Pisa.
Sebbene nella villa di Verona siano stati trovati chiari segni di rovistamento rispetto al sopralluogo giudiziario di pochi giorni prima, ad oggi non è stato possibile stabilire se siano stati effettivamente rubati dei preziosi: i due coniugi deceduti vivevano infatti in estremo isolamento sociale e non avevano parenti prossimi in grado di fornire un inventario dei beni. «Si rappresenta che la misura è stata adottata di iniziativa da parte del Comando procedente e che per il principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte ad indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna o forme analoghe»
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