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Gli Usa spingono il Fondo monetario in Argentina per salvare le loro pensioni

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Gli Usa spingono il Fondo monetario in Argentina per salvare le loro pensioni
ANSA
  • Il presidente Mauricio Macri ha chiesto un prestito da 30 miliardi per mettere una pezza alla crisi economica, dovuta in particolare alla forza acquisita dal dollaro a seguito delle nuove politiche di Donald Trump. I bond secolari emessi dalla banca centrale albiceleste hanno attirato molti fondi previdenziali a stelle e strisce che ora temono un default.
  • Mario Seminerio, analista finanziario, spiega alla Verità: «È la maledizione delle risorse naturali: ci sono Paesi ricchi di materie prime che non sanno gestire i cicli di boom e sboom finendo per indebitarsi». Sull'intervento dell'organismo di Washington: «Usare il prestito per imporre le sue politiche, può riportare il Paese al peronismo».

Lo speciale contiene due articoli.

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L’asse Roma-Berlino punta a cambiare l'Ue e isolare Macron
Giorgia Meloni e Friedrich Merz (Ansa)
Merz a Davos: «Cambiamo l’Europa con la Meloni, ho sentito anche Draghi». Priorità: eliminare la burocrazia dell’Ue. La stampa tedesca già dà il benservito a Macron: «Leader di ieri». Da noi, invece, il nuovo mito è il canadese Mark Carney. Cavallo di Troia dei cinesi.

Elaborare «nuove idee» per cambiare l’Europa con Giorgia Meloni. Dal palco di Davos, Friedrich Merz conferma che gli stravolgimenti sullo scacchiere stanno ridisegnando anche i rapporti di forza all’interno dell’Ue: l’alchimia tra Francia e Germania si è guastata e, al suo posto, si va consolidando un asse Roma-Berlino. Qualunque riferimento a fatti e persone del passato magari è fuori luogo, ma non è casuale, perché nel Vecchio continente le direttrici sono sempre quelle: quando l’Italia si avvicina ai teutonici, i transalpini guardano al di là della Manica. Come ha fatto con l’iniziativa dei volenterosi Emmanuel Macron, che la Süddeutsche Zeitung dà per finito («era ieri», lo dileggia il giornale). Certo, l’intesa con Londra non è lineare: il Regno Unito mantiene una posizione critica verso Donald Trump, ma non ha alcuna intenzione di passare allo scontro frontale, seguendo il top gun dell’Eliseo.

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content.jwplatform.com

Un gruppo di giovani blocca la strada in centro per girare una clip musicale: urla, tensione e residenti nel panico. Il blitz notturno finisce con l’arrivo delle forze dell’ordine.

Altro che set cinematografico: per alcuni minuti via Como a Varese si è trasformata in un palcoscenico della paura. Un gruppo di giovani ha bloccato la strada nel cuore della città per girare un video trap, mettendo in scena urla, atteggiamenti aggressivi e movimenti da rissa. Il risultato? Residenti terrorizzati e forze dell’ordine costrette a intervenire in piena notte.

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Scontro sul Board per la pace a Gaza
Ansa
Trump battezza l’organismo internazionale che supervisionerà la «nuova» Striscia. Tra gli europei aderisce Orbán, bizze per l’apertura allo zar. Italia bloccata dalle leggi.

Ieri a Davos, in Svizzera, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha presieduto la cerimonia di firma dello statuto del nuovo Board of Peace, l’organismo internazionale promosso dalla Casa Bianca con l’obiettivo dichiarato di intervenire nei contesti di crisi e, in primo luogo, nella ricostruzione della Striscia di Gaza nel dopoguerra. Alla firma hanno partecipato i leader di Argentina, Ungheria, Indonesia, Arabia Saudita, Turchia e altri 14 Paesi.

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Costi alle stelle, stallo sulla perizia. Bimbi nel bosco in una tragica farsa
La famiglia Trevallion (Ansa)
Il Comune di Palmoli ha già speso 15.000 euro per la residenza protetta che ospita madre e figli, la Regione Abruzzo ne aggiunge 30.000. E slitta la valutazione psicologica decisa dal tribunale: manca il traduttore.

A questo punto si può dire che la tragedia sia degenerata totalmente in farsa. Uno spettacolo grottesco che, però, si consuma sulla pelle di tre bambini e di due genitori devastati da quasi 100 giorni di separazione. I tre figli della cosiddetta famiglia nel bosco sono stati allontanati da casa alla fine di novembre e sono ancora ospitati in una struttura protetta a Vasto. Il loro Comune di provenienza, Palmoli, ha speso finora quasi 15.000 euro per garantire la loro permanenza nella residenza sotto la sorveglianza degli assistenti sociali e della curatrice. Per evitare che a Palmoli vadano in rovina, la Regione Abruzzo ha stanziato fondi per 30.000 euro e già così il quadro è decisamente assurdo.

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