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Labbra ghiacciate e lentiggini finte. Ecco i trend beauty dell'estate

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Labbra ghiacciate e lentiggini finte. Ecco i trend beauty dell'estate
iStock
  • Il mercato della bellezza non si ferma neanche nei mesi più caldi dell'anno. Merito dei giovani di Tiktok che sulla piattaforma condividono trend low cost per tutte le occasioni.
  • Essence lancia una linea di otto prodotti dedicati al mondo delle api e dona 20.000 euro per la creazione di un nuovo habitat.
  • Il brand italianissimo Espressoh crea cosmetici al profumo di caffè. Tra i prodotti più amati il mascara ultra black dalla texture cremosa e il blush illuminante che cambia colore in base al pH della pelle
  • Un gloss lucidissimo ed effetto ghiaccio. È l'ultima idea di Bijoux Indiscrets, la famosa azienda spagnola dedicata alla sexual wellness femminile. La fondatrice Elsa Viegas: «Il nostro lucidalabbra rende migliori anche i momenti intimi».
  • Acqua Sant'Anna lancia un nuovo trattamento di bellezza a base di acido ialuronico che diminuisce le rughe e dona lucentezza alla pelle.

Lo speciale contiene cinque articoli e gallery fotografiche.

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Vale la pena lottare per gli iraniani
Ansa
Il popolo persiano non è mai stato domato. Il libro di uno dei suoi scrittori spiega perché il fondamentalismo religioso che lo opprime è ancora più pericoloso del comunismo.

L’Iran non sta perdendo la guerra. Non ci sono i segnali di crollo che si erano verificati in Libia e in Iraq dopo i primi giorni. L’Iran si è preparato per decenni alla guerra ed è in grado di resistere. Se una parte della sua popolazione vuole la libertà dallo Stato islamico anche a costo della morte, è indubbio che un’altra parte sia disposta a combattere per lo Stato islamico fino alla morte. D’altronde, quattro decenni di indottrinamento non possono essere passati invano. La domanda è: «Perché attaccare l’Iran?» Chi ce lo fa fare di far morire un po’ di gente, aumentare le distruzioni, prendere a calci le nostra già scalcinate economie? L’Iran è un Paese atroce e ingiusto. Innegabile. Lo è anche la Corea del Nord, se per questo. Non è la stessa cosa. La risposta a queste domande esiste. Vale la pena di fare la guerra all’Iran anche a costo di morti e distruzioni, anche a costo di povertà, esattamente come valeva la pena di combattere Hitler. Lo spiega un iraniano.

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Sulla crisi in Medio Oriente il ministro ha dichiarato: «L’Italia non partecipa e non parteciperà assolutamente alla guerra. Noi lavoriamo con la nostra diplomazia per cercare di impedire un allargamento del conflitto».

Tajani ha poi sottolineato l’importanza del traffico nello Stretto di Hormuz: «Ci auguriamo che quanto prima si possa tornare a transitare attraverso Hormuz per impedire che ci sia un’impennata nel costo dell’energia». Infine, il ministro ha assicurato controlli contro eventuali speculazioni: «Stiamo vigilando affinché non ci sia assolutamente speculazione da parte delle imprese. Chi specula verrà sanzionato».

Scontro Bucci-«Secolo XIX». Il governatore ribatte ma tra i due gode la Salis
Marco Bucci (Ansa)
Il presidente ligure smentisce il direttore Michele Brambilla: «Rapporti cordiali, niente pressioni». Ne beneficia il sindaco di Genova, che appare come «martire» e coltiva sogni nazionali.

La slavina parte da un esposto anonimo di 23 pagine consegnato all’Ordine dei giornalisti della Liguria che chiama in causa il direttore del Secolo XIX, Michele Brambilla. L’Ordine, presieduto da Tommaso Fregatti, cronista di giudiziaria proprio del Secolo XIX, apre un procedimento disciplinare e convoca i capi delle redazioni genovesi. I fatti esaminati partono dal momento in cui il giornale cambia di mano.

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«Si vota Sì per una giustizia più veloce, più libera e indipendente dai partiti, dalle correnti e dalla politica. C’è una casta minoritaria di giudici che decide chi viene promosso e chi viene bocciato, nessuno paga per i suoi errori, ci sono migliaia di italiani ingiustamente indagati, addirittura arrestati e messi in galera e poi rilasciati con una vita rovinata e nessuno paga». Così Matteo Salvini, leader della Lega, partecipando a uno dei gazebo organizzati dal partito a Ponte Milvio, a Roma, per sostenere il Sì al referendum.

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