Conte si umilia per la poltrona

Quasi un'ora di discorso per dire una sola cosa, ossia che la maggioranza non ha più i numeri. Alla fine, l'intervento alla Camera di Giuseppe Conte si riassume in un'unica parola: aiutateci. «Aiutateci a ripartire con la massima celerità». Soprattutto, aiutateci a non andare a casa con altrettanta velocità. Un appello ripetuto più volte, nella speranza di muovere qualche voto, possibilmente in quell'area del centrodestra che potrebbe essere sensibile al richiamo di un contributo politico «nel solco delle migliori e più nobili tradizioni europeiste: liberali, popolari e socialiste». Un messaggio chiaramente diretto a Forza Italia, l'unico partito che assomma in sé tutte queste anime, una parte delle quali, se non ci fosse stato l'argine di Silvio Berlusconi alle sirene governative, sarebbe già andata in soccorso della maggioranza, trovando il modo di sostituirsi ai senatori renziani.

Abbiamo fatto i conti in tasca alle aziende: a fine campagna sfioreremo i 2 miliardi di euro per le consegne di Pfizer, Astrazeneca, Moderna, Curevac, J&J e Sanofi. La situazione delle scorte, intanto, continua a peggiorare: in frigorifero abbiamo 2,5 milioni di fiale.
Giancarlo Giorgetti (Ansa)
Il ministro imposta con le aziende pharma e il sottosegretario Franco Gabrielli la riconversione strategica dei siti. Entro autunno le imprese «produrranno il principio attivo». Oggi l'incontro con il commissario Ue, Thierry Breton.
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