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Del Movimento resta solo il maxi ego di Conte

Del Movimento resta solo il maxi ego di Conte
Giuseppe Conte (Getty Images)
Il partito è saltato sotto il peso dei suoi fallimenti: dalla promessa di abolire la povertà col Rdc alla farsa della lotta alla Casta. Nonostante il taglio dei parlamentari, il Senato ci costa quanto prima. L’ex premier però le prova tutte per tenersi la poltrona.
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Remigrazione, il Pd vuole il bavaglio. Salvini: «Non è da veri democratici»
Matteo Salvini (Ansa)
Il leader leghista: «Noi stiamo con i cittadini che non ragionano come la sinistra».

Il 18 aprile la manifestazione dei Patrioti della Lega in piazza del Duomo a Milano ci sarà, ma reazioni e polemiche non si fermano. Il Pd a Palazzo Marino, tramite la presidente del Consiglio comunale di Milano, Elena Buscemi, nei giorni scorsi aveva provato a esortare Prefettura e Questura per annullare l’evento, ma senza esito.

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Claudio Borghi: «Sì al gas russo, a chiederlo è il Paese»
Claudio Borghi (Imagoeconomica)
Il leghista: «Non si può governare contro l’opinione pubblica. E se Kiev chiudesse i tubi non meriterebbe più l’aiuto italiano. Il Patto di stabilità? Finiamola di stare sottomessi, facciamo i nostri interessi come la Francia».
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Usa e Iran pronti alla sfida navale. E Putin prova a far da mediatore
Vladimir Putin (Getty Images)
Il Cremlino si fa avanti, Trump minaccia blocchi e confische su Hormuz e sanzioni alla Cina. Carro Idf contro soldati italiani.

Si è concluso senza alcuna intesa il ciclo di colloqui tra Stati Uniti e Iran ospitato a Islamabad, in Pakistan. A certificare lo stallo è stato il vicepresidente americano JD Vance: «Per 21 ore abbiamo avuto discussioni sostanziali con gli iraniani. Questa è la buona notizia. La cattiva notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo».

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«L’America pensava di bluffare ma ha bisogno della tregua»
Dario Fabbri (Imagoeconomica)
L’analista geopolitico Dario Fabbri: «Iran e Israele hanno vinto e continuano con i bombardamenti. Hormuz adesso è una ferita per Trump che, per aprirlo, pensa a un’occupazione».

«I negoziati sono fatti apposta per sbattere le porte, per pronunciare i “basta, me ne vado” e poi tornare sui propri passi. In una guerra la rottura di un negoziato è probabile che accada, fa parte dei giochi».

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