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2022-02-23
Ciglia lunghissime e gote rosate: la bellezza punta tutto su mascara e fard
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Attenzione per gli occhi, con ciglia lunghissime e nere come la pece. E poi la pelle, che inizia a tingersi dei colori dell'estate con leggere abbronzature. Ma soprattutto il ritorno del fard, il prodotto più chiacchierato dell'industria del make up sta vivendo una nuova primavera grazie a trucchetti che l'hanno reso un must have per le nuove generazioni.
È un vero e proprio ritorno alla normalità quello che sta vivendo il settore del beauty. Il segmento make up ha chiuso il 2021 con un aumento del 7.1% tornando ai livelli pre pandemia. Come riporta uno studio di Nielsen IQ, a trainare il mercato è il settore occhi che, da solo, è responsabile di circa il 38% di tutto il giro d'affari. Mascara, primer, eyeliner, matite e ombretti sono ormai degli alleati nella routine beauty femminile. Complice l'utilizzo prolungato della mascherina che ha reso lo sguardo l'arma principale di seduzione per molti mesi. A crescere è anche la parte dedicata ai prodotti viso che rappresenta il 26% del giro d'affari. In questo caso, i prodotti più venduti sono fondotinta e correttori. A soffrire è invece la cipria che si ritrova a scontrarsi con un colosso d'altri tempi: il fard, o blush. Che oggi, grazie ai social network, spopola tra le nuove generazioni che lo utilizzano anche sugli occhi e sulle labbra. Se pensate che la mascherina abbia frenato il mercato della cura delle labbra, vi sbagliate. Il make up labbra, nonostante mesi complessi, rappresenta l'11% del settore. Ad aumentare le vendite non sono i tradizionali rossetti, che rimangono tuttavia qualcosa da avere nel proprio beauty, ma prodotti come i lucida labbra e i balm rimpolpanti. Il motivo? Le donne non vogliono rinunciare ad avere labbra da baciare, ma spendono meno e si concentrano su prodotti di fascia più bassa, come i lipgloss. Tra i dati di Nielsen è interessante anche quello inerente alla crescita esponenziale della vendita di accessori trucco. Pennelli e spugne trucco trascinano il segmento che chiude con un peso del 5% sul totale del settore make up.
Segno che i tempi stanno, indubbiamente, cambiando. Come già citato, il fard sta vivendo una nuova primavera. Il tocco di rosa o pesca sulle gote torna a essere qualcosa che piace, soprattutto alle più giovani alla ricerca di un make up che sembri il più naturale possibile. I nuovi prodotti in polvere e stick permettono di modulare il colore come si preferisce rendendolo delicatissimo, quasi invisibile. Gli stick e le creme, invece, consentono di giocare con le tonalità creando sfumature sul viso che richiamano i colori usati, in diverse intensità, su palpebre e labbra. È tutto un gioco di tratti più o meno delicati quello che spopola tra le nuove generazioni che tornano a guardare a prodotti che sembravano obsoleti con interesse riportandoli in auge e creando un hype tale da aver conquistato social come TikTok.
Tra i trend da non sottovalutare ci sono la glowy skin, che impone pelle perfette e luminosissime, e l'embellishment con l'aggiunta di piccole gemme intorno agli occhi e sul volto a creare punti luce.
Il mascara? Oggi si crea su misura con un'app

Gli occhi sono lo specchio dell'anima. E non solo. Avere ciglia perfette è diventato qualcosa a cui nessuna donna vuole rinunciare. Ma mentre il settore dell'allungamento artificiale sembra in calo, quello dei mascara cresce in modo esponenziale.
Grazie anche all’evoluzione della tecnologia digital, si apre un nuovo mercato nei prodotti di bellezza per il make-up. Nasce il primo mascara su misura, realizzato per le ciglia di ogni singola donna attraverso un programma esclusivo e brevettato di diagnosi personalizzata. Un team specializzato da più di 20 anni nel beauty, consulente dei principali laboratori al mondo specializzati nello sviluppo di nuovi prodotti, ha condotto uno studio accurato, su 500 donne, per isolare le caratteristiche specifiche e personali di ognuna di loro e individuare i 5 criteri morfologici che definiscono i diversi morfotipi esistenti. I mascara su misura di Ozmee corrispondono esattamente al morfotipo specifico di ogni cliente e uniscono performance, sicurezza e sostenibilità. Sono stati eseguiti diversi panel test, su centinaia di donne, incluse quelle con occhi sensibili, per garantire sempre la performance del prodotto.
Nel 2018, Katia de Martino, intuisce che l’epoca di tanti prodotti indifferenziati volgeva al termine e che per il futuro la personalizzazione fosse il miglior modello di business per un reale approccio incentrato sul consumatore. È stata un’esperienza personale da cliente alla ricerca di un mascara in un drugstore newyorkese a renderla consapevole della difficoltà per una consumatrice di scegliere tra molteplici brand. Mettendo insieme 20 anni di esperienza nel beauty, collabora per i successivi tre anni con il suo team di esperti e lavora con le migliori aziende di mascara al mondo. Unisce le sue forze a un’azienda americana in possesso di diversi brevetti per sviluppare un software innovativo in grado di fornire una diagnosi precisa e affidabile delle ciglia. All’inizio del 2020, Catherine Castillon, creative strategist per diversi marchi della moda e della bellezza, è talmente sedotta dall’originalità della vision che si unisce al team per sviluppare il branding e tutti gli assets di comunicazione per Ozmee.
Morphodiagnosis è il software di analisi facciale ed intelligenza artificiale che consente una diagnosi online, affidabile e precisa, in tempo reale, per offrire ai consumatori un’esperienza unica e user friendly. Un software esclusivo ed unico al mondo che permette di analizzare le ciglia per individuare e suggerire il mascara perfetto e più adatto per le singole esigenze di ogni donna. Le ciglia infatti, così come le donne, non sono tutte uguali, sono diverse secondo il tipo di pelle, secondo la loro lunghezza, la loro densità e la loro consistenza L’innovativo software è in grado di eseguire il tracciamento facciale in tempo reale identificando ed analizzando con precisione tutte le caratteristiche non solo delle ciglia ma anche del viso e della pelle. L’esclusivo algoritmo di intelligenza artificiale, impostato su specifici parametri quali-quantitativi, elabora la correlazione con il morfotipo per proporre soluzioni e risposte precise.
Ma come funziona?
Semplice.
1. SCATTA DUE SEMPLICI SELFIE
Scatta una foto con la fotocamera ad alta risoluzione del tuo telefono o del tuo tablet.
2. SCOPRI IL TUO MORFOTIPO SPECIFICO
Le ciglia sono analizzate secondo 5 parametri: la lunghezza, la densità, lo spessore, il volume e la curvatura.
3. IL MASCARA PERSONALIZZATO “PERFECT MATCH”
Progettato per le specifiche esigenze di ogni morfotipo, il mascara Ozmee agisce con precisione, sicurezza e performance.
4. SCEGLI IL TUO LOOK MAKE-UP
La tecnologia personalizzata della Morphodiagnosis ti consiglia il tuo mascara su misura Ozmee, un’applicazione ottimale ed anche il tutorial per il tuo look desiderato.
Tre trucchi per preparare la pelle al primo sole
Venti minuti. Tre volte alla settimana. E rigorosamente con una protezione alta, almeno 30. Sono questi i trucchi per preparare la pelle al primo sole.
Con l'arrivo della bella stagione, la voglia di scoprirsi e di rivelare un corpo tonico e abbronzato, è naturale. Due anni di pandemia e "abbronzatura" sul balcone ci hanno insegnato che un'esposizione costante e moderata sono un boost naturale e aiutano ad arrivare all'estate con la pelle pronta a catturare i raggi solari.
Eppure, ci sono dei dettagli fondamentali che non vanno mai dimenticati. Per quanto sia meraviglioso essere abbronzati, dimenticarsi la protezione o utilizzare immediatamente super abbronzanti sulla pelle può provocare danni irreparabili.
Oltre alle protezioni in crema, è bene tenere la pelle estremamente idratata. Le acque termali spray sono un ottimo alleato per chi soffre il caldo ma non vuole rinunciare alla tintarella.
Prima di esporsi al sole è bene anche preparare la pelle con una routine di scrub e gommage. Esfoliare è la parola d'ordine. Iniziate due volte alla settimana, sotto la doccia, utilizzando uno scrub delicato e una spazzola con setole morbide. Sul viso seguite la stessa routine e alternatela con l'utilizzo, una sola volta alla settimana, di un gommage da tenere in posa alcuni minuti sul volto e poi risciacquare.
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Il settore beauty è tornato ai fasti pre Covid. A trainare il mercato la ricerca di occhi da sogno e un incarnato perfetto, leggermente arrossato ma estremamente naturale. In declino l'uso dei rossetti che lasciano il posto ai gloss: la nuova moda impone luminosità . La tecnologia è da sempre alleata del make up. Ozmee ha creato un programma che, da sue semplici foto, riesce a identificare il tipo di ciglia e a creare il mascara perfetto. Con l'arrivo della bella stagione la voglia di abbronzarsi torna a essere tanta. Ecco alcuni trucchi per non rovinarsi la pelle.Lo speciale contiene tre articoli.Attenzione per gli occhi, con ciglia lunghissime e nere come la pece. E poi la pelle, che inizia a tingersi dei colori dell'estate con leggere abbronzature. Ma soprattutto il ritorno del fard, il prodotto più chiacchierato dell'industria del make up sta vivendo una nuova primavera grazie a trucchetti che l'hanno reso un must have per le nuove generazioni.È un vero e proprio ritorno alla normalità quello che sta vivendo il settore del beauty. Il segmento make up ha chiuso il 2021 con un aumento del 7.1% tornando ai livelli pre pandemia. Come riporta uno studio di Nielsen IQ, a trainare il mercato è il settore occhi che, da solo, è responsabile di circa il 38% di tutto il giro d'affari. Mascara, primer, eyeliner, matite e ombretti sono ormai degli alleati nella routine beauty femminile. Complice l'utilizzo prolungato della mascherina che ha reso lo sguardo l'arma principale di seduzione per molti mesi. A crescere è anche la parte dedicata ai prodotti viso che rappresenta il 26% del giro d'affari. In questo caso, i prodotti più venduti sono fondotinta e correttori. A soffrire è invece la cipria che si ritrova a scontrarsi con un colosso d'altri tempi: il fard, o blush. Che oggi, grazie ai social network, spopola tra le nuove generazioni che lo utilizzano anche sugli occhi e sulle labbra. Se pensate che la mascherina abbia frenato il mercato della cura delle labbra, vi sbagliate. Il make up labbra, nonostante mesi complessi, rappresenta l'11% del settore. Ad aumentare le vendite non sono i tradizionali rossetti, che rimangono tuttavia qualcosa da avere nel proprio beauty, ma prodotti come i lucida labbra e i balm rimpolpanti. Il motivo? Le donne non vogliono rinunciare ad avere labbra da baciare, ma spendono meno e si concentrano su prodotti di fascia più bassa, come i lipgloss. Tra i dati di Nielsen è interessante anche quello inerente alla crescita esponenziale della vendita di accessori trucco. Pennelli e spugne trucco trascinano il segmento che chiude con un peso del 5% sul totale del settore make up.Segno che i tempi stanno, indubbiamente, cambiando. Come già citato, il fard sta vivendo una nuova primavera. Il tocco di rosa o pesca sulle gote torna a essere qualcosa che piace, soprattutto alle più giovani alla ricerca di un make up che sembri il più naturale possibile. I nuovi prodotti in polvere e stick permettono di modulare il colore come si preferisce rendendolo delicatissimo, quasi invisibile. Gli stick e le creme, invece, consentono di giocare con le tonalità creando sfumature sul viso che richiamano i colori usati, in diverse intensità, su palpebre e labbra. È tutto un gioco di tratti più o meno delicati quello che spopola tra le nuove generazioni che tornano a guardare a prodotti che sembravano obsoleti con interesse riportandoli in auge e creando un hype tale da aver conquistato social come TikTok. Tra i trend da non sottovalutare ci sono la glowy skin, che impone pelle perfette e luminosissime, e l'embellishment con l'aggiunta di piccole gemme intorno agli occhi e sul volto a creare punti luce. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/ciglia-lunghissime-e-gote-rosate-la-bellezza-punta-tutto-su-mascara-e-fard-2656776349.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="il-mascara-oggi-si-crea-su-misura-con-un-app" data-post-id="2656776349" data-published-at="1645631658" data-use-pagination="False"> Il mascara? Oggi si crea su misura con un'app Gli occhi sono lo specchio dell'anima. E non solo. Avere ciglia perfette è diventato qualcosa a cui nessuna donna vuole rinunciare. Ma mentre il settore dell'allungamento artificiale sembra in calo, quello dei mascara cresce in modo esponenziale. Grazie anche all’evoluzione della tecnologia digital, si apre un nuovo mercato nei prodotti di bellezza per il make-up. Nasce il primo mascara su misura, realizzato per le ciglia di ogni singola donna attraverso un programma esclusivo e brevettato di diagnosi personalizzata. Un team specializzato da più di 20 anni nel beauty, consulente dei principali laboratori al mondo specializzati nello sviluppo di nuovi prodotti, ha condotto uno studio accurato, su 500 donne, per isolare le caratteristiche specifiche e personali di ognuna di loro e individuare i 5 criteri morfologici che definiscono i diversi morfotipi esistenti. I mascara su misura di Ozmee corrispondono esattamente al morfotipo specifico di ogni cliente e uniscono performance, sicurezza e sostenibilità. Sono stati eseguiti diversi panel test, su centinaia di donne, incluse quelle con occhi sensibili, per garantire sempre la performance del prodotto. Nel 2018, Katia de Martino, intuisce che l’epoca di tanti prodotti indifferenziati volgeva al termine e che per il futuro la personalizzazione fosse il miglior modello di business per un reale approccio incentrato sul consumatore. È stata un’esperienza personale da cliente alla ricerca di un mascara in un drugstore newyorkese a renderla consapevole della difficoltà per una consumatrice di scegliere tra molteplici brand. Mettendo insieme 20 anni di esperienza nel beauty, collabora per i successivi tre anni con il suo team di esperti e lavora con le migliori aziende di mascara al mondo. Unisce le sue forze a un’azienda americana in possesso di diversi brevetti per sviluppare un software innovativo in grado di fornire una diagnosi precisa e affidabile delle ciglia. All’inizio del 2020, Catherine Castillon, creative strategist per diversi marchi della moda e della bellezza, è talmente sedotta dall’originalità della vision che si unisce al team per sviluppare il branding e tutti gli assets di comunicazione per Ozmee. Morphodiagnosis è il software di analisi facciale ed intelligenza artificiale che consente una diagnosi online, affidabile e precisa, in tempo reale, per offrire ai consumatori un’esperienza unica e user friendly. Un software esclusivo ed unico al mondo che permette di analizzare le ciglia per individuare e suggerire il mascara perfetto e più adatto per le singole esigenze di ogni donna. Le ciglia infatti, così come le donne, non sono tutte uguali, sono diverse secondo il tipo di pelle, secondo la loro lunghezza, la loro densità e la loro consistenza L’innovativo software è in grado di eseguire il tracciamento facciale in tempo reale identificando ed analizzando con precisione tutte le caratteristiche non solo delle ciglia ma anche del viso e della pelle. L’esclusivo algoritmo di intelligenza artificiale, impostato su specifici parametri quali-quantitativi, elabora la correlazione con il morfotipo per proporre soluzioni e risposte precise.Ma come funziona? Semplice. 1. SCATTA DUE SEMPLICI SELFIEScatta una foto con la fotocamera ad alta risoluzione del tuo telefono o del tuo tablet. 2. SCOPRI IL TUO MORFOTIPO SPECIFICO Le ciglia sono analizzate secondo 5 parametri: la lunghezza, la densità, lo spessore, il volume e la curvatura. 3. IL MASCARA PERSONALIZZATO “PERFECT MATCH” Progettato per le specifiche esigenze di ogni morfotipo, il mascara Ozmee agisce con precisione, sicurezza e performance. 4. SCEGLI IL TUO LOOK MAKE-UP La tecnologia personalizzata della Morphodiagnosis ti consiglia il tuo mascara su misura Ozmee, un’applicazione ottimale ed anche il tutorial per il tuo look desiderato. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/ciglia-lunghissime-e-gote-rosate-la-bellezza-punta-tutto-su-mascara-e-fard-2656776349.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="tre-trucchi-per-preparare-la-pelle-al-primo-sole" data-post-id="2656776349" data-published-at="1645631658" data-use-pagination="False"> Tre trucchi per preparare la pelle al primo sole Venti minuti. Tre volte alla settimana. E rigorosamente con una protezione alta, almeno 30. Sono questi i trucchi per preparare la pelle al primo sole.Con l'arrivo della bella stagione, la voglia di scoprirsi e di rivelare un corpo tonico e abbronzato, è naturale. Due anni di pandemia e "abbronzatura" sul balcone ci hanno insegnato che un'esposizione costante e moderata sono un boost naturale e aiutano ad arrivare all'estate con la pelle pronta a catturare i raggi solari.Eppure, ci sono dei dettagli fondamentali che non vanno mai dimenticati. Per quanto sia meraviglioso essere abbronzati, dimenticarsi la protezione o utilizzare immediatamente super abbronzanti sulla pelle può provocare danni irreparabili. Oltre alle protezioni in crema, è bene tenere la pelle estremamente idratata. Le acque termali spray sono un ottimo alleato per chi soffre il caldo ma non vuole rinunciare alla tintarella. Prima di esporsi al sole è bene anche preparare la pelle con una routine di scrub e gommage. Esfoliare è la parola d'ordine. Iniziate due volte alla settimana, sotto la doccia, utilizzando uno scrub delicato e una spazzola con setole morbide. Sul viso seguite la stessa routine e alternatela con l'utilizzo, una sola volta alla settimana, di un gommage da tenere in posa alcuni minuti sul volto e poi risciacquare.
Il baritono Luca Salsi ci guida alla scoperta del genio di Giuseppe Verdi attraverso tre opere che lo vedono protagonista al Teatro alla Scala di Milano. Da Nabucodonosor, primo grande successo del Cigno di Busseto, al penultimo capolavoro, Otello. Un titolo attesissimo per l’inaugurazione della prossima stagione, il 7 dicembre 2026.
Un duello tra Lautaro Martinez e Scott McTominay durante Inter-Napoli della scorsa stagione (Getty Images)
A nemmeno due settimane di distanza dalla fine del campionato, la Serie A versione 2026/2027 ha già preso forma con la tradizionale compilazione del calendario. Per il secondo anno consecutivo il Teatro Regio di Parma, nell'ambito del Festival della Serie A, ha ospitato la cerimonia che ha svelato le 38 giornate della prossima stagione.
Il campionato scatterà nel weekend del 22-23 agosto e si concluderà il 29-30 maggio 2027. Confermato il calendario asimmetrico tra andata e ritorno, mentre la principale novità riguarda le soste per le nazionali: tra fine settembre e inizio ottobre ci sarà una pausa unica di due settimane consecutive, alle quali si aggiungeranno gli stop di novembre e marzo. Previsti inoltre due turni infrasettimanali, il 28 ottobre e il 6 gennaio, oltre alla sosta natalizia del 26 e 27 dicembre.
L'avvio propone subito partite interessanti e affatto banali. I campioni d'Italia dell'Inter debutteranno a San Siro contro il Monza, mentre Napoli e Juventus inizieranno entrambe in trasferta, rispettivamente a Genova e Frosinone. Impegno esterno anche per il Milan, atteso dal Torino, mentre la Roma riceverà la Fiorentina all'Olimpico. Per assistere ai primi incroci di alta classifica non bisognerà però aspettare molto. Già alla terza giornata il calendario mette di fronte Juventus e Milan da una parte, Inter e Napoli dall'altra. Un doppio confronto che potrebbe offrire indicazioni interessanti fin dalle prime settimane della stagione. Il primo derby della Madonnina è invece fissato alla decima giornata, il 1° novembre, nello stesso turno in cui andrà in scena anche Juventus-Napoli. Al termine del girone d'andata, alla diciannovesima giornata, spazio al primo Derby d'Italia con Inter-Juventus a San Siro.
Anche il ritorno si annuncia particolarmente intenso. Alla ventiduesima giornata si giocheranno Napoli-Inter e Milan-Juventus, mentre due settimane più tardi, nel weekend di San Valentino, il calendario propone un altro doppio appuntamento di cartello con Inter-Milan e Napoli-Juventus. Restano inoltre i vincoli legati agli impegni europei. Nelle giornate collocate tra due turni delle coppe Uefa le squadre impegnate in Champions League non potranno affrontare quelle partecipanti a Europa League e Conference League, una scelta pensata per distribuire in modo più equilibrato gli impegni durante la stagione.
Dietro la compilazione delle 38 giornate c'è stato ancora una volta il lavoro dell'algoritmo utilizzato dalla Lega Serie A, chiamato a gestire contemporaneamente decine di vincoli tra derby, alternanza casa-trasferta, soste per le nazionali, coppe europee e disponibilità degli impianti. Un supporto tecnologico ormai diventato centrale nella costruzione del calendario. Ad aprire la cerimonia è stato il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, che ha rivendicato la crescita dell'interesse attorno al campionato sottolineando: «Abbiamo avuto una capienza media negli stadi di 30.000 spettatori a partita. La prova che il pubblico ama ancora e molto il nostro campionato».
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Giuseppe Cossu e Roberto Saviano (Ansa)
Caro Roberto Saviano,
ho letto le tue parole sul grido “Decima” pronunciato dagli incursori della Marina Militare e sento il bisogno di scriverti da uomo che ha servito l’Italia in uniforme, in patria e all’estero, compreso l’Afghanistan. Non per polemica, ma per offrire un punto di vista che troppo spesso viene ignorato.
Chi ha indossato il basco degli incursori sa bene che la storia va conosciuta nella sua interezza, senza semplificazioni e senza sovrapposizioni che finiscono per cancellare fatti, uomini e tradizioni. Quando sento pronunciare il nome “Decima”, il mio pensiero non corre alla Repubblica Sociale Italiana né alle pagine più controverse della guerra civile italiana. Corre invece agli uomini della Decima Flottiglia MAS che, prima dell’8 settembre 1943, scrissero alcune delle pagine più straordinarie della storia militare italiana.
Parlo di marinai che operarono in condizioni estreme, di pionieri delle operazioni speciali subacquee, di uomini che con mezzi rudimentali ma con coraggio eccezionale riuscirono a colpire obiettivi ritenuti impossibili. Parlo di una tradizione professionale e militare riconosciuta e studiata ancora oggi da numerose marine del mondo. È da quella tradizione tecnica, operativa e umana che discendono gli attuali incursori della Marina Militare.
Quando pensiamo a quella storia, pensiamo al sacrificio di Teseo Tesei e di tanti altri uomini che hanno rappresentato e continuano a rappresentare un esempio per ogni incursore. Pensiamo a chi ha dato la vita per compiere il proprio dovere, sapendo di andare incontro a una missione dalla quale forse non sarebbe tornato. Il loro esempio continua ancora oggi a essere fonte di motivazione nelle notti più dure dell’addestramento e delle operazioni.
Pensiamo anche alle radici più profonde dello spirito d’audacia della Marina italiana, a imprese come la Beffa di Buccari guidata da Gabriele D’Annunzio, episodi che hanno alimentato una tradizione fatta di coraggio, iniziativa e spirito di sacrificio. Sono queste le pagine che molti giovani militari studiano, insieme ai valori e ai principi tramandati dal reparto, trovando ispirazione per affrontare le sfide del servizio.
Ridurre tutto questo a una sola fase storica significa compiere un’operazione ingiusta nei confronti della verità. Significa ignorare che la Decima MAS esistette prima del 1943 e che proprio in quel periodo costruì la propria fama. Significa dimenticare uomini che servirono il loro Paese con disciplina e sacrificio in un contesto storico ben diverso da quello successivo all’armistizio.
C’è poi una domanda che mi pongo sinceramente: perché soltanto oggi questa tradizione viene presentata come un problema? Il grido “Decima” accompagna da sempre la storia e le tradizioni del reparto. Nel corso dei decenni si sono succeduti governi di ogni orientamento politico, presidenti della Repubblica, ministri della Difesa e vertici militari. Eppure nessuno ha mai ritenuto necessario trasformare questo elemento identitario in una battaglia ideologica.
Noi militari conosciamo il peso dei simboli. Proprio per questo sappiamo distinguerne le diverse fasi storiche. Nessuno pretende di cancellare le controversie che seguirono all’8 settembre. Ma allo stesso modo non si può accettare che un’intera tradizione venga identificata esclusivamente con una parte della sua storia, per quanto discussa essa sia.
Molti di coloro che oggi rivendicano l’eredità professionale degli incursori italiani hanno servito la Repubblica Italiana in missioni internazionali, spesso lontano dai riflettori. In Afghanistan, nei Balcani, in Iraq, nel Mediterraneo, nel Corno d’Africa e in numerosi altri teatri operativi, i militari italiani hanno operato per garantire sicurezza, stabilità e protezione delle popolazioni civili, spesso a rischio della propria vita.
Ho visto colleghi partire senza sapere se sarebbero tornati. Ho visto uomini lavorare per mesi lontano dalle famiglie, affrontando minacce concrete e quotidiane. Ho visto professionalità, umanità e spirito di servizio. E ho visto il rispetto che i militari italiani si sono guadagnati presso alleati e popolazioni locali grazie alla loro competenza e al loro equilibrio.
Quando un incursore richiama una tradizione militare, non necessariamente sta facendo una dichiarazione politica. Molto spesso sta rendendo omaggio a una storia professionale fatta di addestramento, sacrificio, fratellanza e servizio. È una differenza che chiunque affronti questi temi con onestà intellettuale dovrebbe sforzarsi di comprendere.
Se vi sono critiche da rivolgere a un governo, a una maggioranza politica o a una scelta istituzionale, esse appartengono legittimamente al dibattito democratico. Ma sarebbe auspicabile evitare che a farne le spese siano uomini che hanno dedicato la propria vita alla difesa della Patria e delle sue istituzioni. Militari che servono tutti gli italiani, senza distinzione di idee politiche, religione, origine o appartenenza sociale.
Le parole hanno un peso, soprattutto quando vengono pronunciate da personalità pubbliche. Per questo credo che sia importante distinguere tra la doverosa critica politica e il rispetto dovuto a chi serve lo Stato italiano. Le semplificazioni possono generare consenso immediato, ma raramente aiutano a comprendere la complessità della storia.
E forse, anziché soffermarsi esclusivamente sugli aspetti più controversi di quella vicenda, sarebbe utile raccontare anche le imprese che hanno reso celebre la Decima nel mondo: il coraggio di Teseo Tesei, le operazioni degli uomini d’assalto, l’innovazione tecnica, il sacrificio e la dedizione di chi ha aperto la strada alle moderne forze speciali. Sarebbe una storia capace di offrire ai nostri giovani esempi di determinazione, spirito di servizio e amore per il proprio Paese.
Non ti chiedo di condividere questa sensibilità. Ti chiedo soltanto di considerare che dietro quel nome, per molti militari, non vi è nostalgia ideologica, bensì il ricordo di una tradizione operativa che appartiene alla storia della Marina italiana e che ha contribuito a costruire l’eccellenza delle nostre forze speciali.
La storia, quando viene letta tutta intera, è sempre più complessa degli slogan. E il rispetto per chi ha servito e serve il proprio Paese dovrebbe essere un terreno comune, al di là delle differenze di opinione.
Con rispetto.
Giuseppe Cossu, Incursore in congedo della Marina Militare italiana.
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