Carabinieri umiliati e minacciati da un colono armato in Cisgiordania

Due carabinieri in servizio all’ambasciata presso il consolato generale d’Italia a Gerusalemme sono stati fermati illegalmente domenica da un colono israeliano in Cisgiordania, che li ha fatti inginocchiare sotto il tiro di un fucile mitragliatore e «interrogati», ovviamente senza averne alcun titolo. La vicenda, resa nota ieri pomeriggio da fonti di governo, ha scatenato una tempesta diplomatica tra Italia e Israele, dagli esiti ancora incerti. Con una nota la Farnesina ha fatto sapere che «il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto di convocare l’ambasciatore di Israele in Italia per chiedere chiarimenti e confermare la dura protesta sull’episodio che ha visto coinvolti ieri (domenica, ndr) due carabinieri in servizio presso il consolato generale d’Italia a Gerusalemme».
«I due militari», si legge nella nota, «sono stati bloccati in territorio palestinese, vicino Ramallah, probabilmente da un “colono” sotto la minaccia di un fucile mitragliatore». La Farnesina ha inoltre riferito che «l’ambasciata d’Italia a Tel Aviv ha già rivolto una protesta formale al governo israeliano rivolgendosi al ministero degli Affari esteri, al Cogat (il comando militare israeliano per il Territori palestinesi occupati), allo Stato maggiore delle Idf, la polizia e allo Shin Bet (il servizio di sicurezza israeliano competente per i Territori palestinesi)». I dettagli dell’accaduto non sono ancora chiari. Secondo le prima ricostruzioni i due militari stavano effettuando un sopralluogo in vista di una missione degli ambasciatori della Ue in un villaggio nei pressi di Ramallah, in territorio della Autorità nazionale palestinese.
Gli uomini dell’Arma, che erano a bordo di un’auto con targa diplomatica e muniti di passaporti e tesserini diplomatici, come detto, sono stati «interrogati» dall’uomo, armato e in abiti civili, che si presume essere un colono israeliano. I due militari hanno però rifiutato di rispondere. Secondo quanto riferito dalla Farnesina l’uomo avrebbe poi passato ai due carabinieri una persona al telefono, che senza identificarsi, li ha informati che si trovavano all’interno di un’area militare e dovevano allontanarsi. Il ministero degli Esteri ha poi precisato che una verifica con il Cogat ha però confermato che non esiste nessuna area militare in quel punto. I due carabinieri sono poi rientrati incolumi in consolato e hanno riportato all’ambasciata e alla catena di comando dell’Arma quanto era avvenuto.
Al momento di andare in stampa nessun esponente del governo aveva ancora preso posizione con una dichiarazione sull’accaduto. Una scelta probabilmente dettata dall’esigenza di non interferire con i passi formali portati avanti dalla Farnesina. Ma da Palazzo Chigi è filtrata informalmente una forte irritazione del premier Giorgia Meloni che condivide in pieno l’azione di Tajani.
Un ulteriore comunicato della Farnesina ha poi spiegato che «l’ambasciatore di Israele in Italia, Jonathan Peled, è stato convocato» ieri «pomeriggio alla Farnesina, su decisione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, dopo il grave episodio che ha coinvolto due carabinieri in servizio presso il consolato generale d’Italia a Gerusalemme». «All’ambasciatore israeliano», prosegue il comunicato, «è stato espresso il forte disappunto e la dura protesta
dell’Italia per quanto accaduto. È stato ribadito come l’episodio sia di particolare gravità, anche alla luce del ruolo svolto dai carabinieri e del contesto operativo in cui si trovavano».
Infine, conclude la Farnesina, «si è colta l’occasione per reiterare la preoccupazione del governo sui comportamenti dei coloni violenti in Cisgiordania, in linea con quanto il ministro Tajani ha ricordato al suo omologo israeliano in occasione di numerosi colloqui. L’ambasciatore Peled ha espresso rincrescimento per l’incidente e ha indicato che il suo governo provvederà a effettuare le opportune indagini su quanto accaduto».
A prendere posizione per la maggioranza è stata la senatrice di Forza Italia e presidente della commissione Affari esteri e difesa a Palazzo Madama, Stefania Craxi, che in una nota ha espresso la sua «più ferma condanna per il gravissimo episodio avvenuto nei pressi di Ramallah». Aggiungendo poi che «se confermato, risulta ancor più grave che i due militari siano stati interrogati e trattenuti sotto minaccia nonostante fossero in possesso di passaporti e tesserini diplomatici». Per la senatrice di Fi quello avvenuto domenica «è un atto inaccettabile, che rappresenta una seria violazione delle norme internazionali». Per la segretaria del Pd Elly Schlein però, «i coloni uccidono, minacciano i palestinesi e stanno perpetrando da tempo - e indisturbati - abusi e violenze di ogni genere». Per questo, sostiene, «convocare l’ambasciatore non basta». E il governo dovrebbe dire «piuttosto a Netanyahu di fermarsi».






