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Dal phon da 400 euro ai boccoli con la bottiglia di plastica. Nei capelli un business da oltre 100 milioni

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  • Il mercato degli apparecchi che servono per asciugare, modellare, lisciare o arricciare i capelli è il più fiorente in Italia dove sono presenti oltre 100.000 saloni. Sul podio delle regioni con più parrucchieri troviamo la Lombardia, la Campania e il Piemonte.
  • Ci sono voluti 75 milioni di euro e 103 ingegneri per sviluppare il phon migliore al mondo. Dyson è oggi il marchio più amato in tutto il mondo. Il suo phon, il Supersonic, è utilizzato da vip e stylist hollywoodiani. Merito del metodo Coanda che, «piegando» l'aria calda nella giusta direzione è in grado di creare la piega perfetta.
  • «Una buona piastra può aiutare a realizzare le proprie ambizioni». Parola di Ivan Rago, creative director del brand Ghd che ci racconta quali sono le novità dell'azienda e i look da copiare per questa primavera/estate.
  • Su Instagram spopola il trucco «della bottiglia» per avere boccoli perfetti in 5 minuti. Ma attenzione: il gioco può rovinarvi i capelli per sempre.
  • Con la frangetta, i colpi di luce o biondi quasi ossigenati: tutte le mode per questa estate. Il look più gettonato? Quello spettinato anni Settanta che piaceva tanto a Brigitte Bardot.

Lo speciale comprende cinque articoli, infografiche, video e gallery fotografiche.

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Gioventù criminale dipendente dai social. Però si accaniscono sui bambini del bosco
Trevallion
La cronaca ci racconta che i mostri più pericolosi vivono in città Dove la Rete crea disagio. Molto più sano lo stile dei Trevallion.

Gli esponenti delle istituzioni e dei servizi sociali, i parlamentari del Partito democratico che firmano interrogazioni contro la Garante dell’infanzia colpevole di aver agito a tutela della famiglia nel bosco e tutti gli illuminati commentatori che da mesi inveiscono contro i Trevallion, indicandoli come genitori degeneri, possono ritenersi soddisfatti. Anche se hanno incontrato il presidente del Senato e hanno ricevuto solidarietà da alcuni rappresentanti della destra, Nathan e Catherine non hanno potuto fare altro che accettare la rieducazione.

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Autogol degli azzurri: sfottono la Bosnia
Tifosi bosniaci in trasferta a Cardiff. Nel riquadro, l’esultanza degli azzurri al fischio finale di Galles-Bosnia (Ansa)
In rete il video dei nostri che esultano per la qualificazione degli slavi, ritenuti più teneri del Galles. Pessima mossa, a Sarajevo gli animi si scaldano, e c’è anche il processo ai cecchini italiani che pagavano per sparare ai civili durante la guerra: sarà un inferno.

Qualcuno la chiamerebbe hýbris, l’arroganza che acceca e porta a sfidare la realtà fino a pagarne il prezzo. Altri parlerebbero di effetto Dunning-Kruger, la convinzione di essere migliori di quanto si sia davvero. In ogni caso, l’Italia si avvicina allo spareggio da dentro o fuori per i Mondiali contro la Bosnia nel modo peggiore possibile.

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Quel legame con gli Usa non tornerà
Ursula von der Leyen con Donald Trump (Getty Images)
Secondo l'esperto di intelligence Mark William Lowe, Donald Trump o no, Washington non considera più le alleanze come immutabili, nemmeno quella con il Vecchio continente. Il futuro è incerto, e sarà così anche con governi dem.

La minaccia più seria per l’Europa oggi non è esterna, né proviene dai suoi confini o da teatri di instabilità lontani. Risiede piuttosto in una crescente incertezza a Washington, un’incertezza che ha iniziato a erodere le fondamenta della relazione transatlantica in modo progressivo ma ormai evidente.

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La Cina ferma le esportazioni di carburante e fertilizzanti. Un’altra legnata per l’Europa
Petroliera cinese (Getty Images)
Xi Jinping ordina ai produttori di soddisfare il mercato interno, con pesanti effetti su Australia e Vietnam. Il Dragone è il secondo fornitore di concimi dopo Mosca: per noi sono guai.

La crisi nel Golfo Persico ha aperto un secondo fronte che riguarda direttamente le forniture globali di materie prime e prodotti agricoli. Mentre lo Stretto di Hormuz resta bloccato, la Cina ha avviato restrizioni alle esportazioni di prodotti raffinati e fertilizzanti, privilegiando il mercato interno. Le conseguenze dei blocchi dell’export cinese si stanno già facendo sentire in Asia e in Australia, e potrebbero presto toccare anche l’Europa.

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