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Brasile, i sostenitori di Bolsonaro assaltano il Parlamento

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Sono ore di tensione quelle che sta attraversando il Brasile, dove migliaia sostenitori del presidente uscente Jair Bolsonaro hanno preso d'assalto il palazzo del Congresso a Brasilia, sede della più importante istituzione del Paese sudamericano, dando vita a una vera e propria irruzione con i manifestanti vestiti di giallo e verde che, alla fine di una manifestazione a favore dell'ex presidente, hanno sfondato il cordone di sicurezza che circonda il palazzo e sono riusciti a salire prima sulla rampa dell'edificio e a occupare il tetto, per poi introdursi all'interno rompendo i vetri delle finestre e distruggendo i seggi della plenaria. Una scena che ricorda tanto quanto avvenuto poco più di due anni fa esatti negli Stati Uniti, a Washington, quando i sostenitori di Donald Trump assaltarono Capitol Hill.

Pronta la reazione del presidente in carica Luiz Inacio Lula da Silva, che dallo stato di San Paolo, dove si trova in visita nelle zone colpite da un'alluvione, ha tenuto un summit d'emergenza con i propri ministri e ha condannato quanto accaduto definendo l'attacco al Parlamento «vandalo e fascista», per poi aggiungere in conferenza stampa: «Tutti i responsabili saranno individuati e giudicati. Queste persone devono essere punite in modo esemplare. Pagheranno con tutta la forza della legge». Lula ha poi aggiunto che il governo sta valutando l'eventualità di schierare l'esercito per far sgomberare. Per disperdere i vandali, infatti, la polizia brasiliana è dovuta intervenire sparando proiettili di gomma e con il lancio di lacrimogeni, ma alcuni manifestanti sono riusciti a raggiungere anche il secondo piano del palazzo, con la parte superiore dell'edificio ancora occupata.

Commissione Covid: la sinistra ha paura e la sabota
Il senatore Marco Lisei, presidente Commissione Covid (Ansa)
Alcuni testimoni sentiti da funzionari di polizia fuori dall’Aula: i giallorossi lasciano i lavori per protesta. Siamo passati dall’«intercettateci tutti», ai tempi di Berlusconi , al «non interrogateci affatto» di adesso.

La sinistra non vuole che sul Covid si facciano troppe domande. Dunque, ha deciso di abbandonare i lavori della commissione istituita per fare chiarezza sulla gestione della pandemia. È successo ieri, durante una seduta agitata in cui la delegazione di Pd e 5 stelle ha addirittura chiesto le dimissioni del presidente dell’organismo bicamerale, il senatore Marco Lisei.

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«La superteste di Travaglio vuol far causa a Travaglio»
Il direttore del «Fatto quotidiano» Marco Travaglio. Nel riquadro l'imprenditore Giuseppe Cipriani (Imagoeconomica)

La massaggiatrice uruguaiana del caso Minetti: «Nessuna attività di prostituzione, distorte le mie parole». Otto dipendenti del ranch smentiscono «festini». I legali di Cipriani: danni d’immagine, 50 milioni bloccati.

A fare causa al Fatto Quotidiano per il caso Minetti potrebbe non essere solo Giuseppe Cipriani e la sua società. Ma anche Graciela Mabel De Los Santos Torres, la massaggiatrice che aveva raccontato al quotidiano diretto da Marco Travaglio dei presunti festini a base di sesso e droga nella tenuta Gin Tonic di Punta del Este, in Uruguay.

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Il generale cade sugli insubordinati. Anche a Vannacci serve un’alleanza
Roberto Vannacci (Ansa)
A Vigevano, Roberto Vannacci va a sbattere sulla disobbedienza degli elettori, che snobbano l’appello al non voto del suo candidato e scelgono come sindaco Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia e da una civica.
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Domani il Federale del Carroccio. Zaia e Fedriga possibili vice Salvini
Luca Zaia e Massimiliano Fedriga (Imagoeconomica)

«Lavori in corso...» commenta sibillino Matteo Salvini. Domani Luca Zaia sarà a Roma. Il Doge parteciperà al Consiglio Federale della Lega convocato dal leader del partito nella sala Bruno Salvadori del gruppo Camera.

I punti all’ordine del giorno sono sostanzialmente tre: «Approvazione rendiconto anno 2025», «Comunicazioni del segretario federale» e «Varie ed eventuali». L’attesa è però per l’eventuale ruolo dell’ex governatore del Veneto: l’idea è quella di nominarlo vicesegretario con una delega speciale per il Nord.

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