2025-01-26
A gennaio bollette schizzate del 32%. E il modello aste Ue può fare peggio
Confesercenti lancia l’allarme, come la Cgia di Mestre. I prezzi alti lasciano gli stoccaggi vuoti. Pichetto: «Provvedimento sulla fusione in cdm in pochi giorni». Orsini: «Pronti a ospitare centrali nelle aziende».Il 2025 verrà ricordato come l’anno in cui le bollette saliranno a dismisura. A oggi, fa sapere Confesercenti, l’energia segna in Italia un aumento del 32% sul prezzo medio del 2024 e del 50,2% sul gennaio 2024. Un incremento che si innesta in un quadro già segnato da costi molto elevati: l’Italia continua a caratterizzarsi per prezzi molto superiori a quelli di altri Paesi europei, del 20% rispetto alla Germania e del 25% nei confronti della Francia.Come spiega la nota di Confesercenti, «per le piccole imprese di commercio, turismo e servizi gli aumenti si tramuteranno in un aggravio di circa 1.300 euro all’anno, portando il totale della bolletta energetica - in alcune attività a maggiore consumo, come i pubblici esercizi - a pesare fino all’8-10% del fatturato complessivo. A sostenere il peso della stangata saranno soprattutto le imprese del commercio, per le quali si stima un aumento di circa 800 milioni di euro rispetto allo scorso anno; rilevante l’impatto anche per alberghi (250 milioni) e pubblici esercizi (450 milioni), con la restante quota di 1,1 miliardi di aggravi da distribuire tra logistica, servizi alle imprese ad altri comparti del terziario privato, dal benessere all’artigianato».Dello stesso avviso anche la Cgia di Mestre, secondo cui «per l’anno corrente si stima che il costo complessivo delle bollette possa gravare sul sistema imprenditoriale italiano per 13,7 miliardi di euro rispetto al 2024, corrispondente a un incremento del 19,2%», si legge in una nota. La spesa totale prevista raggiungerebbe quindi gli 85,2 miliardi: di questi 65,3 miliardi per l’energia elettrica e 19,9 miliardi per il gas. Le stime della Cgia si basano sull’ipotesi di un prezzo medio dell’energia elettrica nel 2025 fissato a 150 euro per Mwh e del gas a 50 euro per Mwh; mantenendo così un rapporto di tre a uno tra le due tariffe come osservato nei bienni precedenti. Analizzando questo ulteriore onere stimato in 13,7 miliardi di euro per quest’anno risulta evidente che quasi 9,8 miliardi (+17,6% rispetto al 2024) riguarderebbero l’energia elettrica mentre i restanti 3,9 miliardi (+24,7%) il gas. A livello regionale, mostrano i calcoli della Cgia, visto che la maggioranza delle attività produttive sono al Nord, i rincari di luce e gas interesseranno, in particolare, le aree che presentano i consumi maggiori: vale a dire la Lombardia con un aggravio di 3,2 miliardi di euro, l’Emilia-Romagna con +1,6 miliardi, il Veneto con +1,5 e il Piemonte con +1,2. Dei 3,9 miliardi di rincari relativi alle bollette del gas, 2,8 miliardi (il 70,8% del totale) dovrebbero gravare sulle imprese del Nord.Proprio per evitare che il peso delle bollette si abbatta su cittadini e imprenditori, il governo sta continuando a lavorare per sviluppare il nucleare. Su questo tema, ha spiegato ieri il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin intervenendo a un evento di Forza Italia a Milano, «il provvedimento per il nucleare è pronto, è stato trasmesso a Palazzo Chigi, c’è un percorso ordinario formale che riguarda il dipartimento degli affari giuridici che fa eventuali correzioni di tipo logistico, ma credo che, in pochi giorni si possa arrivare a una valutazione del Consiglio dei ministri». Il ministro ha poi spiegato che entro due anni, ovvero a metà 2027, si potrà attuare, ma dipenderà dai tempi del Parlamento. «Dobbiamo gestire i prossimi tre, quattro, cinque anni per riuscire ad arrivare a un livello finale» del costo «dell’energia elettrica al livello della Germania, ecco dove sta la sfida. Sfida che parte dal gas», ha detto Pichetto Fratin. Sull’energia «siamo a metà del guado e questo è il momento in cui dobbiamo costruire il ponte, e riuscire a fare il transito dei due, tre, quattro, cinque anni in attesa di un assestamento sul modello dell’energia che ci permetta di essere alla pari di altri, altrimenti il nostro sistema produttivo, o gran parte, mantenendo le differenze che abbiamo rispetto a Francia, Germania e Spagna, non sarà competitivo. Perderemo competitività», ha concluso Pichetto. Sul nucleare è intervenuto anche Emanuele Orsini, presidente di Confindustria: «Ci candidiamo a mettere» mini centrali nucleari di nuova generazione «nelle nostre aziende, se avete problemi con i sindaci».Del resto, come spiega alla Verità Gianclaudio Torlizzi, fondatore della società di consulenza sulle materie prime T-Commodity, è il momento di correre ai ripari quanto prima perché il 2025 sarà un anno difficile sotto il profilo dei costi dell’energia. «Il mercato europeo dell’energia continuerà ad assistere a delle pressioni rialziste per tutto quest’anno», spiega. «Questo perché il mercato del gas rimarrà molto teso innanzitutto per il mancato accordo di transito tra Russia e Ucraina che farà mancare 20 miliardi di metri cubi al mercato europeo, piazza che dovrà quindi compensare quell’ammanco con l’aumento dell’importazione di gas liquefatto, materia che tra l’altro assisterà a delle ulteriori pressioni sia per il calo di produzione dall’Indonesia, sia per il aumento dei consumi da parte della Cina».C’è, poi il problema degli stoccaggi perché il gas estivo, che è quello che si compra e si mette nei magazzini, sta costando di più rispetto al gas del prossimo inverno. Quindi, questo scoraggia gli operatori di mercato, che non intendono comprare qualcosa che poi dovrebbero rivendere a un prezzo più basso. Il rischio, insomma, è che gli stoccaggi rimangano vuoti e che saremo costretti a comprare il prossimo inverno, con prezzi maggiori. Per ovviare il problema, c’è chi, come la Germania, ha proposto sussidi. Il punto è che anche questo rischia di far salire i prezzi perché gli operatori si sentono spinti dal fatto che sopra una certa soglia di prezzo interviene lo Stato.
(Esercito Italiano)
Si è conclusa l’esercitazione «Mangusta 2025», che ha visto impiegati, tra le provincie di Pisa, Livorno, Siena, Pistoia e Grosseto, oltre 1800 militari provenienti da 7 diverse nazioni e condotta quest’anno contemporaneamente con le esercitazioni CAEX II (Complex Aviation Exercise), dell'Aviazione dell'Esercito, e la MUFLONE, del Comando Forze Speciali dell’Esercito.
L’esercitazione «Mangusta» è il principale evento addestrativo annuale della Brigata Paracadutisti «Folgore» e ha lo scopo di verificare la capacità delle unità paracadutiste di pianificare, preparare e condurre un’operazione avioportata in uno scenario di combattimento ad alta intensità, comprendente attività di interdizione e contro-interdizione d’area volte a negare all’avversario la libertà di movimento e ad assicurare la superiorità tattica sul terreno e la condotta di una operazione JFEO (Joint Forcible Entry Operation) che prevede l’aviolancio, la conquista e la tenuta di un obiettivo strategico.
La particolarità della «Mangusta» risiede nel fatto che gli eventi tattici si generano dinamicamente sul terreno attraverso il confronto diretto tra forze contrapposte, riproducendo un contesto estremamente realistico e imprevedibile, in grado di stimolare la prontezza decisionale dei Comandanti e mettere alla prova la resilienza delle unità. Le attività, svolte in modo continuativo sia di giorno che di notte, hanno compreso fasi di combattimento in ambiente boschivo e sotterraneo svolte con l’impiego di munizionamento a salve e sistemi di simulazione, al fine di garantire il massimo realismo addestrativo.
Di particolare rilievo le attività condotte con l’obiettivo di sviluppare e testare le nuove tecnologie, sempre più fondamentali nei moderni scenari operativi. Nel corso dell’esercitazione infatti, oltre ai nuovi sistemi di telecomunicazione satellitare, di cifratura, di alimentazione elettrica tattico modulare campale anche integrabile con pannelli solari sono stati impiegati il Sistema di Comando e Controllo «Imperio», ed il sistema «C2 DN EVO» che hanno consentito ai Posti Comando sul terreno di pianificare e coordinare le operazioni in tempo reale in ogni fase dell’esercitazione. Largo spazio è stato dedicato anche all’utilizzo di droni che hanno permesso di ampliare ulteriormente le capacità di osservazione, sorveglianza e acquisizione degli obiettivi.
La «Mangusta 2025» ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare la cooperazione e l’amalgama all’interno della cosiddetta Airborne Community. A questa edizione hanno partecipato la Brigata Paracadutisti Folgore, la 1st Airborne Brigade giapponese, l’11th Parachute Brigade francese, il 16 Air Assault Brigade Combat Team britannica, il Paratrooper Regiment 31 e la Airborne Reconnaissance Company 260 tedesche, la Brigada «Almogávares» VI de Paracaidistas e la Brigada de la Legión «Rey Alfonso XIII» spagnole e la 6th Airborne Brigade polacca.
L’esercitazione ha visto il contributo congiunto di più Forze Armate e reparti specialistici. In particolare, l’Aviazione dell’Esercito ha impiegato vettori ad ala rotante CH-47F, UH-90A, AH-129D, UH-205A e UH-168B/D per attività di eliassalto ed elitrasporto. L’Aeronautica Militare ha assicurato il supporto con velivoli da trasporto C-27J e C-130J della 46ª Brigata Aerea, impiegati per l’aviolancio di carichi e personale, oltre a partecipare con personale paracadutista «Fuciliere dell’Aria» del 16° Stormo «Protezione delle Forze» e fornendo il supporto logistico e di coordinamento dell’attività di volo da parte del 4° Stormo.
A completare il dispositivo interforze, la 2ª Brigata Mobile Carabinieri ha partecipato con unità del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti «Tuscania», del 7° Reggimento Carabinieri «Trentino Alto Adige» e del 13° Reggimento Carabinieri «Friuli Venezia Giulia». Il 1° Tuscania ha eseguito azioni tipiche delle Forze Speciali, mentre gli assetti del 7° e 13° alle attività di sicurezza e controllo nell’area d’esercitazione e alle attività tattiche di contro-interdizione.
Questa sinergia ha permesso di operare efficacemente in un ambiente operativo multi-dominio, favorendo l’interoperabilità tra unità, sistemi e procedure, contribuendo a consolidare la capacità di coordinamento e integrazione.
Oltre a tutti i Reparti della Brigata Paracadutisti «Folgore», l’esercitazione ha visto la partecipazione del: 1° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Antares», 4° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Altair», 5° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Rigel», 7° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Vega», 66° Reggimento Fanteria Aeromobile «Trieste», 87° Reparto Comando e Supporti Tattici «Friuli», 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti «Col Moschin», 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi «Folgore», 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, 1° Reggimento «Granatieri di Sardegna», 33° Reggimento Supporto Tattico e Logistico «Ambrosiano», 33° Reggimento EW, 13° Reggimento HUMINT, 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica «Rombo» e 4° Reparto di Sanità «Bolzano» e di assetti di specialità dotati di sistema d’arma «Stinger» del 121° Reggimento artiglieria contraerei «Ravenna».
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