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2018-11-21
Per il Black friday gli italiani spendono 124 euro a testa: oltre 70 vanno alle Pmi tricolore
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ANSA
È il Black friday, la giornata dello shopping per eccellenza. Ufficialmente cade il giorno dopo la festa americana del Ringraziamento, quest'anno il 23 novembre. Ma già da lunedì è partita la corsa all'affare in negozi, store online e piattaforme di ecommerce. La settimana degli sconti in vista del Natale si concluderà lunedì prossimo, il 26 novembre. In occasione del Black friday gli italiani sono pronti a spendere, in media, 124 euro a testa, secondo un'indagine condotta da eBay, di questi oltre 70 andranno alle Pmi italiane. Dalla ricerca, inoltre emergono altri dati interessanti: il 61% degli italiani tra i 16 e i 34 anni (la fascia d'età più interessata all'evento) ha partecipato ai precedenti Black friday; il 75% dei venditori sulla piattaforma di ecommerce confida in un impatto considerevole sul proprio fatturato, oltre il 63%, infatti, si aspetta una crescita superiore al 10% rispetto a un giorno medio, confermando le grandi aspettative verso l'iniziativa; il 63% dei venditori su eBay si aspetta di attrarre nuovi clienti. Secondo l'Osservatorio ecommerce b2c Netcomm del Politecnico di Milano, in questo lungo weekend del Black friday gli acquisti online degli italiani supereranno per la prima volta il miliardo di euro con una crescita del 35% circa rispetto al 2017. «Mediamente in un giorno i merchant ecommerce realizzeranno più di tre volte tanto il fatturato di un giorno qualsiasi, mentre quegli operatori che saranno particolarmente aggressivi potranno arrivare fino a sette volte il transito di un giorno medio. Sempre più rilevante il ruolo dello smartphone soprattutto per gli acquisti dove conta l'istante temporale di acquisto (offerte lampo): oltre il 30% delle vendite saranno infatti realizzate attraverso questo dispositivo», spiega un'analisi dell'ateneo. Stime ottimistiche anche quelle del Codacons, secondo cui le le vendite cresceranno del 10% a 1,6 miliardi, con la componente online vista anche in questo caso sopra il miliardo e con 15 milioni di italiani coinvolti negli acquisti.
Ma dall'indagine di eBay si evince anche una certa attenzione degli italiani verso le piccole e medie imprese del nostro Paese. Quest'anno infatti, ben il 60% degli italiani ritiene importante fare acquisti da Pmi durante il Black friday, per poterle sostenere. Con 35.000 venditori professionali attivi sulla piattaforma (otto su dieci effettueranno durante il Black friday delle promozioni imperdibili sulla piattaforma) e oltre 5 milioni di acquirenti attivi che solo nel nostro Paese cercano offerte e prodotti unici, eBay è decisa a puntare sull'innovazione, come spiega Sara Cendaroni, head of trading di eBay in Italia: «Continueremo a fornire loro (aziende e clienti, ndr) tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per vendere e acquistare in semplicità, ovunque e in qualsiasi momento, grazie alla crescente integrazione di intelligenza artificiale e machine learning».
eBay quest'anno ha deciso di raccontare il dietro le quinte del giorno più frenetico dell'anno per il commercio online e le storie di alcuni imprenditori digitali presenti sulla piattaforma che si stanno preparando all'appuntamento. Tra queste storie c'è quella di Alex e Luca, titolari di un negozio online specializzato in prodotti di elettronica e piccoli elettrodomestici, che raccontano come l'anno scorso abbiano registrato un +900% di vendite rispetto all'anno precedente e ricevuto 2.000 ordini in sole sei ore, registrando in 15 giorni lo stesso fatturato dei tre mesi precedenti. «In vista del Black Friday e della successiva stagione natalizia abbiamo in programma di assumere almeno quattro persone in più per novembre e dicembre, in modo da farci trovare ancora più preparati ad affrontare questa grande sfida». Molti imprenditori potenzieranno inoltre il servizio clienti (35,4%) e prenderanno accordi con i fornitori (32,9%), consapevoli dell'importanza di garantire un servizio impeccabile di fronte alle richieste dei clienti.
Ma le Pmi puntano sul Black friday anche per spingere il made in Italy sui mercati esteri. Infatti, il 22,5% dei venditori intervistati vedono nel venerdì dello shopping anche un modo per incrementare le esportazioni verso l'estero. A far gola sono i 177 milioni di acquirenti attivi sulla piattaforma di ecommerce e il fatto che, durante il Black friday dell'anno scorso, le Pmi italiane hanno esportato verso ben 173 Paesi stranieri. In prima fila Francia, Germania e Spagna, seguite da Regno Unito e Stati Uniti.
Ma cosa e quando acquisteranno gli italiani in occasione del Black friday? Possiamo farci un'idea dando un'occhiata ai numeri di eBay relativi all'anno scorso. Allora gli acquisti si erano concentrati soprattutto nella fascia serale tra le 18 e le 21, al termine della giornata lavorativa e di studio, mentre le categorie più gettonate sono state quelle relative agli elettrodomestici, gli smartphone e al gaming.
A Londra l'antiterrorismo istruisce i commercianti per il venerdì nero
GiphyUltime settimane dell'anno di gran lavoro per la sicurezza nel Regno Unito. In vista della Brexit il governo britannico di Theresa May, come riportava alcuni giorni fa il quotidiano londinese Times, ha ordinato all'unità speciale delle Forze armate che coordina l'intervento dei militari a supporto della polizia in caso di attentati terroristici di accelerare i preparativi in vista della temutissima uscita dall'Unione europea senza accordo. Intanto, la polizia antiterrorismo della Corona si prepara al Black friday, cioè il giorno successivo al Giorno del ringraziamento negli Stati Uniti, durante il quale negozi e piattaforme di ecommerce aprono la stagione degli acquisti natalizi. Le forze speciali britanniche, infatti, hanno chiesto ai negozi di adottare piano di emergenza per prevenire situazioni di panico e allerta terrorismo durante le giornate di shopping che scatterà venerdì 23 novembre. Parliamo proprio del Regno Unito, Paese un tempo considerato sicuro ma in cui oggi sono in corso 700 inchieste antiterrorismo (l'80% delle quali legati alla minaccia jihadista), in cui ci sono 3.000 sospettati di terrorismo e in cui la polizia ha attenzionato altri 20.000 soggetti per le stesse ragioni, come ha spiegato a un comitato parlamentare britannico a fine ottobre Neil Basu, numero uno dell'antiterrorismo di Scotland Yard.
Operazione Fuori in sessanta secondi, potremmo ribattezzarla citando il film del Duemila con protagonista Nicholas Cage. La polizia ha inviato ai negozianti una check list di controlli di sicurezza da effettuare in un minuto per far sì che i tempi di reazione siano più veloci e che eventuali evacuazioni si possano gestire con maggiore facilità. Non soltanto gli addetti alle vendite dovremmo avere ben in mente i piani di emergenza, ma dovranno anche essere in grado di valutare se sia più opportuno evacuare il negozio o ordinarne la chiusura tenendo tutti i clienti presenti all'interno. Inoltre, è stato chiesto di familiarizzare con i luoghi dell'esercizio che meglio si prestano a essere utilizzati come nascondigli in causa di attacchi terroristici.
La campagna è stata presentata dal sovrintendente capo Nick Aldworth, coordinatore nazionale per queste operazioni, che ha annunciato dispiegamenti straordinari di forze in tutto il Regno Unito. Come ha spiegato lo stesso Aldworth, tutto nasce dal falso allarme dell'anno scorso a Oxford street, una delle zone più frequentate della capitale Londra. Il 24 novembre 2017, in una stazione della metropolitana scoppiò il caos quando si diffuse la voce di un attacco terroristico: tutti corsero per mettersi al riparo, l'allarme si rivelò infondato ma molte persone rimasero gravemente ferite. La polizia di Londra spiegò che l'origine del falso allarme nacque da una lite fra due uomini. La stazione di Oxford Circus fu evacuata, rimanendo chiusa per un paio d'ore. Tra le persone che sui social avevano raccontato l'emergenza c'era anche il cantante Olly Murs che su Twitter aveva parlato di spari uditi all'interno di un negozio. Spari che per la polizia aveva smentito.
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Già da lunedì è partita la corsa all'affare in negozi, store online e piattaforme di ecommerce. La settimana degli sconti in vista della festa del Ringraziamento si concluderà lunedì prossimo, il 26 novembre, giorno del Cyber monday.In Gran Bretagna l'antiterrorismo si prepara al Venerdì nero. Scotland Yard ha chiesto ai negozi di adottare il piano di emergenza per prevenire situazioni di panico durante le giornate di shopping.Lo speciale contiene due articoli.È il Black friday, la giornata dello shopping per eccellenza. Ufficialmente cade il giorno dopo la festa americana del Ringraziamento, quest'anno il 23 novembre. Ma già da lunedì è partita la corsa all'affare in negozi, store online e piattaforme di ecommerce. La settimana degli sconti in vista del Natale si concluderà lunedì prossimo, il 26 novembre. In occasione del Black friday gli italiani sono pronti a spendere, in media, 124 euro a testa, secondo un'indagine condotta da eBay, di questi oltre 70 andranno alle Pmi italiane. Dalla ricerca, inoltre emergono altri dati interessanti: il 61% degli italiani tra i 16 e i 34 anni (la fascia d'età più interessata all'evento) ha partecipato ai precedenti Black friday; il 75% dei venditori sulla piattaforma di ecommerce confida in un impatto considerevole sul proprio fatturato, oltre il 63%, infatti, si aspetta una crescita superiore al 10% rispetto a un giorno medio, confermando le grandi aspettative verso l'iniziativa; il 63% dei venditori su eBay si aspetta di attrarre nuovi clienti. Secondo l'Osservatorio ecommerce b2c Netcomm del Politecnico di Milano, in questo lungo weekend del Black friday gli acquisti online degli italiani supereranno per la prima volta il miliardo di euro con una crescita del 35% circa rispetto al 2017. «Mediamente in un giorno i merchant ecommerce realizzeranno più di tre volte tanto il fatturato di un giorno qualsiasi, mentre quegli operatori che saranno particolarmente aggressivi potranno arrivare fino a sette volte il transito di un giorno medio. Sempre più rilevante il ruolo dello smartphone soprattutto per gli acquisti dove conta l'istante temporale di acquisto (offerte lampo): oltre il 30% delle vendite saranno infatti realizzate attraverso questo dispositivo», spiega un'analisi dell'ateneo. Stime ottimistiche anche quelle del Codacons, secondo cui le le vendite cresceranno del 10% a 1,6 miliardi, con la componente online vista anche in questo caso sopra il miliardo e con 15 milioni di italiani coinvolti negli acquisti.Ma dall'indagine di eBay si evince anche una certa attenzione degli italiani verso le piccole e medie imprese del nostro Paese. Quest'anno infatti, ben il 60% degli italiani ritiene importante fare acquisti da Pmi durante il Black friday, per poterle sostenere. Con 35.000 venditori professionali attivi sulla piattaforma (otto su dieci effettueranno durante il Black friday delle promozioni imperdibili sulla piattaforma) e oltre 5 milioni di acquirenti attivi che solo nel nostro Paese cercano offerte e prodotti unici, eBay è decisa a puntare sull'innovazione, come spiega Sara Cendaroni, head of trading di eBay in Italia: «Continueremo a fornire loro (aziende e clienti, ndr) tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per vendere e acquistare in semplicità, ovunque e in qualsiasi momento, grazie alla crescente integrazione di intelligenza artificiale e machine learning». eBay quest'anno ha deciso di raccontare il dietro le quinte del giorno più frenetico dell'anno per il commercio online e le storie di alcuni imprenditori digitali presenti sulla piattaforma che si stanno preparando all'appuntamento. Tra queste storie c'è quella di Alex e Luca, titolari di un negozio online specializzato in prodotti di elettronica e piccoli elettrodomestici, che raccontano come l'anno scorso abbiano registrato un +900% di vendite rispetto all'anno precedente e ricevuto 2.000 ordini in sole sei ore, registrando in 15 giorni lo stesso fatturato dei tre mesi precedenti. «In vista del Black Friday e della successiva stagione natalizia abbiamo in programma di assumere almeno quattro persone in più per novembre e dicembre, in modo da farci trovare ancora più preparati ad affrontare questa grande sfida». Molti imprenditori potenzieranno inoltre il servizio clienti (35,4%) e prenderanno accordi con i fornitori (32,9%), consapevoli dell'importanza di garantire un servizio impeccabile di fronte alle richieste dei clienti.Ma le Pmi puntano sul Black friday anche per spingere il made in Italy sui mercati esteri. Infatti, il 22,5% dei venditori intervistati vedono nel venerdì dello shopping anche un modo per incrementare le esportazioni verso l'estero. A far gola sono i 177 milioni di acquirenti attivi sulla piattaforma di ecommerce e il fatto che, durante il Black friday dell'anno scorso, le Pmi italiane hanno esportato verso ben 173 Paesi stranieri. In prima fila Francia, Germania e Spagna, seguite da Regno Unito e Stati Uniti.Ma cosa e quando acquisteranno gli italiani in occasione del Black friday? Possiamo farci un'idea dando un'occhiata ai numeri di eBay relativi all'anno scorso. Allora gli acquisti si erano concentrati soprattutto nella fascia serale tra le 18 e le 21, al termine della giornata lavorativa e di studio, mentre le categorie più gettonate sono state quelle relative agli elettrodomestici, gli smartphone e al gaming.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/black-friday-2620898161.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="a-londra-l-antiterrorismo-istruisce-i-commercianti-per-il-venerdi-nero" data-post-id="2620898161" data-published-at="1780508380" data-use-pagination="False"> A Londra l'antiterrorismo istruisce i commercianti per il venerdì nero Giphy Ultime settimane dell'anno di gran lavoro per la sicurezza nel Regno Unito. In vista della Brexit il governo britannico di Theresa May, come riportava alcuni giorni fa il quotidiano londinese Times, ha ordinato all'unità speciale delle Forze armate che coordina l'intervento dei militari a supporto della polizia in caso di attentati terroristici di accelerare i preparativi in vista della temutissima uscita dall'Unione europea senza accordo. Intanto, la polizia antiterrorismo della Corona si prepara al Black friday, cioè il giorno successivo al Giorno del ringraziamento negli Stati Uniti, durante il quale negozi e piattaforme di ecommerce aprono la stagione degli acquisti natalizi. Le forze speciali britanniche, infatti, hanno chiesto ai negozi di adottare piano di emergenza per prevenire situazioni di panico e allerta terrorismo durante le giornate di shopping che scatterà venerdì 23 novembre. Parliamo proprio del Regno Unito, Paese un tempo considerato sicuro ma in cui oggi sono in corso 700 inchieste antiterrorismo (l'80% delle quali legati alla minaccia jihadista), in cui ci sono 3.000 sospettati di terrorismo e in cui la polizia ha attenzionato altri 20.000 soggetti per le stesse ragioni, come ha spiegato a un comitato parlamentare britannico a fine ottobre Neil Basu, numero uno dell'antiterrorismo di Scotland Yard.Operazione Fuori in sessanta secondi, potremmo ribattezzarla citando il film del Duemila con protagonista Nicholas Cage. La polizia ha inviato ai negozianti una check list di controlli di sicurezza da effettuare in un minuto per far sì che i tempi di reazione siano più veloci e che eventuali evacuazioni si possano gestire con maggiore facilità. Non soltanto gli addetti alle vendite dovremmo avere ben in mente i piani di emergenza, ma dovranno anche essere in grado di valutare se sia più opportuno evacuare il negozio o ordinarne la chiusura tenendo tutti i clienti presenti all'interno. Inoltre, è stato chiesto di familiarizzare con i luoghi dell'esercizio che meglio si prestano a essere utilizzati come nascondigli in causa di attacchi terroristici. La campagna è stata presentata dal sovrintendente capo Nick Aldworth, coordinatore nazionale per queste operazioni, che ha annunciato dispiegamenti straordinari di forze in tutto il Regno Unito. Come ha spiegato lo stesso Aldworth, tutto nasce dal falso allarme dell'anno scorso a Oxford street, una delle zone più frequentate della capitale Londra. Il 24 novembre 2017, in una stazione della metropolitana scoppiò il caos quando si diffuse la voce di un attacco terroristico: tutti corsero per mettersi al riparo, l'allarme si rivelò infondato ma molte persone rimasero gravemente ferite. La polizia di Londra spiegò che l'origine del falso allarme nacque da una lite fra due uomini. La stazione di Oxford Circus fu evacuata, rimanendo chiusa per un paio d'ore. Tra le persone che sui social avevano raccontato l'emergenza c'era anche il cantante Olly Murs che su Twitter aveva parlato di spari uditi all'interno di un negozio. Spari che per la polizia aveva smentito.
Keir Starmer (Ansa)
Un rapporto del Parlamento britannico avverte che il Regno Unito entra in un'epoca di «radicale incertezza». Nel mirino Russia, Cina, guerre ibride e terrorismo. Cresce anche il timore di un futuro ridimensionamento del sostegno americano alla Nato.
Il Regno Unito si sta preparando a un cambiamento profondo del contesto internazionale. È questa la conclusione principale contenuta nel rapporto della Commissione mista per la Strategia di Sicurezza Nazionale del Parlamento britannico, che analizza la National Security Strategy 2025 e avverte che il Paese si trova di fronte a un'epoca caratterizzata da «radicale incertezza». Secondo il documento, i tradizionali presupposti che hanno garantito la sicurezza britannica negli ultimi decenni sono ormai in discussione. La crescente competizione tra grandi potenze, l'aumento delle guerre ibride, l'impiego di tecnologie emergenti come l'intelligenza artificiale e il progressivo deterioramento delle relazioni internazionali stanno creando un ambiente strategico molto più pericoloso rispetto al passato. La commissione parlamentare riconosce che il governo ha individuato correttamente le minacce principali, ma sottolinea l'esistenza di un divario significativo tra le ambizioni dichiarate e i meccanismi concreti necessari per realizzarle. In particolare, i parlamentari lamentano l'assenza di un piano dettagliato per sviluppare le cosiddette «capacità sovrane» e denunciano una scarsa chiarezza sulle responsabilità dei diversi ministeri chiamati ad attuare la strategia.
La National Security Strategy si fonda su tre pilastri
Il primo riguarda la sicurezza interna, il secondo il rafforzamento della posizione internazionale del Regno Unito e il terzo lo sviluppo di capacità industriali, tecnologiche e militari autonome. L'obiettivo dichiarato è ridurre le vulnerabilità britanniche in un contesto globale sempre più instabile e competitivo. Tra le minacce individuate emerge con forza la Russia. Mosca viene descritta come la principale fonte di rischio per la sicurezza britannica, non solo per la guerra in Ucraina ma anche per le attività di sabotaggio, interferenza e aggressione ibrida che stanno colpendo numerosi Paesi europei. Il rapporto invita il governo a mantenere alta la pressione sulla Federazione Russa e a continuare a imporre costi economici e politici crescenti finché proseguiranno le operazioni militari contro Kiev e le attività ostili nei confronti dell'Occidente. Grande attenzione viene dedicata anche alla Cina. Pur riconoscendo l'importanza dei rapporti economici con Pechino, la commissione afferma che il governo dovrebbe essere molto più trasparente nel valutare i rischi per la sicurezza nazionale derivanti dalle relazioni con il gigante asiatico. I parlamentari arrivano a chiedere che ogni nuovo accordo economico con la Cina sia accompagnato da una valutazione pubblica dell'impatto sulla sicurezza nazionale britannica. Un altro elemento di preoccupazione riguarda la crescente dipendenza da fornitori esteri per materie prime strategiche, tecnologie avanzate e componenti essenziali per la difesa. Secondo il rapporto, Londra dovrà ridurre progressivamente la propria esposizione sia nei confronti della Cina per quanto riguarda i minerali critici sia nei confronti degli Stati Uniti per alcuni aspetti della sicurezza e della condivisione delle informazioni di intelligence.
Il terrorismo resta una minaccia
Accanto alle minacce rappresentate dagli Stati ostili, il documento dedica attenzione anche al terrorismo, che continua a essere considerato un rischio concreto per la sicurezza nazionale britannica. Tuttavia, rispetto al passato, il fenomeno viene interpretato in modo diverso. Non sono più soltanto le organizzazioni strutturate come Al-Qaeda o lo Stato Islamico a preoccupare Londra, ma soprattutto gli individui radicalizzati online, spesso privi di collegamenti diretti con gruppi terroristici ma capaci di passare rapidamente all'azione. La strategia mette in guardia contro soggetti «ossessionati dalla violenza», influenzati da contenuti estremisti diffusi attraverso social network, piattaforme criptate e forum digitali. Secondo la commissione, il terrorismo moderno non può più essere analizzato separatamente dalle altre minacce. Criminalità organizzata, cybercrime, propaganda online e interferenze ostili da parte di Stati stranieri tendono sempre più a sovrapporsi. L'intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti potrebbero inoltre amplificare le capacità di reclutamento, radicalizzazione e diffusione della propaganda estremista, rendendo più complesso il lavoro delle agenzie di sicurezza.
Per questo motivo il rapporto sostiene che la risposta al terrorismo non debba limitarsi all'azione delle forze dell'ordine e dei servizi di intelligence. La prevenzione deve coinvolgere l'intera società, dalle scuole alle università, dagli enti locali alle aziende che gestiscono infrastrutture strategiche. Il concetto di resilienza nazionale diventa così centrale nella nuova visione britannica della sicurezza. Un altro timore riguarda la possibilità che gruppi terroristici o estremisti prendano di mira le infrastrutture nazionali critiche. Sistemi energetici, reti digitali, trasporti, ospedali e cavi sottomarini vengono considerati obiettivi vulnerabili che potrebbero essere colpiti sia con attacchi fisici sia attraverso operazioni informatiche. La crescente digitalizzazione della società rende infatti possibile una combinazione di attacchi tradizionali e cyberattacchi con effetti potenzialmente devastanti.
I timori per l’indebolimento della Nato
La commissione invita inoltre il governo a prepararsi a uno scenario fino a pochi anni fa considerato impensabile: una crisi internazionale nella quale l'Europa non possa più contare pienamente sul sostegno militare statunitense. Per questo motivo viene chiesto di rafforzare la leadership europea all'interno della NATO e di sviluppare nuove forme di cooperazione strategica con gli alleati del continente. Sul fronte interno, una delle priorità è rappresentata dalla protezione delle infrastrutture nazionali critiche. Oleodotti, reti energetiche, sistemi di comunicazione, trasporti, infrastrutture digitali e cavi sottomarini sono considerati bersagli privilegiati delle moderne operazioni ibride. I parlamentari chiedono quindi maggiori investimenti nella resilienza e nella sicurezza informatica, oltre a una migliore preparazione della popolazione civile in caso di crisi. Particolarmente interessante è il riferimento alla necessità di sviluppare un approccio che coinvolga «l'intera società». Secondo la commissione, la sicurezza nazionale non può più essere considerata esclusivamente una questione militare o governativa. Aziende private, amministrazioni locali, infrastrutture strategiche e cittadini dovranno essere maggiormente coinvolti nella preparazione alle emergenze e nella costruzione della resilienza nazionale.Il rapporto dedica inoltre ampio spazio al tema del soft power. I parlamentari esprimono preoccupazione per la riduzione degli stanziamenti destinati agli aiuti internazionali e avvertono che il ridimensionamento degli strumenti di influenza britannica potrebbe creare un vuoto destinato a essere colmato da Russia e Cina, soprattutto in Africa e nel cosiddetto Sud globale. Organizzazioni come il BBC World Service e il British Council vengono considerate asset strategici per la sicurezza nazionale al pari di molte capacità militari tradizionali. Tra le novità più rilevanti figura l'impegno assunto dal governo britannico nell'ambito degli accordi NATO a destinare entro il 2035 il 5% del PIL complessivo alla difesa e alla sicurezza. Di questa cifra, l'1,5% dovrebbe essere destinato specificamente alla sicurezza e alla resilienza nazionale. Tuttavia, la commissione osserva che non è ancora chiaro quali progetti e quali capacità verranno concretamente finanziati attraverso questo nuovo obiettivo di spesa. Nel complesso, il documento parlamentare fotografa un Regno Unito che percepisce il proprio ambiente strategico come sempre più ostile e imprevedibile. Russia, Cina, terrorismo, guerre ibride, cybersicurezza, protezione delle infrastrutture critiche e riduzione delle dipendenze strategiche rappresentano le priorità di una strategia che punta a preparare il Paese a un mondo nel quale la sicurezza non può più essere data per scontata. La sfida, secondo la commissione, sarà trasformare queste ambizioni in politiche concrete, dotate di risorse adeguate, responsabilità chiare e una visione di lungo periodo capace di affrontare le minacce del prossimo decennio.
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«Purtroppo il caporalato non è un fenomeno di questi giorni e i dati numerici ci dicono che come fenomeno non si sia aggravato, ma di fronte a queste situazioni continueremo ad inasprire le sanzioni e aumentare i controlli. I lavoratori vanno rispettati tutti, italiani e immigrati».
Il ministro ha aggiunto: «È stata l’illegalità diffusa che ha permesso, anche rispetto all’immigrazione clandestina, di trovare sacche delle quali hanno approfittato gli sfruttatori. Con i decreti flussi si prevede invece l’applicazione della civiltà».
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