Sono questi i principali pilastri del piano industriale strategico quinquennale svelato ieri, durante l’Investor day, dal ceo di Stellantis, Antonio Filosa, ad Auburn Hills. Il piano al 2030 si poggia su investimenti pari a 60 miliardi di euro, 24 dei quali saranno dedicati a piattaforme, motori e tecnologie globali. La novità più significativa è il lancio, previsto per il 2027, di Stla One, un’architettura globale modulare progettata per riunire cinque diverse piattaforme «scalabili». In termini di prodotto, il gruppo prevede di lanciare 60 nuovi modelli entro la fine del decennio e di aggiornarne altri 50. Di questi nuovi modelli, 29 saranno completamente elettrici, 15 saranno dotati di tecnologie ibride plug-in o ibride a autonomia estesa e 39 includeranno motori a combustione o sistemi mild hybrid. Con questa strategia, Stellantis punta ad accorciare i cicli di sviluppo e ad avvicinarsi ai ritmi produttivi dei costruttori cinesi, in grado di immettere sul mercato nuovi modelli in meno di 24 mesi.
Ci sarà una vera e propria riorganizzazione dei marchi (numerosi) che sono nella pancia di Stellantis. E questo, come ha spiegato Filosa, per «evitare doppioni e massimizzare i rendimenti di ognuno». I marchi considerati «globali», e quindi sui quali il gruppo vuole puntare, sono quattro: Jeep, Ram, Peugeot e Fiat (che marchierà la 7 posti Grizzly e la Quattrolino, versione a quattro posti della Topolino). «Questi marchi, con una presenza multiregionale, sono la punta di diamante delle nostre iniziative globali di prodotto», ha dichiarato Filosa. A questi sarà destinato il 70% degli investimenti totali. Chrysler, Dodge, Citroën, Opel e Alfa Romeo, invece, sono stati considerati marchi «regionali»: sfrutteranno, cioè, le piattaforme globali esistenti, adattandole alle esigenze specifiche dei loro clienti per rafforzare il posizionamento e la differenziazione sul mercato. La gestione di Ds e Lancia, presenti maggiormente in Francia e Italia, sarà affidata rispettivamente a Citroën e Fiat e saranno sviluppati come marchi specializzati all’interno del gruppo. Capitolo a parte per Maserati: la gamma sarà ampliata con due nuovi modelli, del segmento «E», che arriveranno nei prossimi anni. Sarà un brand sempre più del lusso ma, per avere maggiori dettagli, si dovrà aspettare dicembre, quando ci sarà un focus di Stellantis dedicato esclusivamente al marchio del Tridente.
Da una parte, investe. Ma dall’altra, Stellantis taglia. E non poco. Il gruppo punta a ridurre il potenziale volume di produzione in Europa di 800.000 unità, passando dai 4,65 milioni di veicoli previsti per il 2025 a 3,85 milioni nel 2030 ma «con l’obiettivo di preservare i livelli occupazionali nel settore manifatturiero». La riorganizzazione che sarà attuata nei numerosi stabilimenti sparsi nel Vecchio continente è già chiara a Poissy, in Francia, dove terminerà la produzione di vetture e la fabbrica sarà convertita in un centro specializzato nella produzione di componenti e nello smantellamento di veicoli. Sugli impianti di Madrid e Saragozza in Spagna o di Rennes, sempre in Francia, si «giocherà» con le partnership annunciate per non perdere occupazione. In altre regioni, come negli Stati Uniti, il piano prevede che l’aumento della produzione consentirà di raggiungere l’80% di utilizzo della capacità industriale entro il 2030. Nel frattempo, in Medio Oriente e in Africa, la strategia mira a rafforzare la localizzazione della produzione, con l’obiettivo di raggiungere il pieno utilizzo della capacità produttiva entro lo stesso arco temporale.
Capitolo partnership: saranno rafforzate quelle con Leapmotor (di cui Stellantis detiene il 51%) per la distribuzione globale e la produzione in Spagna, la joint venture con Dongfeng per il mercato cinese ed europeo (produzione di modelli Jeep e Peugeot in Cina), e si stanno per concretizzare delle sinergie con Tata-Jaguar-Land Rover negli Stati Uniti. In Nord America, l’azienda punta ad aumentare il fatturato del 25% mentre nell’area dell’Europa allargata, il gruppo prevede una crescita del fatturato del 15%.
In tutto questo, nel nuovo piano industriale l’Italia si vede poco. Buone notizie arrivano per la fabbrica di Pomigliano d’Arco, dove è stato inoltre ribadito quanto annunciato, vale a dire la produzione di una nuova E-car che sarà in vendita a meno di 15.000 euro, in aggiunta alla Pandina. Melfi con la nuova C-Suv Alfa Romeo e l’impianto di Atessa, con il lancio produttivo della nuova generazione di Ducato, non dovrebbero avere problemi. Per Cassino (che chiuderà per ferie dal 3 al 16 agosto: lo stop interesserà per la prima volta anche i reparti Presse e Plastiche che, in genere, non erano interessati dal fermo della produzione), Termoli e Mirafiori c’è apprensione.



Lorenzo Parolari, amministratore delegato di Vitali


L'amministratore delegato di Klinger Italy, Peppino Sampietro
