Aziende

Eni fa felici gli azionisti: più cedole e buy back
L'amministratore delegato di Eni Claudio Descalzi (Ansa)
Nel piano 2030 previsti investimenti per 5 miliardi, un’extra cedola «di guerra» e il potenziamento delle operazioni di riacquisto di titoli propri fino a 4 miliardi. L’ad Descalzi: «Mai stati così forti, non abbiamo carichi bloccati per Hormuz». Più 3,75% in Borsa.

Eni mette il turbo alla remunerazione degli azionisti partendo da conti 2025 solidi, ma soprattutto da un Capital Markets Day che cambia il perimetro della discussione: non più solo risultati annuali, ma capacità di generare più cassa e di restituirla in modo più importante al mercato.

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Da inizio anno, il settore delle telecomunicazioni ha guadagnato il 20%, tra le migliori azioni dopo l’energia. Crescono i margini di profitto e, in prospettiva, i possibili dividendi. Resta in parte il nodo frammentazione.

Dopo anni di torpore, il settore europeo delle telecomunicazioni è tornato al centro dei mercati. Dall’inizio dell’anno il comparto ha guadagnato circa il 20%, collocandosi tra i migliori in Europa dietro l’energia. Un rimbalzo che interrompe una lunga fase di debolezza, segnata da concorrenza aggressiva, mercati maturi e regole penalizzanti.

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«Serve un'Europa unita nel settore energetico». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, dalla sede della delegazione di Confindustria a Bruxelles.

Orcel apre: «Prezzo Commerzbank può salire»
Andrea Orcel (Ansa)
L’ad di Unicredit cerca di rompere lo stallo. La banca tedesca: premio «molto basso».

Una partita a scacchi con troppi giocatori e poche mosse decisive, quella che si gioca attorno all’offerta pubblica di scambio lanciata da Unicredit su Commerzbank. Così, mentre il tavolo resta ingombro di pedine immobili, Andrea Orcel, amministratore delegato della banca milanese, annuncia che è arrivato il momento di dare una scossa. Disponibile anche ad alzare il prezzo. Unicredit offre poco più di 30 euro mentre le azioni del gruppo tedesco quotano più di 33 euro. In queste condizioni l’iniziativa è destinata al fallimento. Ma non è questo il punto. A Orcel preme soprattutto rimettere in moto la macchina.

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La spinta di Salvini sui petrolieri
Matteo Salvini (Ansa)
Il vicepremier ha ricevuto i rappresentanti delle principali compagnie nazionali prima del consiglio dei ministri della serata. «Il ruolo di Giorgetti è stato decisivo».

«Obiettivo tornare sotto i 2 euro al litro e possibilmente sotto l’euro e 90». Così il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini ha iniziato una giornata che lo ha visto ricevere a Milano in prefettura i rappresentanti delle più importanti compagnie petrolifere che lavorano in Italia per chiedergli di intervenire sul rialzo dei prezzi alle pompe di benzina.

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