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Pd contro Salvini per il pedaggio imposto da Delrio
(iStock)
Nel 2017 i ministri dem firmano la concessione che introduce le tariffe sulla «Corda Molle». La Lega le limita e viene attaccata.

Prima si firma una convenzione dove si stabilisce che gli automobilisti dovranno pagare per percorrere un tratto di strada che prima era gratuito. Poi quando le tariffe diventano effettive si getta la croce su chi non aveva nulla a che fare con l’accordo precedente e anzi si è adoperato per limitare l’aggravio a carico della collettività. Mancano nomi e fatti specifici, ma è questa la rappresentazione più corretta del caos che si sta creando intorno alla bretella (raccordo autostradale) della Corda Molle, la Ospitaletto-Montichiari.

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Rete elettrica e rinnovabili: le leve per la sicurezza e la competitività dell’Italia
Giuseppina Di Foggia (Imagoeconomica)
Studio Teha-Terna sul ruolo dell’infrastruttura di trasmissione: l’espansione di eolico e fotovoltaico, con nuovi investimenti, rafforza l’indipendenza energetica e riduce i costi.

La rete di trasmissione elettrica si conferma una delle infrastrutture strategiche per il futuro energetico ed economico dell’Italia. In un contesto caratterizzato dalla crescita delle fonti rinnovabili e dalla necessità di rafforzare sicurezza e autonomia energetica, il sistema elettrico nazionale è chiamato a evolversi per integrare in modo efficiente nuova produzione da solare ed eolico e sistemi di accumulo. È questo il quadro che emerge dallo studio “Sicurezza e indipendenza energetica: la rete di trasmissione come leva per la competitività dell’Italia”, promosso da Teha Group in collaborazione con Terna e presentato a Roma, che analizza l’evoluzione del mix energetico e gli effetti economici degli investimenti nella rete.

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Il governo pensi a famiglie e imprese
Getty Images
Da tempo immemore i cittadini aspettano il taglio delle accise, ma non perdoneranno che si sfruttino ancora i conflitti mondiali per giustificare speculazioni sulla benzina.

Quando iniziano a parlare troppo significa che di concreto non c’è nulla. Ebbene, sul versante dei rincari dei carburanti, gli italiani rischiano di farsi fare il pieno di parole e di promesse dal governo. Bastavano poche parole: «Abbiamo già sguinzagliato la Guardia di Finanza e vediamo chi fa il furbo. Mandateci le segnalazioni».

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Chiusa l’era delle inchieste flop, l’Eni torna al petrolio nigeriano
Imagoeconomica
Il presidente africano incontra Claudio Descalzi e sblocca il dossier: gettati al vento 20 anni.

Più di 20 anni di tempo perduto. Un giacimento offshore tra i più promettenti dell’Africa occidentale rimasto fermo tra contenziosi e processi, mentre sullo sfondo scorrevano miliardi di dollari di investimenti mai partiti e di entrate mai arrivate nelle casse pubbliche nigeriane.

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Nexi promette 1 miliardo di cedole ma per i mercati non basta: -16%
Paolo Bertoluzzo (Imagoeconomica)
Dal nuovo piano strategico gli investitori si aspettavano un sostanzioso riacquisto di azioni proprie e obiettivi su ricavi e margini più ambiziosi. L’ad Paolo Bertoluzzo: «Delistare il titolo non è una decisione dei manager».

Una sorpresa amara e costosa. Protagonista Nexi, la grande società dei pagamenti digitali, che ha presentato il nuovo piano strategico. Promette agli azionisti una pioggia di dividendi: oltre un miliardo nel triennio. Il mercato risponde con un tonfo memorabile: meno 16,6% a 2,82 euro. Grande delusione.

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