- Altri 444 milioni potenziano l’assegno di 80 euro mensili per i bebè nei nuclei con Isee inferiore a 25.000 euro. Pacchetto di sconti sull’acquisto di beni e servizi per genitori con tre o più figli. Concessione di terreni incolti e mutuo agevolato per la casa in loco.
- Il Documento annuncia una riforma fiscale con aliquote al 15% e al 20%. Mancano ancora le soglie di reddito. La manovra dovrà disinnescare la bomba Iva. Poi sgravi alle imprese, tagli al costo del lavoro e class action.
Lo speciale contiene due articoli.
Quando, con l’ultima manovra, l’esecutivo ha scelto di non prorogare i bonus baby sitter e asili nido le critiche sono arrivate a pioggia. In realtà sarebbe bastato attendere pochi mesi per capire che, all’interno del Def le cui bozze sono state visionate ieri dal Consiglio dei ministri, l’esecutivo, in tema di sostegno alla famiglia, ha scelto di eliminare alcune agevolazioni per aggiungerne altre e ben più sostanziose. In pratica, il governo Conte, attraverso quello che viene definito il «codice della natalità», intende riorganizzare l’attuale sistema di incentivi e detrazioni fiscali che nel complesso vale 16 miliardi di euro all’anno.
Potenziato e prorogato con lo stanziamento di 444 milioni di euro l’istituto degli assegni previsti per ogni figlio nato o adottato da nuclei familiari con un reddito Isee fino a 25.000 euro, incrementandone gli importi del 20% per ogni figlio successivo al primo, in linea anche con gli indirizzi della Commissione europea. Non solo, l’idea è che l’assegno copra la fascia di età da zero a tre anni, con possibilità di estendere il sussidio persino fino a quando i figli restano a carico delle famiglie.
È stata inoltre aumentata del 50% la misura dell’assegno destinato al pagamento delle rette per la frequenza di asili nido pubblici o privati autorizzati o per forme di assistenza domestica all’interno di famiglie con bambini affetti da gravi patologie croniche.
Si tratta dunque di un assegno onnicomprensivo che servirà a coprire tutte le diverse esigenze di una famiglia (asilo nido, baby sitter o altro) che potrà arrivare fino a 400 euro al mese.
Sempre inserito all’interno della bozza del Def, c’è anche la nuova disciplina del Fondo per le politiche della famiglia, il cui stanziamento strutturale è stato elevato a oltre 100 milioni annui e che servirà a a sostenere iniziative di conciliazione del tempo di vita e di lavoro.
Tra le norme a sostegno della famiglia, inoltre, verrà incrementato anche il Fondo per la solidarietà alle vittime di crimini domestici (la cifra deve essere ancora definita), per favorire l’erogazione di borse di studio e iniziative di orientamento, formazione e sostegno per l’inserimento lavorativo di giovani in difficoltà. All’interno delle norme di sostegno alla famiglia, ci saranno anche 55 milioni annui per il triennio 2019-2021 che serviranno a contrastare la povertà educativa minorile.
In favore delle famiglie numerose è stata, inoltre, rivista e finanziata la «Carta della famiglia», che consentirà ai nuclei familiari con tre o più figli conviventi di età non superiore a 26 anni di godere di sconti sull’acquisto di beni o servizi e agevolazioni di carattere tariffario, pari ad almeno il 5% del prezzo offerto al pubblico, concessi dai soggetti pubblici e privati che aderiranno all’iniziativa.
In più, alle famiglie numerose con tre o più figli, di cui almeno uno nato a partire dal 2019, verrà concesso l’uso del 50% dei terreni demaniali agricoli o incolti e abbandonati, nonché la possibilità di ottenere un mutuo senza interessi per un importo sino a 200.000 euro per l’acquisto della prima casa in prossimità del terreno.
Novità anche in tema di congedo di maternità o paternità. Le madri lavoratrici potranno godere interamente dei cinque mesi di congedo dopo il parto (quindi lavorando fino all’ultimo e non essendo costrette ad assentarsi forzatamente un mese prima del parto). Per il congedo di paternità, invece, sono stati stanziati oltre 60 milioni per il 2019 al fine di portare a sei giorni lavorativi il congedo obbligatorio per il padre lavoratore dipendente. È stata inoltre aumentata, con risorse di carattere strutturale, la dotazione del fondo per il sostegno del ruolo di cura e di assistenza dei caregiver familiare (chi deve assistere un genitore in difficoltà).
Tutte buone notizie, anche se vanno prese con le pinze. Prima di arrivare a dettagli più precisi, l’esecutivo dovrà portare avanti una verifica sui margini di bilancio per capire l’entità delle singole agevolazioni e capire quali potranno essere gli eventuali spazi di manovra.
Quello che è certo è che un primo passo importante a tutela della famiglia è stato fatto. Un miglioramento che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe essere strutturale e dunque non temporaneo.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >