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«#AttiviamociperilBenecomune continua. Oggi più di 50 famiglie bisognose romane hanno ricevuto la spesa»

«#AttiviamociperilBenecomune continua. Oggi più di 50 famiglie bisognose romane hanno ricevuto la spesa»
provitaefamiglia.it

«La nostra iniziativa di solidarietà, chiamata #Attiviamociperilbenecomune, prosegue anche dopo l'emergenza coronavirus perché si è creata una nuova emergenza: la fame e la povertà! Abbiamo già speso circa 45.000 euro in fornitura cibo, medicine ed altri beni di prima necessità mediante i nostri volontari sul territorio. Noi alla politica degli "annunci" e delle "promesse", preferiamo la politica dell'impegno concreto: aiutando concretamente le famiglie e le persone indigenti» ha comunicato il presidente di Pro Vita & Famiglia Toni Brandi, nel giorno della consegna di pacchi di spesa a famiglie bisognose romane, avvenuta alle ore 10 nella sede della Onlus.

«Pro Vita e Famiglia Onlus - ha specificato il vice presidente Jacopo Coghe - ha donato oggi beni di prima necessità indispensabili per aiutare ben 50 famiglie bisognose e in seria difficoltà a Roma. La spesa, contenuta in scatoloni, è stata così suddivisa: 2 chili di zucchero, 2 chili di farina, 2 litri di olio, 10 litri di latte, 4 bottiglie di passata di pomodoro, un chilo di caffè, 4 chili di biscotti, una confezione di nesquik, un chilo di tonno, un chilo di Simmenthal, 3 confezioni di pan bauletto, 2 confezioni di nutella, 2 chili di riso, 3 confezioni di marmellata, un chilo di parmigiano, una salamella, 5 chili di pasta. E non ci fermeremo qui, ma proseguiremo rispondendo alle tante segnalazioni che ci stanno arrivando».

«Il signore delle mosche», il ritorno fedele al romanzo di Golding
«Il signore delle mosche» (Sky)

La serie voluta dalla Bbc e scritta da Jack Thorne porta su Sky il romanzo di William Golding senza tradirne trama e tesi: tra sopravvivenza e sopraffazione, l’isola dei ragazzi torna a interrogare la natura umana.

Jack Thorne, brillante autore dell'acclamatissima Adolescence, non ha inventato nulla, stavolta. William Golding lo ha fatto per lui, scrivendo un libro la cui attualità è sempiterna, affatto bisognosa di essere reinventata, riadattata, cercata oltre le parole scritte. Il signore delle mosche, foss'anche solo per quei suoi protagonisti bambini, potrebbe essere frutto di un guizzo contemporaneo.

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L’articolo dimenticato di Pier Paolo Pasolini contro l’aborto facile. «Non si toglie la vita»
Pier Paolo Pasolini (Ansa)
Due mesi prima del noto testo uscito sul «Corriere della Sera» lo scrittore inviava ad «Amica» una lettera in favore dei bimbi.

«Cara lettrice, se tua madre avesse abortito tu non saresti qui. Io posso odiarti, ma anche amarti. Amo il mio amore per te, ma anche l’eventuale odio reciproco fa parte della vita. Non si può abrogare una creatura, anche nei primi, incerti stadi della sua esistenza». Queste parole sono state scritte da Pier Paolo Pasolini e provengono da un breve intervento uscito sul numero del 24 novembre 1974 del settimanale femminile Amica, edito dal Corriere della Sera. Quello stesso Corriere della Sera su cui di lì a poco, il 19 gennaio del 1975, Pasolini firmerà il suo discusso editoriale incentrato sull’interruzione di gravidanza e intitolato «Il coito, l’aborto, la falsa tolleranza del potere, il conformismo dei progressisti».

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In questa puntata di Segreti il professor Riccardo Puglisi analizza il delitto di Garlasco da una prospettiva inedita: il ruolo dei media, la polarizzazione dell’opinione pubblica e il peso delle narrazioni nel caso Stasi. Tra giustizia, informazione e percezione collettiva, analizziamo come nasce, e si consolida, un racconto mediatico destinato a dividere.

I maxi dividendi Enel accendono i mercati
Flavio Cattaneo (Ansa)
Nel piano Cattaneo previsti 53 miliardi di investimenti, in aumento con le rinnovabili protagoniste per rispondere alla domanda di energia, e una cedola 2025 che arriva a 0,49 euro per azione (+6% l’anno). La Borsa apprezza: il titolo sale del 6,8% a 9,7 euro.

C’è un consolidato adagio di Borsa che recita più o meno così: quando i rendimenti scarseggiano, le promesse abbondano; quando invece i dividendi crescono davvero, gli investitori cominciano a comprare. È esattamente quello che sta accadendo con Enel, che con il nuovo piano strategico 2026-2028 ha deciso di parlare la lingua più amata dal mercato: numeri concreti, cedole robuste e investimenti veri.

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