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L'arte di Bodino

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Giampiero Bodino è un vero artista. Oltre a disegnare gioielli e orologi con una sua linea e per grandi brand del lusso, vere e proprie opere d'arte, da tempo si è appassionato alla pittura e alla scultura, attività che gli permettono di dare libero sfogo alla sua creatività senza nessuna barriera commerciale.

La passione per il bello, per il lusso artigianale, per il design e per la pittura sono le componenti principali della carriera di Giampiero Bodino, cosi come la passione per l'Italia, il suo paese ricco di cultura e ispirazione, dove è cresciuto e dove ha scelto di rimanere a vivere e a lavorare. Le sue creazioni rappresentano emozioni personali che interpretano il secolare patrimonio artistico dentro il quale Giampiero ha appreso le tecniche uniche con cui plasmare un gioiello ma anche un quadro. Ora si presenta con una sua opera al CP Art Award, il concorso dedicato agli artisti emergenti al quale partecipa con un'opera che sarà virtualmente esposta in questa sala di visione dove potrà anche essere votata.

La votazione sarà possibile seguendo le stories dell'account Instagram: @acppalazzofranchetti e @maggioregam

Saranno due le opere vincitrici: una votata e una selezionata da una giuria internazionale di esperti. Gli artisti che li hanno realizzati avranno una mostra personale in una prestigiosa galleria d'arte: Galleria d'Arte Maggiore g.a.m., sponsor dell'iniziativa.

Per votare ci si deve registrare e si può farlo una sola volta.

A questo seguirà un altro concorso: ACP Green Art Award rivolto ad artisti affermati.

Referendum, si stringe sulla data per non rinviare al 2030 il nuovo Csm
Carlo Nordio (Imagoeconomica)
  • Venerdì in conferenza stampa Giorgia Meloni dovrebbe dare un segnale: l’obiettivo sono le urne il 22 e 23 marzo. Senza accelerazione, le nomine dei capi delle procure resterebbero in mano alle correnti per altri 4 anni.
  • Il sindacato dei magistrati ha raddoppiato la quota di iscrizione dei soci e ha stanziato già 500.000 euro. Ora è pronto a metterne altrettanti. A meno che non intervenga la Cgil.

Lo speciale contiene due articoli

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Dopo anni a chiedere porte aperte la Cgil adesso scopre la sicurezza
Polizia ferroviaria (Imagoeconomica)
Il sindacato, in prima fila per contestare i suoi decreti, oggi sciopera contro Matteo Salvini.

Qualcuno, in Cgil, dovrebbe ripassare la storiella dell’uomo che gridava «al lupo, al lupo». È difficile, infatti, farsi prendere sul serio quando una mobilitazione per la sicurezza sul lavoro, in seguito al barbaro omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, si incastra tra una protesta per chiedere «l’immediata convocazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite» a seguito della «violazione della sovranità nazionale della Repubblica del Venezuela da parte degli Stati Uniti d’America» e una per invocare «la necessità di raggiungere un immediato cessate il fuoco, di consentire l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e di aprire il prima possibile un processo di pace».

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Croato ammazza un giovane capotreno e si dà alla fuga. Aveva precedenti
Alessandro Ambrosio (Ansa)
Omicidio alla stazione di Bologna: il ricercato dileguatosi in treno e avvistato a Milano. Era stato controllato e lasciato andare.

Un video di pochi secondi. Tanto basta per fissare un volto e un orario nell’atrio della stazione di Bologna: quello di Marin Jelenic, 36 anni, croato senza fissa dimora. Dormiva nelle sale d’attesa delle stazioni emiliane e lombarde e viveva di espedienti. Da anni in Italia. Niente parenti. Mai lavorato. Sono le 18.03 di lunedì 5 gennaio. È lì, ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, pochi minuti prima che Alessandro Ambrosio, capotreno come suo padre (andato da poco in pensione), originario di Anzola dell’Emilia, una laurea in statistica e una passione per la chitarra, venga trovato senza vita nel piazzale Ovest, lungo viale Pietramellara.

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Lo psichiatra Tonino Cantelmi racconta dall’interno il caso della famiglia Trevallion: genitori descritti come presenti e affettuosi, bambini provati dalla separazione e una perizia che potrebbe fare chiarezza. Nell’intervista, Tonino Cantelmi solleva una domanda cruciale: quando la tutela dei minori diventa rigidità del sistema, chi protegge davvero le famiglie?

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