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L'arte di Bodino

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Giampiero Bodino è un vero artista. Oltre a disegnare gioielli e orologi con una sua linea e per grandi brand del lusso, vere e proprie opere d'arte, da tempo si è appassionato alla pittura e alla scultura, attività che gli permettono di dare libero sfogo alla sua creatività senza nessuna barriera commerciale.

La passione per il bello, per il lusso artigianale, per il design e per la pittura sono le componenti principali della carriera di Giampiero Bodino, cosi come la passione per l'Italia, il suo paese ricco di cultura e ispirazione, dove è cresciuto e dove ha scelto di rimanere a vivere e a lavorare. Le sue creazioni rappresentano emozioni personali che interpretano il secolare patrimonio artistico dentro il quale Giampiero ha appreso le tecniche uniche con cui plasmare un gioiello ma anche un quadro. Ora si presenta con una sua opera al CP Art Award, il concorso dedicato agli artisti emergenti al quale partecipa con un'opera che sarà virtualmente esposta in questa sala di visione dove potrà anche essere votata.

La votazione sarà possibile seguendo le stories dell'account Instagram: @acppalazzofranchetti e @maggioregam

Saranno due le opere vincitrici: una votata e una selezionata da una giuria internazionale di esperti. Gli artisti che li hanno realizzati avranno una mostra personale in una prestigiosa galleria d'arte: Galleria d'Arte Maggiore g.a.m., sponsor dell'iniziativa.

Per votare ci si deve registrare e si può farlo una sola volta.

A questo seguirà un altro concorso: ACP Green Art Award rivolto ad artisti affermati.

Beffa alluvionati: donazioni ferme in Regione
Alluvione in Emilia Romagna (Getty Images)
Dei 50 milioni di erogazioni liberali inviate da privati nel 2023, 14 sono stati stanziati per aiutare i cittadini colpiti a comprare dispositivi di protezione per le case. Ora, però, i rimborsi vengono negati per ragioni assurde. Risultato: solo 2,4 milioni elargiti.

Quattordici milioni di fondi devoluti come donazioni alla Regione Emilia-Romagna, dopo l’alluvione di maggio 2023, stanziati in un bando (a ottobre 2024) per aiutare i cittadini colpiti dal maltempo ad acquistare dispositivi di protezione passiva. Tre anni dopo, sono stati erogati solo 2,4 milioni, appena il 17% del denaro a disposizione. Interamente coperto, come detto, grazie alle generose donazioni di privati cittadini. Già questo, prima ancora di scendere nel dettaglio, sarebbe sufficiente a certificare l’ennesimo fallimento di una Regione che non perde occasione di lamentarsi con il governo per l’insufficienza dei finanziamenti concessi.

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Nuovo vilipendio dei cristiani a Gerusalemme: durante una sfilata di nazionalisti, un ultraortodosso oltraggia la statua di Maria. Lo aveva già fatto, in Libano, un soldato; un altro aveva distrutto un crocifisso. Pochi giorni fa, una suora è stata spinta e presa a calci.

Lo Stato che si vanta, a ragione, di essere l’unica democrazia liberale del Medio Oriente, avrà seri motivi su cui interrogarsi: in Israele, gli episodi di profanazione ai danni dei simboli della fede cristiana si vanno moltiplicando al ritmo di pani e pesci evangelici. L’ultima scelleratezza l’ha documentata ieri sui social il coordinatore del Forum dei cristiani di Terra Santa, Wadie Abunassar, diffondendo un video che mostra giovani ebrei radicali sputare contro una statua della Vergine Maria collocata presso la Porta nuova a Gerusalemme.

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Garlasco, le perizie di Garofano sono affari di famiglia
Luciano Garofano, ex comandante dei carabinieri del Ris di Parma (Ansa)
Dal cold case genovese del Delitto del trapano alle indagini su Sempio: l’ex comandante del Ris s’è affidato spesso al Centro avanzato di diagnostica di Orbassano, uno dei poli più noti della genetica forense in Italia, dove il direttore tecnico-scientifico è il nipote Paolo.

C’è un circuito tecnico-forense in cui i cognomi ritornano, i laboratori si ripresentano e gli esperti migrano da un delitto all’altro come vecchi attori di una compagnia stabile. Garlasco è il processo che racconta questo ambiente meglio di ogni altro caso. Nel processo d’Appello bis contro Alberto Stasi, il consulente della Corte Roberto Testi, insieme al collegio peritale, depositò una valutazione tecnica destinata a incidere sulla ricostruzione dell’omicidio.

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