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Arriva il nuovo diamante taglio Buccellati

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Arriva il nuovo diamante taglio Buccellati
Buccellati
  • Per festeggiare i 100 anni, la maison di gioielleria, guidata dalla terza generazione della famiglia, ha lanciato collezioni ad hoc e studiato una lavorazione particolare per realizzare pietre con 57 sfaccettature. «Rimaniamo ancorati al nostro Dna».
  • Dopo anni di silenzio Alber Elbaz torna con la capsule per Tod's. Lo stilista: «La dedico alla felicità della vita». Fra i pezzi più originali, la coppia di scarpe da sposa e da sposo.
  • Meglio il boxer dello slippino. In spiaggia per l'uomo vince il baggy da surfista.
  • Etro inaugura la sua prima spiaggia a Mykonos. Nella collezione kaftani preziosi che strizzano l'occhio all'Oriente.

Lo speciale comprende quattro articoli, gallery fotografiche e video.

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Petrodollaro, così la crisi di Hormuz sfida il primato americano
Getty Images
La chiusura dello Stretto mette in difficoltà le monarchie del Golfo e riapre il dossier sul dominio del dollaro nel commercio energetico. Tra yuan, blockchain e nuovi accordi finanziari, gli alleati degli Usa diversificano senza rompere con Washington.
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Dimmi La Verità | Matteo Rancan (Lega): «Sinistra ipocrita sull'attentato di Modena»

Ecco #DimmiLaVerità del 20 maggio 2026. Il segretario della Lega Emilia, Matteo Rancan, svela l'ipocrisia della sinistra sull'attentato di Modena.

Affarone Pnrr: 150 miliardi di debiti per far crescere il Pil di appena 50
Giuseppe Conte (Ansa)
Grazie ai fondi del Recovery, il prodotto interno lordo pro capite è aumentato (tra il 2021 e il 2026) del 2,2%. Nel Centro Nord l’incremento è stato dell’1,5%, più marcato l’impatto su ricchezza e occupazione al Sud.

La montagna (di debiti) del Pnrr ha partorito il topolino. Sembra la sintesi più appropriata dopo aver letto ieri sul Sole 24 Ore le stime della crescita aggiuntiva cumulata del Pil pro capite tra il 2021-2026, generata dalla spesa del Pnrr.

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Libia, il dialogo tra Tripoli e Tobruch resta in salita
Il generale Khalifa Haftar (Ansa)

A Tunisi il secondo vertice «4+4» tra rappresentanti della Tripolitania e della Cirenaica sotto la regia dell’Onu. Sul tavolo elezioni e riunificazione, ma milizie, rivalità interne e il peso di Haftar frenano ogni svolta.

Il secondo incontro del cosiddetto vertice «4+4» dedicato alla Libia ha avuto come sede Tunisi, la città che in passato era stata scelta dal governo di Tripoli come sede provvisoria nei momenti più bui della storia libica. Quattro rappresentanti di Tobruch e quattro di Tripoli hanno affrontato alcuni dei temi più complessi della nazione affacciata sul mar Mediterraneo, che dal 2014 rimane divisa a metà con due governi che si accusano di illegittimità.

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