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Inflazione, caldo, Covid. È l'inferno degli anziani

  • I pensionati stanno cercando di districarsi tra inflazione alle stelle, bollette che esplodono, assistenza medica inesistente, badanti in ferie e Covid: una stagione infernale.
  • «Le Rsa possono costare 3.000 euro. Le famiglie sono l’unico salvagente». Il presidente Assindatcolf Andrea Zini: «È un realtà ineluttabile. Nelle Regioni dove sono garantite le cure domiciliari, ci si occupa solo dell’aspetto sanitario non di quello sociale, del vitto e dell’alloggio, che ricade sui parenti».
  • «Sanità: il problema numero uno». La Reggente Fnp Cisl Daniela Fumarola: «Il virus ha creato un solco profondo tra chi può curarsi privatamente e chi è costretto ad subire le lunghe attese degli ospedali pubblici».
  • Carmelo Barbagallo, segretario generale della Uil Pensionati: «Gli assegni non saliranno. Non diteci le solite balle».

Lo speciale comprende quattro articoli.

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Ecco le ragioni del No
Ansa

Milano, Roma, Torino: si saldano le manifestazioni di Potere al popolo, Usb, antagonisti, pro Pal. La protesta anti-Usa si fonde con quella anti- riforma: nella capitale bruciata una foto di Meloni e Nordio. Conte e Grosso costretti a prendere le distanze. A fuoco immagini di Trump e bandiere di Israele.

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A Pechino annotano le difficoltà degli Usa e fanno le prove della guerra a Taiwan
Ansa
«Milizia» di pescherecci ammassata tra Formosa e il Giappone. Sui sotterfugi a Hormuz, però, Xi è attento a non irritare Trump.

Cosa ci facevano, la settimana scorsa, circa 2.000 pescherecci cinesi nel braccio di mare tra Taiwan, la Corea del Sud e il Giappone? Perché sono rimasti ammassati per 30 ore in formazione geometrica, distanti circa 500 metri gli uni dagli altri, per poi dileguarsi?

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Mohammed al-Bukhaiti, portavoce e alto funzionario dell’ufficio politico dei ribelli yemeniti alla «Verità»: «Abbiamo già le dita sul grilletto».

La guerra fra Iran e Stati Uniti e Israele potrebbe molto presto aprire un nuovo fronte. Gli Huthi, la tribù sciita che controlla metà dello Yemen, hanno dichiarato di essere pronti a combattere a fianco di Teheran. Questi miliziani fanno parte di quello che, un po’ pomposamente, era stato definito asse della resistenza. E restano il proxy più attivo dell’Iran.

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