«L’accordo sulla Nuova via della Seta? Ha danneggiato la reputazione dell’Italia»
Paolo Formentini (Imagoeconomica)

Il vicepresidente della commissione Esteri della Camera, il leghista Paolo Formentini: «Sul memorandum il governo dovrà decidere entro il prossimo autunno. È evidente che non ha portato vantaggi economici».

Roma è vicina a Taipei. È questo forse il senso più profondo dell’incontro, svoltosi a Milano la settimana scorsa, tra il vicepresidente della commissione Esteri della Camera, il leghista Paolo Formentini, e il ministro degli Esteri di Taiwan, Joseph Wu. E proprio Formentini ha raccontato a La Verità il perché di questo faccia a faccia, soffermandosi anche sul ruolo dell’Italia in Estremo Oriente, sui problemi legati alla Nuova via della Seta e sulle sue attività parlamentari volte al contrasto delle influenze cinesi. «L’accordo sulla Nuova via della Seta non ha portato vantaggi economici ma ha danneggiato la reputazione dell’Italia», ci ha detto.

«È stato un onore per me incontrare il ministro degli Esteri di Taiwan», ha dichiarato al nostro giornale il deputato leghista. «Taiwan è essenziale per la nostra produzione industriale: taiwanesi sono il 90% dei semiconduttori tecnologicamente più avanzati prodotti nel mondo. È evidente quindi che difendere Taiwan sia interesse nazionale per la seconda manifattura d’Europa», ha proseguito.

«È importante ribadire ancora una volta che Taiwan è una democrazia, è stata un esempio anche di gestione del Covid a livello globale. Proprio per questo trovo assurdo che non sia ammessa ai lavori dell’Oms. Tra gli atti parlamentari che ho presentato c’è anche una interrogazione proprio sulla partecipazione di Taiwan ai lavori dell’Oms (questa settimana il governo risponderà)», ha proseguito Formentini.

«Nella scorsa legislatura», ha continuato, «è stato votato a larghissima maggioranza un mio ordine del giorno che chiedeva che l’Italia elabori una propria visione dell’Indo-Pacifico come hanno fatto le altre grandi democrazie europee. In commissione Esteri abbiamo anche votato una risoluzione che chiede un potenziamento del nostro personale diplomatico in tutta l’area. Ottima la missione di diplomazia navale della nostra nave Morosini che nei prossimi giorni (dal 21) sarà in Giappone dopo avere visitato Singapore, Thailandia e Vietnam».

«L’importanza dell’Indo-Pacifico per il futuro del commercio globale è chiara a tutti: per questo va ribadito con forza che non deve venire meno in quelle acque la libertà di navigazione. Speriamo che anche la portaerei Cavour possa partire per delle esercitazioni congiunte in quell’area alla fine di quest’anno, inizio dell’anno prossimo», ha aggiunto Formentini, che non si è sottratto dall’affrontare lo spinoso tema del rinnovo del controverso memorandum sulla Nuova via della Seta. «Sulla Via della Seta il governo dovrà decidere entro il prossimo autunno. È evidente che tale accordo non ha portato vantaggi alla nostra economia ma ha anzi danneggiato la reputazione dell’Italia», ha dichiarato il vicepresidente della commissione Esteri, per poi aggiungere: «L’Occidente oggi sta correndo ai ripari per avere catene di approvvigionamento proprie, memore delle tante lezioni apprese negli ultimi anni. Il futuro vedrà crescere sempre più la consapevolezza che non si può dipendere dalle autocrazie ed essere ricattabili ed al contempo essere liberi».

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