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Aborto Lazio, Pro Vita & Famiglia: «Zingaretti alleggerisce il Ssn sulla pelle delle donne»

Aborto Lazio, Pro Vita & Famiglia: «Zingaretti alleggerisce il Ssn sulla pelle delle donne»
Nicola Zingaretti (Ansa)

«Dicono che lo fanno per garantire la scelta tra ricovero o ambulatorio ma recepire le linee di indirizzo del Ministero della Salute per garantire la RU486 anche fuori dal ricovero ospedaliero è solo follia e mette a rischio la salute delle donne» così Toni Brandi, presidente Pro Vita e Famiglia onlus sulla determina della Regione Lazio che propone di «rimuovere gli ostacoli all'accesso alla metodica farmacologica» in tema di aborto con la pillola abortiva.

«Con la scusa di evitare il contagio limitando il più possibile gli accessi in ospedale si equipara una pillola abortiva, che provoca emorragie, infezioni e talvolta persino la morte, a una caramella balsamica. E' davvero questo quello che avviene in un Paese civile? Con la liberalizzazione della RU486, in pratica, si pretende che l'aborto avvenga "comodamente" a casa, alleggerendo i costi che ricadrebbero sul Servizio Sanitario Nazionale. Le donne così diventano cavie per il risparmio nazionale» ha continuato Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

«In realtà, caro Zingaretti, in altre Regioni si sta attuando una svolta (come è accaduto in Piemonte e nelle Marche) rispetto alle direttive del ministro Speranza, perché al contrario del Lazio guidato da lei, lì si prendono in considerazione i rischi e il bene delle donne. D'altronde anche dal punto di vista delle conseguenze fisiche e psicologiche, l'aborto chimico è infinitamente più grave di quello chirurgico, anche perché nel 60% dei casi le madri vedono l'espulsione dell'embrione» ha concluso la nota di PV&F.

San Siro accende i Giochi. Le Olimpiadi di Milano-Cortina partono nel segno dell'armonia
Una vista generale mentre gli anelli olimpici si uniscono per uno spettacolo pirotecnico durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 allo stadio San Siro (Getty Images)
Davanti a 67.000 spettatori, la cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026 celebra l’arte, la musica e la creatività italiana. Dall’omaggio a Raffaella Carrà e Modugno ai cinque cerchi olimpici che brillano in cielo, uno spettacolo che unisce città e montagne sotto il filo conduttore dell’armonia.
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Ultima ideona di Sánchez: i congedi per portare le persone a suicidarsi
Il governo spagnolo vuole introdurre un giorno di permesso retribuito per chi accompagna il malato a praticare l’eutanasia. Ira della destra e delle aziende, su cui graverebbero i costi dell’assenza dal lavoro.

L’ultima trovata del governo Sánchez per distogliere l’attenzione dai disastri ferroviari e dall’immobilismo dell’esecutivo è quella di estendere il congedo per lutto dagli attuali due (massimo quattro) giorni, a dieci giorni. In Italia, il lavoratore ne ha diritto a tre per la morte del coniuge, del convivente o di un parente entro il secondo grado. La proposta spagnola include un giorno di permesso retribuito alla persona designata come accompagnatore durante l’eutanasia, senza che sia necessario un legame di parentela. L’aiuto a una morte medicalmente assistita è entrato in vigore in Spagna il 21 giugno 2021, dopo il suo riconoscimento come nuovo diritto individuale. Secondo uno studio dello scorso anno finanziato dal ministero della Scienza e dell’Innovazione e dall’Agenzia statale di investigazione del governo spagnolo, dal 25 giugno 2021 al 31 dicembre 2023 su 1.515 richieste di suicidio assistito le persone che sono riuscite a morire sono state 697 (46%).

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Ragazze strangolate durante gli abusi e poi sotterrate fuori dal ranch di Epstein
Jeffrey Epstein (Ansa)
Il messaggio scioccante di un ex dipendente che rubò dei filmati come «assicurazione» sulla vita. Intanto in Uk Starmer vacilla.

Non solo faccendiere e predatore sessuale ma anche assassino. Si apre un nuovo, agghiacciante filone d’indagine su Jeffrey Epstein dopo la declassificazione dei cosiddetti «Epstein files» da parte del Dipartimento di Giustizia americano (DoJ) su pressione del partito repubblicano di Donald Trump.

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Su Netflix arriva «Salvador»: un padre, una figlia e il bisogno di appartenere
«Salvador» (Netflix)
Otto episodi su Netflix per raccontare un padre e una figlia: lui ex medico, lei coinvolta in un gruppo neonazista. La serie spagnola evita la retorica e indaga fragilità, responsabilità e bisogno di appartenenza con uno sguardo sobrio.
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