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Aborto Lazio, Pro Vita & Famiglia: «Zingaretti alleggerisce il Ssn sulla pelle delle donne»

Aborto Lazio, Pro Vita & Famiglia: «Zingaretti alleggerisce il Ssn sulla pelle delle donne»
Nicola Zingaretti (Ansa)

«Dicono che lo fanno per garantire la scelta tra ricovero o ambulatorio ma recepire le linee di indirizzo del Ministero della Salute per garantire la RU486 anche fuori dal ricovero ospedaliero è solo follia e mette a rischio la salute delle donne» così Toni Brandi, presidente Pro Vita e Famiglia onlus sulla determina della Regione Lazio che propone di «rimuovere gli ostacoli all'accesso alla metodica farmacologica» in tema di aborto con la pillola abortiva.

«Con la scusa di evitare il contagio limitando il più possibile gli accessi in ospedale si equipara una pillola abortiva, che provoca emorragie, infezioni e talvolta persino la morte, a una caramella balsamica. E' davvero questo quello che avviene in un Paese civile? Con la liberalizzazione della RU486, in pratica, si pretende che l'aborto avvenga "comodamente" a casa, alleggerendo i costi che ricadrebbero sul Servizio Sanitario Nazionale. Le donne così diventano cavie per il risparmio nazionale» ha continuato Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

«In realtà, caro Zingaretti, in altre Regioni si sta attuando una svolta (come è accaduto in Piemonte e nelle Marche) rispetto alle direttive del ministro Speranza, perché al contrario del Lazio guidato da lei, lì si prendono in considerazione i rischi e il bene delle donne. D'altronde anche dal punto di vista delle conseguenze fisiche e psicologiche, l'aborto chimico è infinitamente più grave di quello chirurgico, anche perché nel 60% dei casi le madri vedono l'espulsione dell'embrione» ha concluso la nota di PV&F.

Stefano Zenni, musicologo e direttore artistico del Torino Jazz Festival, presenta la nuova edizione della kermesse (dal 25 aprile al 2 maggio) concentrandosi su tre giganti come Franco D'Andrea, Bill Frisell e Norma Winstone.

«Tregua di Pasqua». Kiev non si fida
(Ansa)
Putin offre una pausa per le feste ortodosse. Mosca precisa: «È soltanto simbolica». Dmitriev negli Usa per accordi economici. Zelensky recrimina per l’addio al nucleare.

Il cessate il fuoco annunciato dal presidente russo, Vladimir Putin, in occasione della Pasqua ortodossa viene presentato dal Cremlino come una misura limitata e di carattere esclusivamente umanitario. Mosca insiste sul fatto che non si tratta dell’avvio di un negoziato, ma di una pausa simbolica legata alla festività.

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Il Papa fa smorzare il caso Avignone ma tuona sui cristiani discriminati
Leone XIV (Ansa)
Il Vaticano confuta la «narrazione» dell’incontro al Pentagono, però solo l’ambasciatore di Trump nega le minacce al Nunzio. Prevost denuncia la «blasfemia della guerra» e invoca libertà di fede in Terra Santa.

«La narrativa offerta da alcuni organi di stampa non corrisponde affatto alla verità». La nota diffusa ieri dalla sala stampa vaticana sembrerebbe chiudere il caso delle minacce del Pentagono all’ex Nunzio apostolico negli Stati Uniti, il cardinale Christhophe Pierre, scoppiato dopo le rivelazioni di Mattia Ferraresi su The Free Press.

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Netanyahu non perde il vizio: altri attacchi in Libano
Attacco israeliano nel Sud del Libano il 10 aprile 2026 (Ansa)
Israele, malgrado il pressing della Casa Bianca e l’ok ai negoziati diretti con Beirut, sgancia ancora missili sul Paese: «Siamo in guerra. Colpiti terroristi». Martedì il primo incontro a Washington. Hezbollah al governo libanese: «Basta concessioni gratuite al nemico».

Nessun cessate il fuoco, ma uno stato di guerra, questa è la fotografia della situazione in Libano stando alle parole del generale Eyal Zamir, capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane. Tutto mentre continuano incessantemente le operazioni dell’esercito di Tel Aviv che ritengono il Paese confinante come il loro principale teatro operativo.

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