Interviste e personaggi

«Le pietre parlano e dicono che Pietro è qui»
L’archeologo Pietro Zander, docente alla Pontificia Università Gregoriana. Nel riquadro, lo scrigno contenente quelle che «si ritengono essere le ossa di San Pietro», come recita la scritta in latino
L’archeologo: «Dopo secoli di timore reverenziale che aveva impedito di scavare sotto il pavimento dell’antica Basilica, furono Pio XII e poi Paolo VI ad avere il coraggio di intraprendere missioni scientifiche alla ricerca dei resti del primo Papa».

Prima Pio XII e poi Paolo VI, consapevoli che sotto l’altare pontificale giacessero tomba e spoglie mortali del primo dei loro predecessori, l’apostolo Pietro, le fecero cercare dagli archeologi nelle profondità della terra, annunciandone il loro ritrovamento dopo quasi 2.000 anni di silenzio. Così, sotto le sacre grotte, fu scoperta una necropoli, ossia una «città dei morti».

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Ogni anno mille italiani finiscono in carcere senza motivo. Lo Stato paga milioni, ma i magistrati non rispondono mai. E intanto chi delinque resta libero e spesso uccide. Ecco perché è fondamentale votare Sì al referendum sulla riforma della giustizia.

Stefano Piazza incontra il senatore Alberto Balboni, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, per un confronto sui temi chiave della fase finale della legislatura. Al centro del dialogo il bilancio del Parlamento, i temi chiave delle legislatura, il referendum sulla Giustizia, le polemiche con l’Anm le ragioni del Sì e le grandi riforme istituzionali in discussione, dal premierato all’autonomia differenziata.

La Commissione europea lancia la nuova Strategia antirazzista per il 2026: miliardi di euro per aumentare la sorveglianza digitale "contro l'odio", rieducare studenti e insegnanti, irreggimentare i media.

«Per essere speciali bisogna abbandonare i ritmi frenetici»
Gianmarco Tamberi, ambassador di Eleventy. A destra, Marco Baldassari
Il padre di Eleventy Marco Baldassari: «Questa collezione è un ritorno alla natura e sfoggia una nuova palette, più scura».

Nel dibattito sul lusso contemporaneo si parla spesso di crescita, numeri e visibilità. Molto meno di misura, responsabilità e tempo. Eppure è proprio su questi elementi che si gioca la tenuta di un brand. Eleventy, marchio fondato da Marco Baldassari, ha costruito il proprio percorso lontano dalle scorciatoie del marketing e dalle mode effimere, scegliendo una strada più lenta e, proprio per questo, più esigente. In occasione della presentazione della nuova collezione invernale, abbiamo incontrato Baldassari per discutere di come si difende un’idea di lusso in una fase economica complessa, di cosa significa creare valore reale nel sistema moda e di come un’azienda italiana possa continuare a crescere senza rinunciare alla propria identità.

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