Fabio Ferrari: «Voterò per la Meloni. E molti amici di sinistra la pensano come me»
L’attore: «I progressisti sono diventati insopportabili. Chi lavora in tv, se ha certe idee, non si espone per paura di rappresaglie».
L’attore: «I progressisti sono diventati insopportabili. Chi lavora in tv, se ha certe idee, non si espone per paura di rappresaglie».
L’ex ispettore di polizia di Milano Giuseppe Di Gregorio: «Il nostro sistema lascia sole le vittime e gli uomini in divisa. Non è vero che gli agenti sono pochi, piuttosto c’è troppa burocrazia e la paura di finire indagati per ogni cosa».
L’avvocato che difende i cittadini colpiti dalle richieste di risarcimento per i commenti sui social: «Un conto sono gli auguri di morte, altro gli epiteti forti. Quando a usarli sono i potenti, non sono mai condannati».
Il presidente della fondazione Med-Or: «La Cina ha rifiutato la condivisione del governo del mondo, che Trump le ha offerto, preferisce fare da sola. Macché nazismo, i tedeschi votano AfD perché temono guerra e povertà».
Il segretario del partito e vicepremier: «Con 1,6 miliardi possiamo far smettere di lavorare la gente a 64 anni. Nella manovra bisogna osare, anche con uno scostamento di bilancio. Via l’Isee, basta soldi a pioggia».
Il critico musicale statunitense Ashley Kahn, firma di Downbeat che si è aggiudicata due Grammy Awards per i suoi lavori su Miles Davis e John Coltrane, descrive la traiettoria di questi giganti del jazz che avrebbero compiuto 100 anni nel 2026. Due puntate del podcast «Non sparate sul pianista» con un affondo sul capolavoro di Trane, «A love supreme».
Il più famoso amanuense d’Europa: «Scrivere educa a pensare. Dell’IA non ho paura, la bella incisione deve avere difetti umani».
Il rappresentante delle imprese italiane in Russia Vittorio Torrembini: «Falso che il Paese sia al collasso. Riaprire il gas e ripristinare i voli è fattibile. Abbiamo perso 7 miliardi di export».
Lo studioso che si batte per far celebrare i 500 anni dalla morte del Fiorentino: «Resta l’autore italiano più conosciuto al mondo. Oggi però uno come lui verrebbe censurato».
Lo scrittore ed editore di Liberilibri: «Afd reagisce al fanatismo dell’inclusività con spunti “autonomisti”, come nel caso dell’homeschooling. I migranti? Non c’è xenofobia ma voglia di preservare l’identità dei propri luoghi».
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