Interviste e personaggi

Ricci: «Come leader di Fi penso a Lele Mora. La sinistra meglio vada a Medjugorje»
Antonio Ricci (Ansa)
Il papà di «Striscia»: «I figli di Silvio Berlusconi in politica? Fossi in loro fuggirei a Saint Moritz. Con i paradossi di Elly Schlein abbiamo campato una stagione. Matteo Renzi è un virtuoso nel palleggio che poi in squadra fa danni».

Striscia la notizia che non striscia è un esperimento riuscito?
«È un esperimento riuscitissimo. Tra le trasmissioni di Canale 5 andate in onda contro Don Matteo è quella più vista degli ultimi cinque anni. Quindi chi ha deciso, nonostante la perplessità di molti, di piazzarci in questo giorno assolutamente non favorevole, l’ha comunque azzeccata».

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«In Italia c’è chi pensa che prima sparano i criminali e solo dopo possiamo reagire»
Nel riquadro Ilario Castello, segretario del Nuovo sindacato carabinieri (Ansa)
Ilario Castello, segretario del Nuovo sindacato carabinieri: «Rivedere l’automatismo dell’iscrizione nel registro indagati. E un fondo per le spese legali».

Rivedere l’automatismo dell’atto dovuto di iscrizione nel registro di reato, oltre a un Fondo nazionale per la tutela legale delle forze armate e dell’ordine, che nulla ha a che fare con lo scudo penale. Sono questi i punti forti della proposta di legge a carattere popolare che il Nuovo sindacato carabinieri (Nsc) intende portare in discussione alla Camera, una volta raccolte 50.000 firme. Frutto di nove mesi di lavoro, reso possibile grazie all’assistenza gratuita fornita da diversi avvocati «vicini agli operatori di pubblica sicurezza, di cui conoscono le problematiche», l’elaborato viene spiegato alla Verità dal segretario nazionale Nsc, Ilario Castello, uno degli otto carabinieri indagati nell’inchiesta sull’incidente in cui morì Ramy Elgaml.

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Kiro Attia, cugino di Aba, parla con onestà e lucidità dell’omicidio del ragazzo, dell’integrazione e della violenza tra i giovani. Nato in Egitto e cresciuto in Italia, ribadisce che essere italiano significa rispettare leggi e valori condivisi, denuncia un sistema giuridico troppo permissivo e invita a distinguere tra immigrazione regolare e criminalità.

Quando la Fallaci raccontava le miss. «Niente pin-up, solo ragazze a posto»
Oriana Fallaci (Ansa). Nel riquadro, la copertina del libro «Da grande farò la giornalista»
Un libro raccoglie i primi articoli giornalistici della scrittrice. Come quello nel quale presentava un concorso di bellezza internazionale svoltosi nel 1950. E in cui ogni Paese aveva una sua idea della reginetta perfetta.

Erano circa le tre del pomeriggio quando, l’altra sera, un pullman rosso carico di valige e di bauli si fermò sul lungomare di Rimini, davanti all’Hotel Excelsior. Lì dentro, nella hall, numerose persone fra cui fotografi e giornalisti, appostati da oltre tre ore, attendevano impazienti. Qualcuno, dopo una sfilza di borbottii nervosi, aveva finito per appisolarsi. Un grido «Eccole!» lo risvegliò.

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«Chi pensava alla fine degli Usa ha sbagliato»
Germano Dottori (Imagoeconomica)
L’analista Germano Dottori: «Gli americani guardano da tempo con preoccupazione agli sviluppi del processo di integrazione in atto nell’Ue, in parte anche per colpa nostra. Per Trump pure la Nato può essere messa in discussione, se non porta vantaggi tangibili».
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