Con proiettili di gomma e cariche, Macron mette il bavaglio al popolo francese

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  • Gli episodi che hanno visto coinvolti due cronisti, Jean Ségura e Taha Bouhafs, danno un'idea concreta di come gli agenti transalpini trattino i giornalisti durante le manifestazioni.
  • Nicolas Descottes, il fotografo freelance ferito gravemente durante una protesta dei gilet gialli: «Non ho perso la vista solo perché il proiettile mi ha colpito qualche centimetro sotto l'occhio».
  • Non solo botte e manganellate: sui professionisti dell'informazione incombe anche il rischio di incappare nelle sanzioni previste dalla legge sulle fake news, approvata dalla maggioranza macronista a fine 2018.
  • Ivan Rioufol, editorialista di Le Figaro, scrive: «Le botte ai giornalisti sono una dimostrazione del fatto che il potere attuale è allo stremo».

Lo speciale contiene quattro articoli.

Alessandra Ghisleri (Ansa)
La sondaggista: «Governo promosso sulla gestione dei vaccini, ma si pretende una svolta sull'economia. Europa bocciata sui migranti, cala la fiducia nella magistratura, il centrodestra in vantaggio su Pd-M5s».
Giulio Tremonti (Ansa)
L'ex ministro: «Più che a Marshall, fa pensare all'Urss. Prevale la logica del superdebito, troppi interventi, scritti male, con 48 riforme entro il 2024: utopia. E alla fine si prevede una crescita del pil solo dell'1,4 per cento».
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