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Ecco quando Zelensky ha fatto arrabbiare Vance

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Al minuto 40'33'' nel video dell'incontro alla Casa Bianca del 28 febbraio, il presidente ucraino interrompe il discorso sulla diplomazia Usa del vicepresidente JD Vance, ribattendo in modo provocatorio al minuto 42'12''.

«Quello che fa degli Stati Uniti un buon Paese», stava spiegando Vance, «È l'impegno nella diplomazia. Questo è quanto il presidente Trump sta facendo...». A quel punto Zelensky chiede la parola e, dopo un paio di minuti nei quali ripercorre i rapporti Russia-Ucraina e il ruolo degli Usa dal 2014 al 2022, conclude provocatoriamente con la frase: «Ma di che diplomazia stiamo parlando?». Da quel momento l'escalation di tensione che caratterizza gli ultimi minuti dell'incontro di Washington.

  • Reclutamento, droni e Intelligenza artificiale: così le varie filiali si rafforzano. L’Occidente, che ha tolto risorse all’antiterrorismo, oggi è più vulnerabile.
  • L’esperta Anna Mahjar-Barducci: «Nella regione del Khorasan lo Stato islamico conta sull’appoggio dei servizi pakistani. In cambio potrebbe far pressioni sull’India».

Lo speciale contiene due articoli.

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Alberto Trentini, il cooperante veneziano di 46 anni detenuto in Venezuela da 423 giorni è stato liberato insieme all'imprenditore torinese Mario Burlò. Il premier Meloni ha ringraziato la presidente Rodriguez per la collaborazione.

Teheran in fiamme: 10.000 arresti. Trump valuta l’intervento militare
A sinistra, proteste a Teheran. A destra, le vittime degli scontri (Ansa)
La protesta non si placa e le vittime salgono a 538. Netanyahu appoggia la rivolta: «In caso di liberazione torneremo partner».Trump studia le opzioni, ma gli ayatollah minacciano rappresaglie contro le basi Usa.

Tira sempre più aria di regime change in Iran. «Speriamo tutti che la nazione persiana sia presto liberata dal giogo della tirannia. E quando quel giorno arriverà, Israele e l’Iran torneranno a essere partner fedeli nella costruzione di un futuro di prosperità e pace», ha dichiarato ieri, riferendosi alle poderose proteste in corso contro il regime khomeinista, Benjamin Netanyahu, che ha successivamente convocato una riunione di sicurezza. «Se il popolo iraniano decidesse di porre fine a oltre 46 anni di governo pieno di odio e incompetenza, potrebbe ripristinare la cultura persiana dell’istruzione, dell’arte, della musica e della forza e decretare la fine di Hamas, Hezbollah e Huthi», ha affermato, sempre ieri, l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee. Del resto, più o meno nelle stesse ore, lo Stato ebraico conduceva dei bombardamenti contro Hezbollah in Libano.

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«In Iran è probabile un cambio di regime guidato dai Pasdaran»
Nel riquadro, il professor Nicola Pedde (Getty Images)
L’esperto Nicola Pedde: «Imprenditori in piazza: è una novità. Ma manca un leader. Un governo di militari potrebbe sostituire la teocrazia».
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