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Ecco quando Zelensky ha fatto arrabbiare Vance

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Al minuto 40'33'' nel video dell'incontro alla Casa Bianca del 28 febbraio, il presidente ucraino interrompe il discorso sulla diplomazia Usa del vicepresidente JD Vance, ribattendo in modo provocatorio al minuto 42'12''.

«Quello che fa degli Stati Uniti un buon Paese», stava spiegando Vance, «È l'impegno nella diplomazia. Questo è quanto il presidente Trump sta facendo...». A quel punto Zelensky chiede la parola e, dopo un paio di minuti nei quali ripercorre i rapporti Russia-Ucraina e il ruolo degli Usa dal 2014 al 2022, conclude provocatoriamente con la frase: «Ma di che diplomazia stiamo parlando?». Da quel momento l'escalation di tensione che caratterizza gli ultimi minuti dell'incontro di Washington.

Dal mito alla realtà: come cambia il turismo globale
iStock

Dal Marocco al Giappone fino a Cuba, il turismo contemporaneo perde la dimensione della «scoperta» e si confronta con luoghi già raccontati. Meno esotismo, più realtà: il viaggio diventa esperienza consapevole dentro contesti che esistono oltre il turista.

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Pechino si è resa meno vulnerabile alle crisi energetiche e ora, malgrado la crescita debole e la grana del real estate, è solida. Più esposta Seul, mentre Nuova Delhi rischia il 3% del Pil solo con le rimesse dal Medio Oriente.

Il panorama dei mercati asiatici a marzo 2026 è un paradosso: epicentro della rivoluzione tecnologica mondiale, ma anche ostaggio dei venti di guerra dal Golfo Persico. Per l’investitore occidentale, la sfida è distinguere tra chi ha costruito «scudi sovrani» e chi, come Seul e Nuova Delhi, resta esposto allo shock geopolitico.

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La Procura di Firenze - Dda, con il supporto del Comando Provinciale della GdF di Firenze, ha disposto il sequestro di beni, opere d'arte e disponibilità finanziarie per circa 20 milioni di euro.

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La Cei: «C’è da evangelizzare l’Italia»
Matteo Zuppi (Imagoeconomica)
I vescovi si accorgono che nella nostra società «la fede non può più essere data per scontata. Serve una conversione missionaria». Manca solo un po’ di autocritica.

Si è tenuta a Roma, dal 23 al 25 marzo, la sessione primaverile del Consiglio episcopale permanente, sotto la guida del suo presidente, il cardinale e arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

Tra i temi dibattuti dai presuli, secondo il comunicato finale, i vari conflitti che «insanguinano diverse regioni del mondo», «l’indebolimento del diritto internazionale», le «divisioni che lacerano il tessuto civile» con un focus sulla «fatica delle comunità» cristiane, malgrado la positiva «sete di speranza».

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