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Ecco quando Zelensky ha fatto arrabbiare Vance

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Al minuto 40'33'' nel video dell'incontro alla Casa Bianca del 28 febbraio, il presidente ucraino interrompe il discorso sulla diplomazia Usa del vicepresidente JD Vance, ribattendo in modo provocatorio al minuto 42'12''.

«Quello che fa degli Stati Uniti un buon Paese», stava spiegando Vance, «È l'impegno nella diplomazia. Questo è quanto il presidente Trump sta facendo...». A quel punto Zelensky chiede la parola e, dopo un paio di minuti nei quali ripercorre i rapporti Russia-Ucraina e il ruolo degli Usa dal 2014 al 2022, conclude provocatoriamente con la frase: «Ma di che diplomazia stiamo parlando?». Da quel momento l'escalation di tensione che caratterizza gli ultimi minuti dell'incontro di Washington.

Guai per il governo: scali senza carburante
(Ansa)
A Brindisi solo riserve limitate per voli statali, di ricerca e soccorso, e ospedalieri. Quantità scarse anche a Reggio Calabria e Pescara. Un nuovo problema per l’esecutivo mentre il ministro Pichetto Fratin prevede risorse solamente per un altro mese.
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Hormuz non è la piscina di Teheran: ogni ricatto sullo Stretto è illegale
(Getty Images)
Nonostante la narrazione, il «passaggio in transito» è sancito dal diritto internazionale.

Ogni volta che la tensione nel Golfo Persico sale, riemerge come un riflesso automatico la stessa frase: «L’Iran potrebbe chiudere lo Stretto di Hormuz». È diventata quasi uno slogan, ripetuto da analisti, giornalisti e talvolta anche da esponenti politici, come se si trattasse di una facoltà naturale di Teheran.

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Il via libera (in cambio di un obolo) agli Stati «amici» non ci eviterà la recessione
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Benzina razionata, locali chiusi alle 21. In Asia e Africa è già quasi lockdown
Ansa
In Pakistan il cricket si gioca in stadi vuoti, in India riserve solo per 70 giorni. Svolta di Taiwan: riapre le centrali nucleari.

Il blocco del passaggio delle navi dallo Stretto di Hormuz sta provocando una serie di conseguenze sempre più gravi per una lunga lista di nazioni. Il problema maggiore potrebbe non essere il continuo aumento del costo del carburante, ma la sua carenza.

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