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«Hong Kong non è un affare solo cinese. Per questo la Lega protesta in Aula»

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«Hong Kong non è un affare solo cinese. Per questo la Lega protesta in Aula»
Xi Jinping (Ansa). Nel riquadro il deputato Paolo Formentini

Linea dura contro Pechino. È con questo convincimento che la Lega sta assumendo posizioni sempre più critiche nei confronti della Cina, a partire dai diritti umani. Una posizione netta che, mercoledì scorso, ha portato a un gesto politicamente forte. Durante l'audizione dell'ambasciatore cinese Li Junhua in commissione Esteri della Camera, i deputati del Carroccio Paolo Formentini, Vito Comencini, Alberto Ribolla ed Eugenio Zoffili hanno abbandonato l'aula in segno di protesta. Per capire appieno le motivazioni del gesto (oltre alla strategia geopolitica della Lega), La Verità ha deciso di intervistare lo stesso Formentini, vicepresidente della Commissione Esteri.

Torna l’utopia di abolire la moneta fisica per controllarci
Getty images
La guerra ai contanti non serve a combattere l’evasione, ma a creare un meccanismo sul modello green pass per la filiera dei pagamenti. Così banche e Stati potranno controllare le spese e assegnare dei rating.
  • Le polemiche della sinistra sul Pos sono soprattutto un assist a Bruxelles nella partita in corso con il governo italiano su sbarchi, Patto di stabilità, manovra e revisione del Pnrr. Tema su cui il premier ha ribadito: «Bisogna fare di più partendo dal caro energia».
  • La proposta: mance detassate col bancomat come in Francia. Invece di imporre obblighi, si può usare la tecnologia per dare incentivi.

Lo speciale comprende due articoli.

«Denaro elettronico? Palazzo Koch sta facendo l’interesse delle banche»
Francesco Filini (Imagoeconomica)
Il deputato di Fdi Francesco Filini: «Via Nazionale difende la giostra multimiliardaria delle commissioni, che supereremmo solo con l’euro digitale. Sui limiti al cash parlano i dati: quando è stato aumentato, il nero ha toccato i minimi».
Una relazione del Mef prova che non c’è nesso tra pagamenti con carta e lotta all’evasione. E la Commissione incaricata di indagare sul sommerso ha verificato che la minor propensione a evitare l’Iva c’è stata quando il tetto al contante è stato innalzato a 3.000 euro.
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