Hanno usato migliaia di ragazzi per giustificare le tasse verdi

Hanno usato migliaia di ragazzi per giustificare le tasse verdi
Ai miei tempi di studente della scuola media superiore, lo sciopero era un atto di ribellione. I ragazzi rifiutavano di entrare in classe per protesta contro la riforma della scuola, contro il ministro che non aveva predisposto l'assegnazione delle cattedre, contro i professori «reazionari» o perché il preside aveva negato qualche cosa. Sì, c'era anche qualche sciopero politico, contro il governo e contro chi negava un generico diritto allo studio (un controsenso, perché si rinunciava a studiare reclamando il diritto a studiare), ma di regola l'astensione dalle lezioni e la successiva sfilata per le vie cittadine era un gesto di ribellione. Prova ne sia che quel giorno senza scuola era classificato (...)
C’è il rischio degli scaffali vuoti. Comparto alimentare verso lo stop
Ansa
Il caro energia e materie prime, le quarantene e i divieti Covid mettono in pericolo il 35 % del Pil fra turismo ed enogastronomia. Di nuovo in crisi il settore fiere. La folle corsa delle bollette sta bloccando le produzioni.
Caos scuola, Bianchi litiga coi presidi: «Metà classi in Dad». «No, solo il 6%»
Patrizio Bianchi (Ansa)
Pasticcio sui numeri degli alunni che seguono le lezioni da casa: per l’Anp sono il 50%, per il ministero il 93,4 % lavora in presenza. Il sindacato Gilda: «I dati danno un’idea riduttiva del reale disagio che viviamo».
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