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Tutti i segreti del «Tinder dei ricchi» il social Vip che fa pagare l’amicizia

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Tutti i segreti del «Tinder dei ricchi» il social Vip che fa pagare l’amicizia
  • Siamo riusciti a entrare in Raya, l'esclusivissimo network di cui nessuno può parlare, pena l'espulsione. Abbiamo incontrato influencer, star del cinema, rapper e calciatori famosi. Ma ogni interazione costa cara.
  • Anche Sharon Stone prova le app di dating ma viene allontanata: «Il profilo è falso». L'attrice ha provato a iscriversi su Bumble ma il social l'ha inizialmente rifiutata. Intanto continua il successo di Tinder, l'applicazione facile che piace anche ai più giovani.
  • The Modern Breakup è un libro che racconta le difficoltà di trovare l'amore online. Su Instagram è un fenomeno e le sue citazioni sono tra le più condivise della rete.

Lo speciale comprende tre articoli.

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Domenico Pianese, segretario del COISP, spiega perché, anche quando pericolosi, gli immigrati irregolare non vengono espulsi dal nostro Paese, partendo dai casi di Aurora Livoli e del capotreno ucciso a Bologna. Tra decreti di espulsione inefficaci, burocrazia, accordi internazionali e decisioni giudiziarie, emerge un sistema che lascia liberi soggetti pericolosi e scarica il peso sulle forze dell’ordine.

Un secolo fa la prima trasmissione televisiva
John Logie Baird (a destra) durante una dimostrazione del suo apparecchio televisivo (Getty Images)

«Televisor», o «televisione». Nel gennaio del 1926 la parola suonò come un neologismo assoluto quando l’inventore John Logie Baird portò a termine con successo il suo più grande esperimento: trasmettere a distanza immagini in movimento in tempo reale.

L'articolo contiene una gallery fotografica.

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Né la cattura di Maduro né i dazi di Washington hanno frenato i titoli: Caracas segna +148% dal 23 dicembre. Messico da record, il Brasile rimane attraente. Gli operatori considerano l’area troppo cruciale per tutti.

Dopo il blitz Usa in Venezuela e la clamorosa «cattura» di Nicolás Maduro, i mercati non frenano: dal 23 dicembre la borsa di Caracas è salita del 148%. Reuters lega il repricing alla riapertura del dossier ristrutturazione (150-170 miliardi di debito, con la Cina esposta per 13-15), ma le sanzioni americane restano l’ostacolo tecnico che può accelerare o congelare tutto.

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La Casa Bianca: «Vogliamo comprare la Groenlandia». La Francia all’Ue: «Reagire»
(Ansa)
Parigi prova ad arruolare i partner contro le mire degli Stati Uniti sull’isola artica. Washington: «Prima la diplomazia». Allo studio pure un patto di libera associazione.

Parigi torna a fare la voce grossa contro Washington. E stavolta lo fa sulla questione della Groenlandia. «Vogliamo agire, ma vogliamo farlo insieme ai nostri partner europei», ha dichiarato ieri il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, annunciando che avrebbe discusso del dossier con gli omologhi di Germania e Polonia. Insomma, Parigi dice di voler «agire» contro le rivendicazioni statunitensi sulla Groenlandia, ma precisa di non volerlo fare da sola. Una presa di posizione, quella della Francia, avvenuta poco dopo che Washington si è rifiutata di escludere l’opzione militare nei confronti dell’isola più grande del mondo.

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