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2021-12-25
Il turismo calcistico nel Regno Unito vale 5 volte quello italiano
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Un tifoso fuori da Anfield Road a Liverpool (Ansa)
Se è vero che la Premier League inglese è il campionato più bello, spettacolare, ma anche ricco e redditizio di tutto il mondo, è altrettanto vero che tutto ciò si riflette a cascata nel turismo legato appunto al calcio. Vedere uno stadio da molto vicino, anzi da dentro, con relativo tour del museo, fare acquisti di magliette, sciarpe e gadget all'interno degli store ufficiali, è spesso tra i motivi principali che spingono i turisti-tifosi a visitare una città piuttosto che un'altra. A far da padrona in tal senso non può che essere l'Inghilterra, grazie sì ad alcuni dei più grandi club del calcio mondiale, ma anche a una struttura degli stadi ben organizzata e alla valorizzazione di un prodotto che non ha alcuna difficoltà a «vendere». Un esempio lampante è il Liverpool: per un turista acquistare un biglietto per ammirare i Reds nel mitico Anfield Road e ascoltare dal vivo le note di You'll never walk alone intonate dalla Kop è un'impresa ai limiti dell'impossibile, visto che la squadra di Jurgen Klopp registra a ogni partita interna il sold out.
Secondo Football tourism in the Uk, un recente studio condotto da VisitBritain, l'ente turistico della Gran Bretagna, dal 2011 al 2019, ultima stagione presa in esame dal report per via della successiva pandemia, il valore della spesa dei turisti stranieri che hanno visitano il Regno Unito per vedere da vicino le partite della Premier League è passato da 880 milioni a 1,7 miliardi di euro, registrando una crescita dell'84%. Interessante vedere come più del 60% dei turisti che visitano la Gran Bretagna lo fanno durante i primi e negli ultimi tre mesi dell'anno, ovvero tra gennaio e marzo e tra ottobre e dicembre, periodi dell'anno in cui si disputa il clou delle partite. Soprattutto durante le feste natalizie, periodo durante il quale il calcio inglese non si ferma praticamente mai, anzi propone diversi turni di campionato, tra cui il famoso e suggestivo Boxing Day durante la giornata di Santo Stefano, il 26 dicembre. Stando alle cifre pubblicate dallo studio, su un totale di un milione e mezzo di turisti in generale, 94.000 hanno acquistato un ticket per assistere a una partita allo stadio. Non solo. Tutto questo genera effetti positivi anche per le città, visto che oltre il 50% di questi turisti-tifosi ha anche acquistato biglietti per visitare i monumenti e il 73% ha pranzato o cenato in un ristorante.
Detto di Anfield e del Liverpool, l'altro impianto glorioso, ricco di fascino e storia che risulta tra le mete preferite dei turisti è l'Old Trafford, il Teatro dei sogni del Manchester United. La casa del Liverpool si piazza al primo posto con 226.000 spettatori provenienti dall'estero nel corso degli otto anni presi in esame dallo studio di VisitBritain; mentre lo stadio dei Red Devils ne ha ospitati 213.000 nello stesso arco di tempo.
Gli stadi da visitare

Wembley (Ansa)
Gli stadi da visitare nel Regno Unito sono davvero tanti. Proviamo a fare una rassegna di quelli davvero imperdibili e che andrebbero visti almeno una volta, con l'aiuto di una guida pubblicata dall'ente del turismo inglese, pensata apposta per i turisti-tifosi. Nell'articolo soprastante abbiamo già citato Anfield Road e Old Trafford che fanno sicuramente parte di qualsiasi tour si possa immaginare. Ma proviamo ad andare con ordine. Perché un viaggio a se stante, e forse anche più di uno, lo meriterebbe la capitale, Londra, dove c'è l'imbarazzo della scelta. A cominciare dal mitico Wembley, dove la scorsa estate la Nazionale italiana ha sollevato al cielo la coppa dell'Europeo. Wembley, impianto da 90.000 posti a sedere e costato 757 milioni di sterline, equivalenti a quasi 900 milioni di euro, si trova nell'omonimo quartiere a Nordovest di Londra è lo stadio della Nazionale inglese e ospita le semifinali e le finali della Fa Cup, la più antica competizione calcistica al mondo. Wembley che nel periodo tra il 2017 e il 2019 ha ospitato anche le partite casalinghe del Tottenham, per permettere agli Spurs di ricostruire quello che è stato un altro monumento del calcio inglese, White Hart Lane, inaugurato il 4 settembre 1899 e diventato nel 2019, dopo i lavori, Tottenham Hotspur Stadium. Un tour calciatico a Londra non può non contemplare una visita a Stamford Bridge e all'Emirates Stadium, rispettivamente case di Chelsea e Arsenal. Per quanto riguarda i Blues, Stamford Bridge è lo stadio più antico di tutto il Regno Unito con 144 anni di storia essendo stato inaugurato addirittura nel 1877. Un impianto che con i suoi 41.631 posti è stato fino al 2006 lo stadio londinese, per quanto riguarda il calcio, più grande. Primato superato prima dai rivali dell'Arsenal, che in quell'anno hanno deciso di abbandonare uno stadio leggendario come Highbury e costruire, appunto, l'Emirates Stadium con al suo interno 60.260 posti a sedere, e poi dal già citato Tottenham Hotspur Stadium con 62.303.
A Londra, contando tutti in livelli dalla Premier League alla Southern Football League, la settima serie del calcio inglese, ci sono 32 club a cui vanno aggiunti Watford e Boreham Wood, appena fuori dall'area metropolitana della capitale inglese. Ci sono molti turisti che visitano Londra a più riprese proprio per riuscire nell'impresa di entrare in ognuno di questi stadi. Dopo Chelsea e Arsenal, restando in Premier andrebbe visitato anche il London Stadium, casa del West Ham, inaugurato nel 2012 in occasione delle Olimpiadi, dove però gli Hummers ci giocano dalla stagione 2016/2017, visto che fino allora hanno goduto di Boleyn Ground, meglio conosciuto come Upton Park. Il Boleyn Ground, demolito nel 2017, doveva il suo nome alla vicinanza del Boleyn Castle, antica residenza della seconda moglie di Enrico VIII, Anna Bolena. Ci sono altri tre stadi londinesi che meritano almeno una menzione. Si tratta di Craven Cottage, casa del Fulham fin dal 1896, costruita in prossimità di Bishops Park sulle rive del Tamigi, sul terreno dove nell'Ottocento c'era il cottage del barone William Craven. Il Selhurst Park, stadio dove dal 1924 gioca il Crystal Palace è passato alla storia come il primo ad aver ospitato il Real Madrid in terra londinese, in un match del 1962. Infine, Loftus Road, stadio del Queen's Park Rangers che dal 2019 è stato intitolato a Kylian Prince, giocatore di 15 anni delle giovanili del Qpr che venne ucciso con una pugnalata davanti scuola.
Uscendo da Londra, è doveroso andare a Liverpool e Manchester. Nella prima città, oltre ad Anfield troviamo Goodison Park. struttura di 39.572 posti che ospita le gare casalinghe dell'Everton. La curiosità sta nel fatto che in origine, dal 1884 all'1892 l'Everton giocava le proprie partite niente meno che ad Anfield. Quell'anno il proprietario del terreno, un certo John Houlding, decise di aumentare il costo dell'affitto e così i Toffees decisero di traslocare a meno di un chilometro di distanza, circa 900 metri, attraversando Stanley Park. Houlding si ritrovò con uno stadio inutilizzato e decise così di fondare una nuova squadra registrata inizialmente con il nome di Everton Fc and Athletic Ground plc e poi, in seguito all'impossibilità di utilizzare lo stesso nome dell'Everton, con Liverpool Football Club, dando così vita al derby della Merseyside. Anche a Manchester ci sono due squadre, ma il fascino più elevato lo ricopre ovviamente Old Trafford. Per storia, blasone, prestigio e per i numerosi campioni che negli anni, dl 1910, hanno vestito la maglia del Manchester United. Non a caso, un mostro sacro come Sir Bobby Charlton lo ha soprannominato Teatro dei sogni. Si tratta del secondo stadio più capiente d'Inghilterra con i suoi 74.994 posti a sedere dopo Wembley, il terzo del Regno Unito e l'undicesimo di tutta Europa. Con decisamente meno storia, ma comunque meritevole di una visita, è lo stadio del City, il City of Manchester, inaugurato nel 2002 dopo la demolizione di Maine Road, e dal 2011 chiamato con il nome commerciale Etihad Stadium.
Atre tappe da percorrere lungo questo itinerario sono Birmingham, al Villa Park dove gioca l'Aston Villa, Elland Road a Leeds, Bramall Lane e Hillsborough Stadium a Sheffield, rispettivamente casa dello United e del Wednesday, il St James' Park a Newcastle, il Pride Park del Derby County, il City Ground del Nottingham Forest, e senza dubbio, spostandoci in Scozia, i due stadi di Glasgow: Ibrox Stadium, casa dei Rangers situata nell'omonimo quartiere di Ibrox sulla riva meridionale del fiume Clyde, e il Celtic Park, casa del Celtic situata nell'area Parkhead della città scozzese.
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Secondo uno studio condotto da condotto da VisitBritain, il turismo calcistico in Inghilterra vale 1,7 miliardi. In Italia si superano a malapena i 300 milioni.Tra le ragioni stadi all'avanguardia e musei ben curati, oltre a un'attenzione non indifferente da parte delle istituzioni, con l'ente del turismo inglese che ha addirittura pubblicato una guida aggiornata per i turisti-tifosi sugli impianti da visitare.Lo speciale contiene due articoli.Se è vero che la Premier League inglese è il campionato più bello, spettacolare, ma anche ricco e redditizio di tutto il mondo, è altrettanto vero che tutto ciò si riflette a cascata nel turismo legato appunto al calcio. Vedere uno stadio da molto vicino, anzi da dentro, con relativo tour del museo, fare acquisti di magliette, sciarpe e gadget all'interno degli store ufficiali, è spesso tra i motivi principali che spingono i turisti-tifosi a visitare una città piuttosto che un'altra. A far da padrona in tal senso non può che essere l'Inghilterra, grazie sì ad alcuni dei più grandi club del calcio mondiale, ma anche a una struttura degli stadi ben organizzata e alla valorizzazione di un prodotto che non ha alcuna difficoltà a «vendere». Un esempio lampante è il Liverpool: per un turista acquistare un biglietto per ammirare i Reds nel mitico Anfield Road e ascoltare dal vivo le note di You'll never walk alone intonate dalla Kop è un'impresa ai limiti dell'impossibile, visto che la squadra di Jurgen Klopp registra a ogni partita interna il sold out.Secondo Football tourism in the Uk, un recente studio condotto da VisitBritain, l'ente turistico della Gran Bretagna, dal 2011 al 2019, ultima stagione presa in esame dal report per via della successiva pandemia, il valore della spesa dei turisti stranieri che hanno visitano il Regno Unito per vedere da vicino le partite della Premier League è passato da 880 milioni a 1,7 miliardi di euro, registrando una crescita dell'84%. Interessante vedere come più del 60% dei turisti che visitano la Gran Bretagna lo fanno durante i primi e negli ultimi tre mesi dell'anno, ovvero tra gennaio e marzo e tra ottobre e dicembre, periodi dell'anno in cui si disputa il clou delle partite. Soprattutto durante le feste natalizie, periodo durante il quale il calcio inglese non si ferma praticamente mai, anzi propone diversi turni di campionato, tra cui il famoso e suggestivo Boxing Day durante la giornata di Santo Stefano, il 26 dicembre. Stando alle cifre pubblicate dallo studio, su un totale di un milione e mezzo di turisti in generale, 94.000 hanno acquistato un ticket per assistere a una partita allo stadio. Non solo. Tutto questo genera effetti positivi anche per le città, visto che oltre il 50% di questi turisti-tifosi ha anche acquistato biglietti per visitare i monumenti e il 73% ha pranzato o cenato in un ristorante.Detto di Anfield e del Liverpool, l'altro impianto glorioso, ricco di fascino e storia che risulta tra le mete preferite dei turisti è l'Old Trafford, il Teatro dei sogni del Manchester United. La casa del Liverpool si piazza al primo posto con 226.000 spettatori provenienti dall'estero nel corso degli otto anni presi in esame dallo studio di VisitBritain; mentre lo stadio dei Red Devils ne ha ospitati 213.000 nello stesso arco di tempo.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/turismo-calcistico-2656091807.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="gli-stadi-da-visitare" data-post-id="2656091807" data-published-at="1640188142" data-use-pagination="False"> Gli stadi da visitare Wembley (Ansa) Gli stadi da visitare nel Regno Unito sono davvero tanti. Proviamo a fare una rassegna di quelli davvero imperdibili e che andrebbero visti almeno una volta, con l'aiuto di una guida pubblicata dall'ente del turismo inglese, pensata apposta per i turisti-tifosi. Nell'articolo soprastante abbiamo già citato Anfield Road e Old Trafford che fanno sicuramente parte di qualsiasi tour si possa immaginare. Ma proviamo ad andare con ordine. Perché un viaggio a se stante, e forse anche più di uno, lo meriterebbe la capitale, Londra, dove c'è l'imbarazzo della scelta. A cominciare dal mitico Wembley, dove la scorsa estate la Nazionale italiana ha sollevato al cielo la coppa dell'Europeo. Wembley, impianto da 90.000 posti a sedere e costato 757 milioni di sterline, equivalenti a quasi 900 milioni di euro, si trova nell'omonimo quartiere a Nordovest di Londra è lo stadio della Nazionale inglese e ospita le semifinali e le finali della Fa Cup, la più antica competizione calcistica al mondo. Wembley che nel periodo tra il 2017 e il 2019 ha ospitato anche le partite casalinghe del Tottenham, per permettere agli Spurs di ricostruire quello che è stato un altro monumento del calcio inglese, White Hart Lane, inaugurato il 4 settembre 1899 e diventato nel 2019, dopo i lavori, Tottenham Hotspur Stadium. Un tour calciatico a Londra non può non contemplare una visita a Stamford Bridge e all'Emirates Stadium, rispettivamente case di Chelsea e Arsenal. Per quanto riguarda i Blues, Stamford Bridge è lo stadio più antico di tutto il Regno Unito con 144 anni di storia essendo stato inaugurato addirittura nel 1877. Un impianto che con i suoi 41.631 posti è stato fino al 2006 lo stadio londinese, per quanto riguarda il calcio, più grande. Primato superato prima dai rivali dell'Arsenal, che in quell'anno hanno deciso di abbandonare uno stadio leggendario come Highbury e costruire, appunto, l'Emirates Stadium con al suo interno 60.260 posti a sedere, e poi dal già citato Tottenham Hotspur Stadium con 62.303.A Londra, contando tutti in livelli dalla Premier League alla Southern Football League, la settima serie del calcio inglese, ci sono 32 club a cui vanno aggiunti Watford e Boreham Wood, appena fuori dall'area metropolitana della capitale inglese. Ci sono molti turisti che visitano Londra a più riprese proprio per riuscire nell'impresa di entrare in ognuno di questi stadi. Dopo Chelsea e Arsenal, restando in Premier andrebbe visitato anche il London Stadium, casa del West Ham, inaugurato nel 2012 in occasione delle Olimpiadi, dove però gli Hummers ci giocano dalla stagione 2016/2017, visto che fino allora hanno goduto di Boleyn Ground, meglio conosciuto come Upton Park. Il Boleyn Ground, demolito nel 2017, doveva il suo nome alla vicinanza del Boleyn Castle, antica residenza della seconda moglie di Enrico VIII, Anna Bolena. Ci sono altri tre stadi londinesi che meritano almeno una menzione. Si tratta di Craven Cottage, casa del Fulham fin dal 1896, costruita in prossimità di Bishops Park sulle rive del Tamigi, sul terreno dove nell'Ottocento c'era il cottage del barone William Craven. Il Selhurst Park, stadio dove dal 1924 gioca il Crystal Palace è passato alla storia come il primo ad aver ospitato il Real Madrid in terra londinese, in un match del 1962. Infine, Loftus Road, stadio del Queen's Park Rangers che dal 2019 è stato intitolato a Kylian Prince, giocatore di 15 anni delle giovanili del Qpr che venne ucciso con una pugnalata davanti scuola.Uscendo da Londra, è doveroso andare a Liverpool e Manchester. Nella prima città, oltre ad Anfield troviamo Goodison Park. struttura di 39.572 posti che ospita le gare casalinghe dell'Everton. La curiosità sta nel fatto che in origine, dal 1884 all'1892 l'Everton giocava le proprie partite niente meno che ad Anfield. Quell'anno il proprietario del terreno, un certo John Houlding, decise di aumentare il costo dell'affitto e così i Toffees decisero di traslocare a meno di un chilometro di distanza, circa 900 metri, attraversando Stanley Park. Houlding si ritrovò con uno stadio inutilizzato e decise così di fondare una nuova squadra registrata inizialmente con il nome di Everton Fc and Athletic Ground plc e poi, in seguito all'impossibilità di utilizzare lo stesso nome dell'Everton, con Liverpool Football Club, dando così vita al derby della Merseyside. Anche a Manchester ci sono due squadre, ma il fascino più elevato lo ricopre ovviamente Old Trafford. Per storia, blasone, prestigio e per i numerosi campioni che negli anni, dl 1910, hanno vestito la maglia del Manchester United. Non a caso, un mostro sacro come Sir Bobby Charlton lo ha soprannominato Teatro dei sogni. Si tratta del secondo stadio più capiente d'Inghilterra con i suoi 74.994 posti a sedere dopo Wembley, il terzo del Regno Unito e l'undicesimo di tutta Europa. Con decisamente meno storia, ma comunque meritevole di una visita, è lo stadio del City, il City of Manchester, inaugurato nel 2002 dopo la demolizione di Maine Road, e dal 2011 chiamato con il nome commerciale Etihad Stadium.Atre tappe da percorrere lungo questo itinerario sono Birmingham, al Villa Park dove gioca l'Aston Villa, Elland Road a Leeds, Bramall Lane e Hillsborough Stadium a Sheffield, rispettivamente casa dello United e del Wednesday, il St James' Park a Newcastle, il Pride Park del Derby County, il City Ground del Nottingham Forest, e senza dubbio, spostandoci in Scozia, i due stadi di Glasgow: Ibrox Stadium, casa dei Rangers situata nell'omonimo quartiere di Ibrox sulla riva meridionale del fiume Clyde, e il Celtic Park, casa del Celtic situata nell'area Parkhead della città scozzese.
Peraltro, si potrebbero citare diversi esempi di decisioni da prendere per ridestare un po’ di fiducia nella società civile. Il più emblematico è rappresentato dal «sistema della doppia sede» del Parlamento europeo, con la relativa transumanza mensile che ciò comporta: una settimana al mese, dal lunedì al giovedì, un esercito tra le 12 e le 15.000 persone percorre i 450 chilometri di distanza tra Bruxelles (sede operativa) e Strasburgo (sede ufficiale) e ritorno, per celebrare il rito della seduta plenaria. Il bell’edificio della cittadina alsaziana, costato 600 milioni di euro, rimane vuoto per le restanti settimane, per 317 giorni all’anno su 365.
Questo avviene perché nei Trattati fondativi e successive modificazioni è scritto che «12 riunioni plenarie all’anno del Parlamento europeo si tengono nella sede di Strasburgo». Lo pretesero i francesi, e allora (fine anni Cinquanta) la scelta aveva sia un senso sia un valore simbolico: Strasburgo, città di confine, bilingue, dominata a fasi alterne da francesi e tedeschi, simboleggiava perfettamente la volontà di riconciliazione e lo spirito unitario. La scelta venne confermata nel 1965 e definitivamente dal Protocollo n. 6 del trattato di Amsterdam del 1997. Oggi però i costi di questo sistema sono diventati insostenibili: una stima attendibile calcola che le spese di mantenimento dell’edificio, di trasferta e missione di deputati, assistenti, funzionari e personale di servizio ammontino ad almeno 180 milioni di euro all’anno, quasi un miliardo di euro per ogni legislatura. Senza contare la questione ambientale: gli spostamenti di auto, aerei, treni e dei mezzi logistici che trasportano i materiali spargono in atmosfera oltre 19.000 tonnellate di anidride carbonica. L’Ue impone ai Paesi membri regole sempre più stringenti e assurde in materia ambientale ma non fa nulla sulle cose che la riguardano direttamente.
Il Parlamento europeo, nelle annuali discussioni di bilancio, ha sollecitato più volte il Consiglio a operare una scelta in materia, visti i costi iperbolici: ma ogni volta che se ne discute, dovendosi modificare i Trattati, è proprio la Francia che si oppone ponendo il veto. Uno dei Paesi più attivi nel voler superare il voto all’unanimità utilizza a riguardo due pesi e due misure.
È giusto non dimenticare la storia, ma per celebrare la riconciliazione i due Paesi hanno già un simbolo: si tratta del monumento ai caduti di tutte le guerre di Strasburgo. Raffigura una madre che regge tra le braccia due figli morti in guerra, nudi e senza uniformi né insegne: due fratelli morti combattendo uno per i francesi e l’altro per i tedeschi, cosa non infrequente in Alsazia.
Ma oltre alle ragioni di natura storica, ve ne sono sottotraccia altre più meschinamente economiche: la presenza mensile di migliaia di persone, in una città di circa 280.000 abitanti, produce effetti benefici sull’economia e sull’indotto. Ma non è accettabile che il sostegno all’economia di Strasburgo sia a carico dei cittadini europei e italiani. Eppure, l’Unione europea va in direzione opposta. Vista l’impossibilità de facto di superare la doppia sede, si decide paradossalmente di ampliare quella di Strasburgo, prendendo in affitto un nuovo edificio appena costruito. Si chiama Osmose, ed è un immobile realizzato proprio di fronte al palazzo Louise Weiss, che ospita le sessioni plenarie, ottenuto, proposta di contratto alla mano, tramite un leasing di 99 anni, a un costo stimato di circa 2 milioni l’anno, più altri milioni spesi per l’arredo.
Che dire poi della presidente della Bce, Christine Lagarde, che riceve, oltre al suo stipendio, circa 140.000 euro all’anno come membro del consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali, nonostante la Banca centrale europea vieti i pagamenti da parte di terzi al proprio personale? Alla fine, tra l’una e l’altra cosa, ottiene per sé annualmente una cifra vicina ai 750.000 euro. Quattro volte di più del presidente della Fed. Una vergogna!
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(Totaleu)
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