A chi è pronto a investire negli Stati Uniti, il messaggio di Donald Trump è chiaro: «Le mie politiche non cambieranno mai. Questo è un grande momento per arricchirsi, per arricchirsi più che mai». Così, sul suo social network Truth, il presidente degli Usa, il quale ha anche esultato per gli ultimi dati sull’occupazione: «Ottimi numeri sul lavoro, molto migliori del previsto», ha scritto. «Sta già funzionando. Tenete duro, non possiamo perdere!!!». Poi il commento su Pechino, che ha imposto contro dazi del 34%: «La Cina ha sbagliato tutto, sono andati nel panico. L’unica cosa che non possono permettersi di fare!».
La Casa Bianca pare consapevole, dunque, che in un primo momento gli effetti delle nuove tariffe possano generare delle difficoltà – benché meno tragiche di quanto il diffuso allarmismo (presente anche negli Stati Uniti) lasci pensare – ma è convinta che la strada, nel lungo periodo, sia quella vincente. Il messaggio è: tenete duro, i frutti arriveranno. E nel frattempo si gode i dati positivi sull’occupazione. «Il rapporto sul lavoro di marzo supera le aspettative con 228.000 posti di lavoro aggiunti», è il messaggio del profilo X della Casa Bianca: «L’età d’oro è iniziata!». «Ottime notizie!», gli fa eco la portavoce ufficiale, Karoline Leavitt: «L’economia sta iniziando a ruggire con un forte aumento di 228.000 posti di lavoro aggiunti nel mese di marzo, ben oltre le aspettative del mercato. C’è stato anche un netto incremento dell’occupazione nei settori dei trasporti, dell’edilizia e della logistica. La spinta del presidente a riportare i posti di lavoro negli Stati Uniti sta funzionando». La disoccupazione, invece, si attesta al 4,2%, un decimo in più di quanto previsto.
Leggermente più cauto il segretario di Stato, Marco Rubio, il quale ha riconosciuto, ieri, che «i mercati stanno crollando» (non le economie) dopo l’annuncio delle nuove tariffe, ma ha al contempo sostenuto che essi si riadatteranno alle nuove condizioni, più eque per gli Usa. «Le imprese di tutto il mondo, comprese quelle coinvolte nel commercio e nel commercio globale, hanno solo bisogno di sapere quali sono le regole. Una volta conosciute, si adatteranno a esse», ha spiegato ai giornalisti da Bruxelles, a margine dell’incontro tra i ministri degli Esteri della Nato. «Quindi», ha aggiunto, «non penso sia corretto dire che le economie stanno crollando. I mercati stanno crollando perché sono basati sul valore azionario delle aziende, che oggi sono ancorate a modelli di produzione dannosi per gli Stati Uniti». Rubio ha ribadito la necessità di «resettare l’ordine globale del commercio», perché gli Usa non possono essere un «Paese che non produce nulla». Ha poi definito «scandaloso» il comportamento della Cina: «Non consumano nulla. Tutto quello che fanno è esportare, inondare e distorcere i mercati, oltre a tutte le tariffe e le barriere che impongono». Trump, ha concluso, «ha giustamente stabilito che l’attuale stato del commercio globale è dannoso per l’America e vantaggioso per molte altre nazioni. E lo sta resettando, ed è assolutamente giusto che lo faccia».
Qualche problema nell’immediato è stato preventivato anche da Stephen Miran, capo del Council of economic advisers di Trump, considerato una delle menti economiche dietro le scelte del tycoon. «Non dovrebbe sorprendere, data la portata e la velocità storiche delle azioni del presidente, che ci siano alcune reazioni nei mercati finanziari, come quelle che state osservando», ha dichiarato in un’intervista di giovedì. Sul lungo periodo, però, è di tutt’altro avviso: «Non sono d’accordo con l’argomento secondo cui saranno gli americani a pagare queste tariffe». E ha aggiunto: «Ciò su cui il presidente è focalizzato è una trasformazione a lungo termine e un miglioramento della durabilità, sostenibilità ed equità dell’economia americana rispetto al resto del mondo».
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >