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Passione escursionismo, più di un italiano su tre fa trekking

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Passione escursionismo, più di un italiano su tre fa trekking
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  • Lunghe camminate con zaino in spalla a stretto contatto con la natura e alla scoperta di paesaggi e panorami meravigliosi dove riequilibrare corpo e mente. Dall'abbigliamento all'attrezzatura, passando per i luoghi dove praticare lo sport della montagna ecco una serie di dritte utili ad approcciarsi al meglio a questa attività.
  • Secondo le stime di Assosport questo settore, prima della pandemia, coinvolgeva 198 imprese e 9.000 lavoratori per un fatturato di 6 miliardi di euro. Nell'estate del 2020 è stata l'attività preferita con il 39% di praticanti.
  • Dal Sentiero del Viandante che costeggia il lago di Como alla Via degli Abati che collega Pavia con l'Appennino Tosco-Emiliano, passando per la Via Francigena fino al cammino delle Alte Madonie in Sicilia. Le incredibili offerte del nostro territorio.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Con la Cina è meglio fare affari che la guerra
Xi Jinping e Donald Trump (Ansa)
Editorialisti e politologi indignati perché Trump potrebbe mollare Taipei per accordarsi col Dragone. L’alternativa è rischiare un conflitto su larga scala. È più saggio negoziare facendo leva sui punti deboli dell’avversario. E restando fermi su Giappone e Corea.
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L’Iran riapre Hormuz a singhiozzo. Trump minaccia: «Faremo pulizie»
Donald Trump (Ansa)
  • Teheran ha consentito il transito a una trentina di navi. Araghchi: «Garantiremo la sicurezza del commercio nello Stretto». Trump però non esclude altri blitz: «La pazienza sta per finire». E il prezzo del petrolio sale.
  • Putin in Cina il 20. Raid fa strage a Kiev. Attaccata pure una raffineria russa. Zelensky: «Ora siamo legittimati a colpire siti energetici e militari». Scambiati oltre 400 prigionieri.

Lo speciale contiene due articoli.

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Sempio, il capo degli investigatori: «Sulle intercettazioni sono un asino»
Silvio Sapone (Ansa)
Il carabiniere, sentito dai pm nel 2025 nel procedimento di corruzione nei confronti di Mario Venditti, ammette: «Le microspie solo su una delle auto di Andrea Sempio? Non me ne intendo. Per me i fascicoli sono tutti uguali».

Chi ama la cronaca nera e le serie crime sa che gli omicidi più efferati e mediatici vengono affidati ai migliori investigatori su piazza. Ma dieci anni fa, a Pavia quando è arrivato il momento di riaprire le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi dovevano avere finito gli specialisti. Niente Squadra mobile della Polizia, niente Nucleo investigativo dei carabinieri, niente Scientifica, né Ris. I magistrati devono avere pensato che per verificare la fondatezza dei nuovi indizi raccolti dalla difesa di Alberto Stasi (elementi che oggi rappresentano l’architrave dell’ultima inchiesta pavese) sarebbero bastati i carabinieri distaccati in Procura, un gruppo di militari con storie molto diverse (c’erano anche ex forestali), più simili a dei cancellieri che a dei detective (senza offesa per nessuno).

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Con indagini fatte così l’assassino non si trova
Il sopralluogo della scientifica dei Carabinieri nella casa di Chiara Poggi (Ansa)

In tv mi capita di partecipare a dibattiti sul delitto di Chiara Poggi in cui i giornalisti si schierano da una parte o dall’altra, quasi che il giallo di Garlasco sia una sorta di derby, con le opposte tifoserie in campo. Io non so se Andrea Sempio sia colpevole, come sostiene la Procura di Pavia: mi limito a osservare che contro di lui sono stati raccolti molti indizi, più di quanti ne siano stati trovati a carico di Alberto Stasi, il quale però è stato con questi elementi condannato a 16 anni di carcere, e su questo forse varrebbe la pena che i tanti Sherlock Holmes da salotto televisivo facessero qualche riflessione.

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