Fin qui nessuna novità. Perché del piano si parla da mesi, anzi l’opposizione a più riprese ha criticato la mancanza di «fatti» consequenziali a quanto sbandierato. Il punto è che qualche giorno fa, nell’informativa post referendum, il premier Giorgia Meloni ne ha annunciato il decollo per il primo maggio. Così da trasformare la Festa dei lavoratori in quella del mattone. E da dare una sterzata alla legislatura scossa dalla vittoria del No alla consultazione sulla giustizia.
E in effetti nelle ultime settimane diverse tessere dell’intricato mosaico dell’housing sociale sono andate al loro posto. Secondo quanto risulta alla Verità nel fondo immobiliare chiuso che vedrà come protagonisti Cdp (la Cassa investirà circa 400 milioni per avere un ruolo soprattutto di supervisione), Mubadala (il fondo sovrano di Abu Dhabi metterà sul piatto 1 miliardo per poi accrescere la sua partecipazione) e il team di Abbadessa (con ruolo gestionale), dovrebbero aggiungersi almeno un altro paio di attori internazionali.
Il primo, l’operazione è in fase molto avanzata, porta il nome di Kia, il fondo sovrano del Kuwait che ha un patrimonio di circa 1.000 miliardi di dollari. La Kuwait investment authority ha già investito in Italia, mettendo un po’ di anni fa una fiche da circa mezzo miliardo nel Fondo Strategico Italiano. E poi, nel 2020, puntando altri 500 milioni sul progetto MilanoSesto (ex area industriale Falck a Sesto San Giovanni). Si tratta di uno dei più grandi interventi di rigenerazione urbana in Europa e vede come protagonista il colosso immobiliare americano Hines. Società dove Abbadessa ha lavorato per circa tre lustri, guidando per 10 anni le operazioni in Italia.
Ma non finisce qui, perché sempre nel Golfo Persico e sempre con un fondo sovrano sono in corso altri contatti molto ben avviati per far entrare nel team un altro grande investitore arabo.
Non sfuggirà il ruolo avuto dal premier Meloni nell’intrecciare rapporti privilegiati (a dicembre l’incontro bilaterale con l’Emiro del Kuwait Misha’al Al-Ahmad Al-Sabah e a gennaio quello con il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan) con fondi che sono la rappresentazione fedele degli Stati per i quali operano. Tanto per intenderci, nel consiglio di amministrazione di Kia troviamo, tra gli altri, il ministro dell’Economia, quello del Petrolio e il governatore della Banca Centrale.
Ovvio che l’investitore si aspetti di avere dei ritorni. E spesso nel caso dei fondi si parla di percentuali a doppia cifra. Ma va ricordato che nel piano di Cdp e Abbadessa avranno un ruolo importante anche le più grandi casse di previdenza del Paese, soggetti che per loro natura hanno una visione poco speculativa. Ci saranno Enpam (i medici), Cassa Forense, Inarcassa (ingegneri ed architetti), CNPADC (commercialisti) ed Enasarco (agenti di commercio) che avranno la possibilità di valorizzare e affittare parte del loro patrimonio immobiliare. Mentre contatti sono in corso con altri grandi player come Poste, Intesa Sanpaolo, Unipol e Generali. Perché alla fine l’obiettivo è «innescare» una potenza di fuco (a leva) di circa 20 miliardi.
Finalità del progetto di housing sociale? Da una parte garantire prezzi calmierati a tutta quella fascia di popolazione che pur non versando in una condizione di povertà, non riesce ad acquistare casa. Dall’altra riequilibrare le quotazioni nelle città a più alta densità lavorativa. Ovvio che si parli di Milano, Roma, Venezia (soprattutto per gli studenti), Genova, Firenze e Napoli ma saranno «attenzionati» anche centri di dimensioni più contenute, con il rent to buy, la possibilità di acquistare i locali dopo un tot di anni di locazione, che diventerà un contratto assai gettonato.
E dal punto di vista dell’individuazione delle aree, un ruolo fondamentale, anche se solo consultivo, lo svolgerà Confindustria, con il presidente Emanuele Orsini che ha avuto voce in capitolo nell’indicare Mario Abbadessa come profilo ideale per portare avanti l’operazione.
Tempi? Come detto si ragiona su un arco temporale di dieci anni. Ma i primi immobili in affitto a prezzi calmierati del piano casa potrebbero essere consegnati già nel 2027. Sempre che non ci siano altri intoppi esogeni a rallentare i lavori.