virus inglese

Sul «virus inglese» tanto rumore per nulla
Boris Johnson (Tolga Akmen - WPA Pool/Getty Images)

«Test per 44.000 italiani», titolava ieri in prima pagina il Corriere della Sera. «Nuovo Covid, test a tappeto», gli faceva eco Il Messaggero, che si sentiva in obbligo di specificare come i tamponi siano da ieri divenuti obbligatori per chi è stato in Gran Bretagna negli ultimi 14 giorni.

L’«etichetta» britannica sul virus usata per far pressione sulla Brexit
Thierry Breton (Dursun Aydemir/Anadolu Agency via Getty Images)
Proprio mentre si fa reale l'ipotesi del «no deal», l'Ue sembra sfruttare i contagi londinesi. Il commissario Thierry Breton: «Fossero rimasti in Ue li avremmo aiutati». Ma la mutazione circolava da mesi in vari continenti.
Virus cinese, variante inglese, follia italiana
Boris Johnson (Toby Melville - WPA Pool / Getty Images)
C'era una volta il paziente inglese, personaggio immaginario partorito dalla fantasia dello scrittore Michael Ondaatje. Adesso c'è la variante inglese, versione modificata del coronavirus partorita di là dalla Manica. I quotidiani di ieri abbondavano quanto a titoli sulla mutazione del Covid sviluppatasi in Gran Bretagna. Ora, noi non abbiamo nessuna intenzione di sottovalutare il rischio di un'ondata anglofona della pandemia. Tuttavia, ci preme far notare che all'inizio dell'emergenza, quando i contagi si erano sviluppati in Cina, si registrava sulla stampa un certo imbarazzo nel parlare di virus cinese.
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