università telematica

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I baroni insidiati all’attacco delle università online
(iStock)

I baroni universitari sono sul piede di guerra. Da un po’ di tempo a questa parte vedono infatti il loro regno assediato. Non dai concorsi che impediscono di trasmettere la cattedra di padre in figlio, o da «maestro» a «discepolo».

così da poter perpetrare una gestione nepotistica dove tra professori ci si scambia favori e clientele (molte Procure hanno aperto inchieste per corruzione e turbativa d’asta, con decine di docenti coinvolti). No, a minacciare la baronia sono le università telematiche, che nel giro di un decennio hanno conquistato centinaia di migliaia di iscritti (in cinque anni sono più che raddoppiati, raggiungendo e superando la soglia dei 300 mila studenti), mettendo a repentaglio potere, visibilità e consulenze dei docenti delle università tradizionali.

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Quasi la metà dei laureati telematici avrebbe abbandonato senza la didattica digitale
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Secondo il Rapporto Censis-United, quasi metà dei laureati non avrebbe completato gli studi senza la formazione digitale. La flessibilità, l’autonomia nello studio e la possibilità di conciliare lavoro e università spingono sempre più adulti verso le università telematiche.
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