Fabio Ferrari: «Voterò per la Meloni. E molti amici di sinistra la pensano come me»
L’attore: «I progressisti sono diventati insopportabili. Chi lavora in tv, se ha certe idee, non si espone per paura di rappresaglie».
L’attore: «I progressisti sono diventati insopportabili. Chi lavora in tv, se ha certe idee, non si espone per paura di rappresaglie».
Il ballerino: «Ho fatto le nozze in chiesa, è stata mia moglie Carmen Russo a chiedermelo. Il “Tuca tuca” è nato durante una partita a carte a casa Carrà. Pure adesso lo danzano. In tv c’erano le star, oggi è altra cosa...».
L’autore e figlio d’arte: «Inventò il “non sense”, ma non fu solo genio. Aveva coraggio, come quando si esibì davanti ai tedeschi».
Dario Baldan Bembo: «Con un’orchestra mettemmo le tende e registrammo tra i rumori della natura. Lauzi era incazzatissimo col mondo. Conservo una foto di mio papà con D’Annunzio».
Un viaggio nel cuore della Pianura Padana, tra Palazzo dei Pio e la mostra «Non di solo pane», dedicata alla cucina del Rinascimento. Un itinerario tra arte, storia, teatro e tradizioni enogastronomiche, fino al Campo di Fossoli e al Museo…
L’attore tornato nella sale con «Buen Camino»: «Sui set ero spaesato, non ero abituato alla macchina da presa. Adesso mi piace espormi. Il palcoscenico ha una lingua diversa, altri tempi, ritmi e suoni».
Dopo aver visto Roberto Fico andare in autobus a Montecitorio e Carlo Cottarelli salire al Quirinale con lo zainetto, Sergio Mattarella aveva un sogno: farsi portare a un evento istituzionale in tram. Il presidente della Repubblica ci riesce nella notte…
In molti hanno tentato di imitare il suo stile. Nessuno, tuttavia, l’ha mai eguagliato. Con fantasia iperbolica Renzo Arbore ha de-istituzionalizzato il tradizionale varietà della Rai inventando una televisione diversa con ritmi, personaggi, canzonette esilaranti e paradossi che facevano riflettere,…
Il regista, tra poco al cinema con un film sul traditore di Gesù: «Ho studiato teologia all’Augustinianum di Roma quando il preside era l’attuale Papa. Mi piacciono le figure degli “sbagliati”, anch’io mi sento tale».
Festival platealmente schierato con quattro film pro Ucraina, nemmeno tutti inediti. Il biopic intitolato con il nome del leader di Kiev mischia volutamente i piani, raccontando la storia del comico che diventa presidente. Un Beppe Grillo che ce l’ha fatta.
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